Skip to main content

Proprio nel momento della più forte tensione commerciale tra le due rive dell’Atlantico, vale la pena spendere una parola (e anche più di una) per riaffermare un concetto fondamentale: Stati Uniti ed Europa hanno interessi geopolitici convergenti che sono strutturalmente in grado di consentire il superamento di questo passaggio difficile. Ciò è vero quale che sia l’amministrazione a Washington ed è vero comunque si articoli il puzzle delle cancellerie europee.

Ma come si fa a dimostrare credibilmente quanto appena sostenuto? Adesso ci proviamo scegliendo tre ambiti strategici in questa fase storica assai turbolenta.

Innanzitutto, c’è un tema di omogeneità nelle attività connesse agli apparati militari, attività che, è ben ricordarlo, estendono la loro influenza anche in vastissimi ambiti civili. Da questo punto di vista, l’Europa deve certamente fare molto per razionalizzare le proprie spese, ma è fuori discussione il fatto che l’esistenza della Nato (la cui messa in discussione è pura follia) rende palese la necessità di dialogo permanente e sincero tra tutti i membri dell’alleanza. Anzi, possiamo dire molto di più: da decenni le forze armate dei Paesi che compongono l’alleanza hanno sviluppato procedure comuni, procedure che rappresentano la più significativa garanzia di sicurezza per quella che è, tutti gli effetti, la più potente coalizione militare del pianeta. Va anche detto che questo aspetto non si può limitare a considerare l’esistente, poiché dal 2022 è in atto un percorso di avvicinamento di nazioni come il Giappone, la Corea del sud, l’Australia, la Nuova Zelanda ed altri, segno molto preciso del fatto che le democrazie cercano in ogni modo di coordinare le proprie attività di difesa.

Questa logica può essere tranquillamente estesa ad un secondo ambito, destinato a diventare sempre più decisivo negli anni avvenire. Si tratta delle attività nello Spazio, che nei prossimi anni vedranno, prima sulla Luna e poi sul pianeta Marte, gli effetti degli impressionanti progressi tecnologici ormai disponibili sia nelle agenzie spaziali nazionali o sovranazionali (Nasa e Esa), sia nei protagonisti privati della “corsa allo Spazio”. Essendo le implicazioni di tutto quanto riguarda lo Spazio semplicemente incredibili, dobbiamo sapere sin d’ora che quella sta già diventando la più furibonda battaglia di potere a livello planetario, battaglia di potere nella quale tutte le potenze emergenti vanno costruendo organizzazioni in grado di giocare da protagonista. Quindi, tanto per fare un esempio, è bene capire che è un’avventura imprenditoriale come quella messa in piedi da Elon Musk deve essere considerata patrimonio decisivo per l’Occidente nel suo insieme, mettendo da parte (deve fare qualche passo avanti anche lui stesso) vicende legate a contrapposizioni politiche che sono minuzie rispetto alle enormità delle questioni da affrontare.

C’è, infine un terzo tema, che per molti versi andrebbe affrontato per primo. Ruota intorno ad una parola tanto semplice quanto gigantesca. Questa parola è libertà, asse portante della nostra idea occidentale della vita, delle relazioni personali, dell’attività economica, dello scontro politico. Nessuna contrapposizione momentanea di carattere commerciale o di altro genere può superare la comunanza di visione che c’è tra Europa e Stati Uniti, anche se persino il concetto di libertà è soggetto ad evoluzione nel tempo.

Adesso che l’incendio è scoppiato, è opportuno auspicare l’intervento di saggi ed operosi pompieri.

Usa e Ue hanno le istruzioni per spegnere l'incendio dei dazi. La riflessione di Arditti

Convergenza militare, sguardo allo Spazio e idea di libertà. Sono i tre punti di convergenza che, in questo momento incendiario, possono aiutare a spegnere le fiamme divampate nel rapporto tra Stati Uniti ed Europa. È tempo dei pompieri. Il commento di Roberto Arditti

Il boccone di Tajani, il fischietto di Urso, il ritratto di Bandecchi. Queste le avete viste?

Il ministro degli Esteri è stato pizzicato da Pizzi col boccone in bocca, mentre il ministro del Made in Italy soffiava dentro un fischietto a forma di gallina. Per il suo compleanno, invece, il sindaco di Terni ha ricevuto un ritratto particolare. Ecco le foto politiche degli ultimi sette giorni

La Cina risponde a Trump. Le contromosse commerciali di Pechino

Pechino annuncia contro-dazi speculari sulle merci americane del 34%, attaccando frontalmente anche le terre rare e denunciando gli Stati Uniti al Wto. Borse e petrolio sprofondano ancora, riportando i fantasmi dell’11 settembre

The tariff bombshell, implicazioni geoeconomiche dei dazi di Trump

Il presidente degli Stati Uniti ha lanciato una nuova ondata di dazi, descritta dagli esperti dell’Ecfr come una “rivoluzione tariffaria” con effetti potenzialmente devastanti sull’economia globale. Colpiti Usa, Europa e Paesi in via di sviluppo, con settori strategici come l’agroalimentare e l’aerospazio sotto pressione

Fermare il Patto di stabilità e il Green deal. La mossa anti-dazi di Meloni

Nel giorno in cui la Borsa di Milano cola a picco, arrivando a perdere il 6%, la premier rispolvera la sospensione delle regole di bilancio già vista durante l’emergenza Covid. E anche il Green new deal va messo in stand by se si vuole reggere l’urto della stretta tariffaria

Vi spiego l'importanza della visita di Vance in Vaticano. Scrive Sisci

L’incontro tra il vicepresidente Usa JD Vance e alti esponenti della Santa Sede, tra cui il Papa e il segretario di Stato Pietro Parolin, sarà cruciale per la diplomazia internazionale. Avviene dopo nuovi dazi americani che influenzeranno commercio e politica mondiale. Il dialogo col Vaticano, che sotto Papa Francesco è un faro di libertà e diritti, ha un’importanza cruciale grazie al dialogo mantenuto con governi autoritari come Cina e Russia. Il punto di Francesco Sisci

Serve un nuovo preambolo anti populista. Il commento di Merlo

Esiste oggi la forza, il coraggio e la volontà politica e culturale dei partiti – e in particolare dei partiti centristi e di governo – per arginare la malapianta del populismo demagogico e anti politico nel nostro Paese?

Maxi multa per X. Così l'Ue va avanti su Musk sfidando Trump

Secondo il New York Times, a Bruxelles starebbero ragionando su una cifra monstre in risposta alle violazioni del Dma da parte di X. La piattaforma avrebbe contribuito alla disinformazione e ai discorsi d’odio pubblicati dai suoi utenti. Il caso arriva in un momento di forte tensione con l’America e potrebbe peggiorarlo ancor di più visto che la Casa Bianca aveva espressamente richiesto di non mettere sotto torchio le sue aziende

Perché è tempo di una diplomazia climatica. Appunti dal Quaderno di Med-Or

Il Quaderno di Med-Or indaga l’impatto del climate change sulla stabilità geopolitica, con uno sguardo strategico sul Mediterraneo. Ecco cosa si è detto alla presentazione di “Cambiamenti climatici e sicurezza: una sfida globale”

La Cina vuole la fiducia del mercato. Ma senza onorare i suoi debiti

Da quando i colossi del mattone hanno cominciato a barcollare, per poi cadere, gli obbligazionisti hanno ottenuto solo l’1% del dovuto, nonostante decine di accordi di ristrutturazione e concordati. E ora le banche del Dragone battono di nuovo cassa

×

Iscriviti alla newsletter