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Gli organici sono sguarniti, i piani per le assunzioni insufficienti, occorrono più risorse e anche sui sindacati militari il legislatore non potrà ignorare limiti ben precisi. È stato chiaro il generale Giovanni Nistri, comandante dei Carabinieri, all’inaugurazione dell’anno accademico della Scuola ufficiali dell’Arma e lo ascoltavano tre ministri: Elisabetta Trenta (Difesa), Matteo Salvini (Interno) e Sergio Costa (Ambiente).

ATTIVITÀ OPERATIVA E ORGANICI

L’anno scorso i Carabinieri hanno perseguito il 73 per cento dei reati denunciati e hanno scoperto il 63 per cento dei casi risolti da tutte le forze di polizia, al costo di 7 morti e 1.583 feriti. Pur diminuendo i reati, la cittadinanza continua a essere apprensiva e per questo l’affidabilità di chi si occupa di sicurezza diventa determinante. La prevenzione della minaccia terroristica continua a funzionare grazie alla sinergia di forze dell’ordine e intelligence pur preoccupando, ha detto Nistri, “la granulare pervasività del terrorismo confessionale come il rinnovato attivismo dei gruppi anarco-insurrezionalisti”. Altrettanta attenzione è prestata alla criminalità organizzata, disarticolando la nuova “commissione provinciale” di Cosa nostra e, in generale, arrestando 783 persone per associazione di tipo mafioso e 7 latitanti, oltre a sequestro e confisca di beni per 1 miliardo.

Tutto bene, dunque? Non proprio: ai 106.067 uomini e donne dell’Arma mancano 6.870 unità, oltre il 6 per cento che Nistri esemplifica paragonandolo a 600 stazioni medie. Occorrono inoltre fondi per “adeguate soluzioni infrastrutturali” e non è sufficiente assegnare immobili sequestrati alla criminalità perché vanno comunque ristrutturati. Nelle attività di pubblica sicurezza presto saranno utilizzate le “body cam” per documentare gli interventi, fornendo così una corretta ricostruzione ai magistrati, a beneficio dei militari e dell’opinione pubblica, “talvolta disorientata dalla diffusione di filmati tanto suggestivi quanto parziali ed estemporanei”.

ASSUNZIONI E STIPENDI

Secondo il comandante dell’Arma gli effetti dei piani straordinari di assunzioni decisi nel 2017 e 2018 si vedranno in futuro e non sono comunque sufficienti a fronte di un’età media del personale passata dai 35 anni del 2000 ai 44 attuali. Per questo ha chiesto una maggiore quota di arruolamenti dal mondo civile, l’abbassamento dei limiti di età per l’accesso all’Arma dei volontari in ferma prefissata (Vfp) e la selezione congiunta con la forza armata di primo arruolamento in modo da identificare subito il potenziale futuro carabiniere. Sul fronte economico, inoltre, Nistri ha chiesto la rivalutazione del trattamento accessorio, fermo ai contratti 2002 e 2004, e un intervento sulla previdenza complementare.

IL PROBLEMA DEI SINDACATI MILITARI

Un paio di settimane fa il ministro Trenta ha riconosciuto il primo sindacato in divisa, un’associazione di Carabinieri, anche se non c’è ancora una legge che regoli questo tipo di attività essendo piuttosto recente la sentenza della Corte costituzionale che fa chiari cenni anche ai limiti da rispettare. Il generale Nistri l’ha definita una novità “di particolare portata” senza precedenti negli ordinamenti dei Paesi della Nato e dell’Ue, sottolineando che queste associazioni “saranno pienamente operative appena sarà varata la normativa di settore” che dovrà conciliarsi con altri valori costituzionali come la sicurezza nazionale e la difesa della Patria. In sintesi, l’auspicio di Nistri è che il legislatore sia particolarmente attento a materie come il rapporto gerarchico-funzionale; l’addestramento; le operazioni e il settore logistico-operativo; l’ordinamento, l’impiego e l’attribuzione degli incarichi. In altri termini, sarebbe inaccettabile individuare un comandante dopo una trattativa sindacale. Il ministro Trenta nel suo successivo intervento non ha accennato a questo argomento, limitandosi ad apprezzare la “rete capillare” delle stazioni, fondamentali sia per la sicurezza che, spesso, per attenuare la solitudine di tanti cittadini.

BARRA DRITTA

In un paio di passaggi del suo intervento, il generale Nistri si è riferito indirettamente al caso Cucchi e alle nuove intercettazioni prodotte nel processo a carico di alcuni carabinieri. Ai futuri comandanti oggi alla Scuola ufficiali ha detto che dovranno “assicurare il rispetto della dignità di tutte le persone, specie di quelle in condizioni di fragilità e sottoposte alla nostra custodia, affinché l’affermazione della legalità sia sempre scevra da gratuita violenza e proterva angheria, come la Costituzione ci impone”. Per essere considerati affidabili bisogna “tenere dritta la barra” ed essere “i primi a giudicare, con rigore e senza tentennamenti, chi di noi si allontani dalla via del dovere”: poche persone che vengono meno agli impegni sono sovrastati dalle altre 100mila. Nistri era stato chiarissimo nei mesi scorsi, spingendosi a dire “chi sa, parli”, e per questo, commentando una telefonata intercettata in autunno ha spiegato che dopo le valutazioni dell’autorità giudiziaria “verificheremo i significati da dare a frasi come ‘spirito di corpo’” e “faremo quello che dovremo fare”.

nistri

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