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“Revoca immediata” al presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) Roberto Battiston. A comunicarlo è stato lui stesso attraverso un tweet, senza nascondere la “sorpresa” per la comunicazione arrivata dal ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti. “È il primo spoil system per un ente di ricerca – ha aggiunto Battiston – grazie alle migliaia di persone con cui ho condiviso quattro anni fantastici di spazio italiano”.

Lo scorso maggio, dopo il primo quadriennio di presidenza, per il professore era arrivata la nuova nomina per altri quattro anni (fino al 2022) dall’allora ministra Valeria Fedeli, al termine di una procedura di selezione iniziata a febbraio. Già allora, erano emerse alcune polemiche per una conferma giunta a legislatura già scaduta, polemiche che hanno probabilmente influito sulla decisione del nuovo governo. “Questi quattro anni sono stati molto importanti perché hanno consentito la riorganizzazione e il rafforzamento del settore spaziale italiano, che si conferma un punto di riferimento scientifico, tecnologico e industriale a livello mondiale”, aveva spiegato allora Battiston, già scelto nel 2014 per guidare l’agenzia nazionale dall’allora numero uno del Miur Stefania Giannini.

“Grazie ad una serie di accordi internazionali e alle capacità della nostra industria, oggi l’Italia è al centro dei più importanti cambiamenti innescati dalla New space economy”, aveva rimarcato. Ora, “la sfida per il futuro è far sì che l’infrastruttura spaziale fornisca sempre più servizi e valore ai cittadini e alle imprese del nostro Paese”. E infatti, nei quattro anni di sua presidenza all’Asi, Battiston ha osservato il settore crescere. Tra il 2014 e il 2017, l’occupazione del comparto è cresciuta del 3%, mentre il ritorno italiano della partecipazione ai programmi della Commissione europea è stato circa il 16,4%. “Assumendo una contribuzione al budget Ue di circa il 12.48%, si registra un sovra-ritorno di 4 punti percentuali, pari a 276 milioni di euro”, spiega l’Asi in un recente report. Un simile ritorno è apprezzabile in merito alla partecipazione dei programmi dall’Agenzia spaziale europea (Esa): “L’Italia ha registrato un sovra-ritorno di 170 milioni di euro (pari a 1,12%) confermando il trend positivo in Esa grazie alle ottime performance del comparto nazionale”.

Al centro dell’azione dell’Agenzia le partnership internazionali, sia quelle tradizionali con gli Stati Uniti e nel contesto nell’Esa, sia con le emergenti potenze spaziali, dalla Cina (che punta con forza a una sua nuova stazione orbitante) all’Argentina, che di recente ha visto il lancio del primo satellite SaoCom, destinato a cooperare con la costellazione italiana di Cosmo-SkyMed nell’ambito del programma Siasge, per un sistema di osservazione della Terra senza precedenti. L’Italia è oggi una potenza spaziale. E lo dimostra il grande rilievo che ha avuto lo spazio nell’incontro di fine luglio tra il premier Giuseppe Conte e il presidente Donald Trump (qui ne avevamo parlato proprio con Battiston).

In ambito nazionale, gli ultimi quattro anni sono stati contraddistinti dal duro lavoro per la nuova governance dello Spazio, approvata, non senza fatica, alla fine della scorsa legislatura. Con essa, l’Italia ha trovato una gestione coordinata della politica spaziale, mettendola nelle mani del presidente del Consiglio (e delegata a un sottosegretario, oggi a Giancarlo Giorgetti) che si avvale del neonato Comitato interministeriale. D’altra parte, di fronte alla crescente competizione internazionale, “fare sistema” è un esigenza, e Battiston lo ha da sempre evidenziato. Oltre al Piano per la space economy (che con il Piano stralcio ha già dato il via ai partenariati pubblico-privati), ciò si è tradotto di recente nel forte impulso nazionale al settore del volo suborbitale, con il coinvolgimento di una molteplicità di attori.

Solo pochi mesi fa, l’aeroporto di Taranto Grottaglie è stato individuato quale primo spazioporto italiano, da cui dunque potrà spiccare il volo il velivolo realizzato dalla Virgin Galactic, grazie agli accodi siglati con l’Asi, con Altec e con l’azienda Sitael, che puntano alla realizzazione di uno spazioplano tramite la collaborazione tra i settori industriali dei due Paesi. Infine, sono stati anni di grande fervore esplorativo, con tante missioni di grande rilevanza scientifica. Qualche giorno fa, è partito alla volta di Mercurio BepiColombo, la missione euro-giapponese con tanta Italia a bordo. Degli undici esperimenti, ben quattro sono del Bel Paese, da aggiungere al contributo dell’industria nazionale.

Già professore ordinario di Fisica Sperimentale all’Università di Trento, Battiston è stato fisico dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn). Nella sua lunga carriera accademica e scientifica, ha tra l’altro proposto insieme al premio nobel Samuel C.C. Ting la realizzazione di uno spettrometro magnetico (AMS-2) per effettuare per la prima volta misure di precisione dei Raggi Cosmici nello spazio. Dal 2011 lo strumento è operativo sulla Stazione spaziale internazionale (Iss).

Spazio, revoca "a sorpresa" per il presidente dell'Asi Roberto Battiston

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