Skip to main content

È noto agli esperti del settore che il bitcoin non garantisce un perfetto grado di anonimato, dato che tutte le transazioni, e tutti gli indirizzi, sono registrati all’interno della blockchain e visibili a ogni nodo. Per rispondere alla sua pseudonimità, sono stati introdotti negli anni molti strumenti che hanno essenzialmente la finalità di far perdere le proprie tracce. Il primo accorgimento è non utilizzare mai lo stesso indirizzo per i pagamenti, ma cambiarlo di volta in volta, il secondo consiste nell’impiegare un “mixer2, un servizio a pagamento che raccoglie e scompone decine di transazioni contemporaneamente, spezzandone l’importo in maniera casuale e creando una struttura temporale di difficile ricostruzione. Perché un “mixer” funzioni correttamente è però necessario che sia ampiamente utilizzato, un paragone aiuterà a capire il perché: immaginate di essere inseguiti dalla polizia, è ovvio che per far perdere le proprie tracce è più facile infilarsi nel traffico di punta di una stazione della metropolitana di interscambio, mentre è molto più difficile sparire quando non ci sono altre persone con cui confondersi. Pur nascendo con obiettivi evidentemente diversi, i siti di gioco on-line raggiungono gli stessi effetti dei mixer, e pertanto sono ampiamente utilizzati – dal 2014 al 2017 almeno 3,7 milioni di Bitcoin sarebbero passati per siti di scommesse e giochi on-line.

A fronte di questi strumenti diventa difficile ricostruire i flussi sulla blockchain, pertanto chi si occupa di bitcoin intelligence, la disciplina che assiste gli inquirenti sfruttando potenti tecnologie statistiche (clusterizzazione, analisi dei grafi) produce come risultato del proprio lavoro solo una stima probabilistica di utilizzo o origine criminosa.

Negli ultimi anni sono nate nuove criptovalute che consentono di avere un maggiore anonimato fin dall’inizio, come Dash, che ha un sistema di mixing integrato, o Verge, che utilizza TOR per nascondere gli indirizzi IP degli utenti. Molto innovative, perché fondate su principi di crittografia distinti da Bitcoin, sono Zcash e Monero, che portano con sé storie diverse: la prima sta collaborando con le autorità per ottemperare alla normativa antiriciclaggio, la seconda si sta diffondendo nei mercati del dark web.

Alla frequente perplessità sull’utilizzo di bitcoin o altre criptovalute ai fini del riciclaggio di flussi di denaro sporco non vi è ancora una risposta univoca. Infatti, non è stata ancora adottata una normativa sulle criptovalute diffusa globalmente. Se da un lato è evidente che i bitcoin offrono una buona sponda alla criminalità, e il rischio potrebbe essere maggiore se diverse innovazioni ora in discussione venissero adottate (come il Lightning Network o le Schnorr Signatures), serve investire per promuovere una maggiore conoscenza degli strumenti di anonimizzazione e attenzione a tutta la filiera. In effetti, per cambiare i bitcoin con valute fiat (euro, dollaro) è necessario passare per degli exchange che, quando lavorano onestamente, effettuano accurate verifiche sulle operazioni di elevato importo e possono collaborare con le autorità dei propri paesi. Per quanto concerne le altre criptovalute, ben più solide a livello di anonimato, va detto che a oggi Monero capitalizza solo 2 miliardi di dollari e vede circa 4 mila operazioni al giorno, di cui probabilmente un’ampia fetta per mere ragioni speculative. Sono numeri che non consentono, per fortuna, una diffusa adozione da parte del crimine organizzato che, a livello di flussi di denaro, richiede cifre più consistenti per potersi mimetizzare.

Le opinioni espresse non impegnano in alcun modo la Banca d’Italia

Bitcoin, tra mito e realtà

Di Andrea Danielli

È noto agli esperti del settore che il bitcoin non garantisce un perfetto grado di anonimato, dato che tutte le transazioni, e tutti gli indirizzi, sono registrati all’interno della blockchain e visibili a ogni nodo. Per rispondere alla sua pseudonimità, sono stati introdotti negli anni molti strumenti che hanno essenzialmente la finalità di far perdere le proprie tracce. Il primo…

