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A nessuno sfugge l’importanza enorme delle prossime elezioni europee, momento in cui sarà in gioco moltissimo sia a livello nazionale che a livello continentale.

Vedremo nelle prossime settimane come si orienterà il voto degli italiani, materia che sarà oggetto di un nostro importante evento nel mese di marzo di cui daremo notizia a breve.

È però interessante sin d’ora comprendere l’esistenza di una forte spaccatura nell’atteggiamento verso l’Europa degli elettori italiani, situazione efficacemente riassunta in questa rilevazione Swg.

Tabella arditti 1

È ben evidente l’esistenza di due “popoli”.

Il primo, solidamente europeista, è innanzitutto radicato nel Pd e vuole mettere in risalto aspetti positivi della condizione “globale”, soprattutto in termini di libertà.

Il secondo, assai più scettico, ha forti consensi tra gli elettori della Lega e del M5S, preoccupati da una condizione di subalternità dell’Italia e dalla frequente imposizione di vincoli da parte della Ue.

Sono queste le due anime che si confronteranno nelle urne il prossimo 26 maggio.

Due anime presenti in tutto il continente, attraversato da dubbi sul processo d’integrazione come mai prima d’ora.

L’Europa resta il più grandioso, entusiasmante ed utile progetto politico (e sociale) generatosi sulle macerie della Seconda Guerra Mondiale.

Ma deve trovare una strada nuova per tornare a scaldare i cuori.

Si veda questo lavoro di Paul Cébille (ScPo Strasbourg): più volte (anche prima del voto Brexit del 2016) è finita male per l’istanza europeista.

tabella arditti 2

In particolare, brucia ancora oggi lo smacco dei voti contrari alla Costituzione Europea.

Insomma i cittadini hanno spesso parlato chiaro.

A questo punto spetta alle classi dirigenti battere un colpo.

Europa

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