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Non sono tagli, ma razionalizzazioni, e in ogni caso non comporteranno “alcun pericolo per la sicurezza”. Parola del ministro della Difesa Elisabetta Trenta, intervenuta alla presentazione del volume “1948-2018, i Carabinieri negli anni della Costituzione” realizzato dall’Arma e dall’Ansa. La titolare di palazzo Baracchini è tornata dunque sul tema caldo del momento, gli annunciati tagli al bilancio della Difesa, uscita tra l’altro da un lungo periodo di budget già risicati, soprattutto se confrontati con quelli di alleati e competitor.

LE PAROLE DEL MINISTRO

“Più che di tagli – ha spiegato la Trenta – io parlerei di razionalizzazioni. In certi momenti ci sono delle priorità, ma ogni funzione strategica della sicurezza verrà mantenuta”. Sicuramente, ha aggiunto, “bisogna razionalizzare la spesa”, ma questo non dovrebbe intaccare operatività e capacità delle Forze armate di assolvere ai propri doveri. Il ministro Trenta ha inoltre ricordato che “esiste un piano di assunzioni nelle Forze armate perché è necessario rinnovare, il personale invecchia”, aggiungendo che “prima o poi avremo una donna generale e questa è una certezza”.

MESSAGGI RASSICURANTI

Sui tagli, l’impressione è che la partita sia ancora aperta. A dire l’ultima parola sarà solo la Legge di bilancio, dopo un lungo e complesso iter parlamentare. Certo, rispetto ai cospicui tagli annunci nelle scorse settimane, più di recente sono arrivati messaggi più rassicuranti per un comparto che si era messo in agitazione. La presentazione in Parlamento del Documento programmatico pluriennale della Difesa alle Camere ha mostrato gli intendimenti di palazzo Baracchini. Essi esprimono una sostanziale continuità dei maggiori programmi, pur confermando la mancata copertura finanziaria per il sistema Camm-Er, senza il quale l’Italia si ritroverebbe sguarnita di difesa aerea a corto e medio raggio dal 2021.

IL PUNTO DI TOFALO

Un altro segnale di rassicurazione è arrivato mercoledì dal sottosegretario Angelo Tofalo, intervenuto in commissione Difesa al Senato sul Dpp. Di fronte alle pressanti richieste di chiarimenti da parte delle opposizioni, Tofalo ha precisato che la razionalizzazione della spesa operata dal governo “è stata rappresentata in maniera non del tutto corretta dagli organi di stampa”. L’unico taglio effettivo, si legge nel resoconto del suo intervento, “concernerà la realizzazione di una struttura logistico-militare per gli uffici del ministero (indicata dalla stampa col nome di Pentagono italiano), con un risparmio di oltre un miliardo di euro. Non vi saranno invece conseguenze negative sul comparto industriale, perché ogni intervento di rimodulazione di spesa nel settore degli investimenti sarà infatti effettuato d’intesa con le aziende interessate”. In tal senso, Tofalo ha rimarcato “la particolare attenzione del governo nei confronti dell’industria italiana della Difesa”.

MINACCE COMPLESSE

D’altra parte, la necessità di non intaccare le capacità di difesa è stata evidenziata indirettamente anche dal generale Enzo Vecciarelli, intervenuto alla presentazione del volume dei Carabinieri con una delle prime uscite da capo di Stato maggiore della Difesa. Lo scenario internazionale è più che complesso, ha spiegato, presentando minacce in continua evoluzione. “Assistiamo al ritorno sulla scena di nazionalismi e il rafforzarsi di potenze nucleari”. Si tratta di un “mondo alla rovescia” rispetto a quello che si era immaginato dopo la Seconda guerra mondiale con la nascita delle Nazioni unite, ha spiegato il generale. Anche l’Italia deve assumersi le proprie responsabilità per affrontate tutto questo. “Dobbiamo collaborare con tutti gli altri Paesi affinché le situazioni d’instabilità siano ridotte il più possibile”. Non si tratta di “essere schierati da una parte o dell’altra”, ma di state con “chi vuole sicurezza e stabilità”. D’altra parte, “oggi non è più necessario difendere i confini, quella che va difesa è la libertà di tutti i cittadini, di muoversi e di fare impresa”.

I CARABINIERI NEGLI ANNI DELLA COSTITUZIONE

A tutelare questi valori c’è l’Arma dei Carabinieri, non da oggi, ma sin dalla sua fondazione. Una parte di questa storia si interseca con quella dell’Italia repubblicana, ripercorsa in 254 pagine e 318 fotografie nel volume presentato oggi a Roma: “1948-2018, i Carabinieri negli anni della Costituzione”. Con la prefazione del comandante generale Giovanni Nistri e del direttore dell’Ansa Luigi Contu, il libro “ripercorre la vita sociale del Paese, a partire dall’insediamento al Quirinale di Luigi Einaudi, il primo presidente eletto, e, attraverso i fotogrammi, descrive le ansie, le gioie, i successi, ma anche le debolezze di un’Italia che dal 1948, persa l’architettura monarchica, scelse e intraprese con decisione il percorso costituzionale democratico”, spiega l’agenzia. “In ogni scatto c’è la presenza costante, silenziosa e operosa dei Carabinieri, immortalati dai fotografi dell’Ansa, sempre sulla notizia, per raccontare con immediatezza l’Italia agli italiani”.

I VALORI DELL’ARMA

Sono fotografie storiche ma sempre attuali, perché di fondo ci sono gli stessi valori. “I valori sono importanti, tuttavia la cosa principale non è parlarne, ma testimoniarli ogni giorno”, ha spiegato il generale Nistri. I valori – ha proseguito il generale – sono come carte di credito il cui fondo non è illimitato, ma i nostri carabinieri devono ogni giorno alimentare. Non ci incensiamo e teniamo la barra dritta, senza cadere nelle suggestioni”. La sicurezza, ha concluso Nistri, “è un bene comune e chiunque va a toccarla, che sia un terrorismo o un criminale, va a toccare un bene che è di tutti”.

Razionalizzazioni, non tagli. La spesa della difesa secondo Trenta

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