L'informazione alla portata di tutti. Il caso Open Data di Roma Capitale

Di Flavia Marzano

Trasparenza dell’azione amministrativa e partecipazione della cittadinanza ai processi decisionali sono obiettivi prioritari nell’azione di governo di Roma Capitale. Obiettivi il cui pieno raggiungimento presuppone da un lato la necessità di creare le condizioni affinché il cittadino sia in grado di conoscere, verificare e valutare con consapevolezza l’operato della macchina pubblica e implica, dall’altro lato, l’impegno a valorizzare il patrimonio…

Spie per caso. Anche il secondo killer di Skripal era uno 007 russo

L'uomo entrato nel Regno Unito per ammazzare Sergei Skripal con un passaporto falso che lo identificava come “Alexander Petrov”, si chiama in realtà Alexander Yevgenyevich Mishkin: è un medico militare, operativo dell’intelligence militare russa, conosciuta come Gru. Era insieme a Ruslan Boshirov, che però di vero nome fa Anatoliy Chepiga: il tipo è un colonnello del Gru a cui il presidente Vladimir Putin ha…

haley

Nikki Haley esce di scena. Ma tornerà presto, scommettono a Washington

Seduta a fianco al presidente davanti al caminetto dello Studio Ovale, completo fucsia e volto rilassato, Nikki Haley ha annunciato al mondo che dal 2019 non sarà più lei a rappresentare gli Stati Uniti al Palazzo di Vetro della Nazioni Unite: a fine anno lascerà l'incarico. Il presidente statunitense Donald Trump avrebbe già accetto da una settimana le dimissioni della sua ambasciatrice all'Onu, falco…

difesa commissione sanzioni

Caro Di Maio, ecco perché non è incoraggiante attaccare i giornalisti

"Non fate le vittime", dice il vice premier italiano e ministro di Lavoro e Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ai giornali: "Abbiano almeno la decenza di sapere che il ministro dello Sviluppo economico non ha nessun potere per chiudere un giornale e meno male" (come se davvero la cosa fosse solo questione di poteri, potesse). È la seconda tranche di una polemica innescata…

Campioni marziani dal Pianeta rosso. Ecco cosa farà Thales Alenia Space

Marte arriverà sulla Terra grazie a Thales Alenia Space, la joint venture tra la francese Thales (67%) e l'italiana Leonardo (33%). L'azienda ha infatti siglato due contratti con l’Agenzia spaziale europea (Esa) nell’ambito di uno studio congiunto con la Nasa relativo alla missione internazionale Mars Sample Return, il cui obiettivo sarà portare sul nostro pianeta i preziosi campioni della superficie marziana. L'OBIETTIVO DELLA MISSIONE L'obiettivo…

Da Magrassi a Falsaperna. La staffetta al segretariato generale della Difesa

Il segretariato generale della Difesa continuerà a rispondere alle esigenze delle Forze armate, a promuovere l’innovazione tecnologica e a sostenere l’industria nazionale. È quanto emerso dalla cerimonia di avvicendamento al vertice di SegreDifesa/Dna, tra l’uscente Carlo Magrassi e il subentrante Nicolò Falsaperna, che oggi a Roma si sono dati il cambio all’insegna della continuità, pur in un momento in cui…

bail-in pir2

A quanto deve arrivare lo spread per mettere ko le banche? Report Fidentiis

Se c'è un settore che deve tremare più di tutti in questi giorni di spread al rialzo, è il credito. Per due motivi essenzialmente. Primo, la manovra del governo prevede che le coperture necessarie per sostenerne l'impianto vengano trovate anche attraverso una stretta sulle banche. Infatti, per ottenere nuove risorse, l'esecutivo potrebbe decidere di aumentare la tassazione sugli istituti, rendendo alcuni…

Assicurarsi contro il rischio Cyber? Ci pensa (anche) Generali. Ecco come

Gli attacchi informatici e le conseguenze che ne derivano, così come le nuove norme sulla protezione dei dati sensibili e le relative implicazioni, rappresentano pericoli emergenti globali per gli utenti e per le aziende. Parte integrante di questa sfida è la gestione del cosiddetto rischio cyber, un tema vede sempre più impegnati i grandi gruppi assicurativi come Generali, che proprio…

Ecco l’intesa fra Fincantieri e Leonardo. E il governo plaude

Avanti con Orizzonte Sistemi Navali (Osn) nella partita tra Leonardo e Fincantieri. Al fine di cogliere al meglio le nuove sfide sui mercati internazionali – fanno sapere le due aziende in una nota – sono stati concordati i principi guida di un’intesa nel settore delle navi militari per presentare soluzioni congiunte in un settore sempre più competitivo ed esigente. La…

×

Iscriviti alla newsletter