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“La ricostruzione sui presunti pressing dell’Spd nei confronti di Merz per escludere l’Italia dai partner strategici della Germania mi sembra onestamente una forzatura. Ma ciò non toglie che la sinistra tedesca possa nutrire riserve su alcune scelte del governo di centrodestra italiano”. A parlare ai nostri taccuini è il senatore del Pd, Alessandro Alfieri che commenta la notizia, poi ridimensionata dal governo tedesco, secondo cui nell’accordo della grande coalizione tedesca a sostegno del nuovo cancelliere Friedrich Merz, il nostro Paese sia stato espunto dai partner strategici.

“Al di là del colore politico di chi governa – prosegue il dem – i rapporti istituzionali fra gli esecutivi devono esserci. A maggior ragione in una congiuntura storico-politica come quella che stiamo vivendo e nella quale occorre un rafforzamento e non un indebolimento dell’asse europeista”.

La linea, insomma, è molto chiara: “I sovranisti devono stare ai margini, ma i governi dei due paesi devono collaborare”.

Non solo e non tanto sul piano bilaterale, quanto più su quello multilaterale ed europeo.

Germania e Italia, secondo la prospettiva del senatore Pd devono “essere fra i Paesi promotori di un’avanguardia che lavori per la costruzione dell’Europa politica attorno a temi strategici a partire dalla Difesa comune”.

L’indicazione di questa traiettoria delinea un perimetro politico definito che tiene assieme “la Francia, la Germania, l’Italia e la Spagna”. E, sul dossier Difesa, “occorre sempre di più lavorare in sinergia con l’Inghilterra che si sta riavvicinando alle posizioni europee e rappresenta un partner molto importante”.

La logica del Weimer plus, dunque, dovrebbe essere confermata. Per lo meno stando a quanto emerge dalle dichiarazioni del portavoce del ministero degli Esteri tedesco Christian Wagner che ha risposto ai contenuti dell’articolo apparso sul giornale tedesco Welt. 

Tornando alle possibili frizioni fra Germania e Italia, Alfieri ipotizza che a infastidire la sinistra tedesca ci possano essere “alcune iniziative intraprese dal governo Meloni, in particolare sulla gestione dei flussi migratori”. “È comprensibile e legittimo che la sinistra tedesca la pensi in maniera diversa e che possa mostrare il proprio disappunto – osserva – ma questo elemento non deve indebolire il rapporto fra i due Paesi”.

In questa logica, dunque, “l’incontro fra Meloni e Merz rientra nella collaborazione che auspicabilmente va sempre più rafforzata fra Italia e Germania”.

A Spd non piace la politica migratoria di Meloni, ma il legame va rafforzato. Alfieri spiega perché

I rapporti fra Italia e Germania devono esserci e vanno consolidati a maggior ragione per rafforzare l’asse europeista. La collaborazione deve continuare a livello istituzionale, al di là dei colori politici di chi governa, per cui è positiva la visita di Merz in Italia. Alla sinistra tedesca, però, non piacciono le politiche di Meloni sull’immigrazione

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