Skip to main content

Il fatto che la tecnologia sia la nota di fondo della Relazione significa prendere atto che siamo entrati in una fase in cui esiste quasi unequazione tra supremazia tecnologica e supremazia geopolitica. Per Beniamino Irdi, senior fellow del German Marshall Fund, la Relazione annuale 2026 dellIntelligence italiana presenta ieri a Roma segna un passaggio significativo: la centralità della tecnologia è il segnale di una nuova consapevolezza strategica.

In una conversazione con Formiche.net, Irdi spiega che il documento mostra come il comparto dellintelligence italiana abbia interiorizzato una trasformazione strutturale del contesto internazionale. Gli sviluppi tecnologici rivoluzionari a cui stiamo assistendo, a partire naturalmente dallintelligenza artificiale, hanno come caratteristica fondamentale la trasversalità, osserva. Le innovazioni tecnologiche cui stiamo assistendo a partire dall’Intelligenza Artificiale, impattano tutti i settori strategici e producono ricadute sociali e politiche. Di conseguenza, dalla capacità di dominare queste tecnologie dipende in larga misura anche lesito delle competizioni geopolitiche.

La Relazione presentata al Parlamento riflette questa consapevolezza. Il documento insiste sul fatto che linnovazione tecnologica non accompagna più semplicemente il cambiamento, ma lo orienta e lo accelera, ridefinendo tanto le modalità di esercizio del potere quanto la natura stessa delle minacce. Non si tratta soltanto di una questione economica o industriale: la tecnologia diventa una componente essenziale della sicurezza nazionale, al punto che la sovranità digitaleil controllo autonomo di dati, algoritmi e infrastrutture è indicata come una condizione indispensabile per difendere lintegrità economica e la sicurezza del Paese.

In questo quadro, emerge con forza anche il ruolo dellintelligenza artificiale nelle attività di intelligence. Irdi osserva che la Relazione mostra chiaramente come il comparto abbia avviato una riflessione concreta sulle applicazioni dellAI. Si vede che è in corso una riflessione sempre più matura su come lintelligenza artificiale possa supportare gli sforzi dellintelligence, commenta. Le applicazioni potenziali sono molteplici: dallidentificazione dei bersagli allanalisi delle informazioni tramite modelli linguistici avanzati, fino alla prevenzione delle minacce attraverso lindividuazione di segnali deboli.

Proprio questultimo elemento rappresenta uno degli aspetti più innovativi. Luso di algoritmi di intelligenza artificiale può consentire di elaborare grandi quantità di dati e individuare schemi ricorrenti, anticipando possibili scenari di rischio. Attraverso lelaborazione con algoritmi di intelligenza artificiale è possibile ricostruire pattern e segnali di allerta anche su minacce specifiche, osserva Irdi. Inoltre, la Relazione include anche alcuni scenari di minaccia elaborati proprio con il supporto dellintelligenza artificiale, un esempio concreto di come queste tecnologie possano essere integrate nei processi analitici dellintelligence.

Un altro elemento di novità riguarda limpostazione complessiva del documento. A differenza delle relazioni degli anni precedenti, tradizionalmente orientate a registrare le attività svolte nel corso dellanno, quella del 2025 assume una prospettiva più esplicitamente proiettata verso il futuro e non poteva essere altrettanto, visto il ruolo della tecnologia. Irdi sottolinea che il documento contiene valutazioni previsionali e riflessioni forward-looking su alcune dinamiche geopolitiche. Fino ad oggi la Relazione era soprattutto una registrazione delle attività svolte nellanno precedente, spiega: Questa volta invece c’è lintenzione esplicita di guardare avanti. Tra gli esempi citati figura anche il riferimento a scenari legati a Taiwan, indicativo di un approccio più orientato alla previsione strategica.

Infine, sul terreno delle minacce ibride la Relazione segna, secondo Irdi, un punto di maturazione per il sistema di intelligence italiano. Il documento descrive queste minacce come fenomeni multivettoriali che si spiegano simultaneamente su diversi domini politico, economico, tecnologico, informativo al servizio di un unico obiettivo strategico. Questa Relazione segna il consolidamento del concetto di minaccia ibrida nel comparto intelligence italiano, osserva, aggiungendo che il tema viene affrontato in modo metodologicamente più solido rispetto al passato.

La tecnologia svolge un ruolo centrale anche in questo contesto. Secondo Irdi, il rapporto tra innovazione tecnologica e minacce ibride emerge con particolare chiarezza nella Relazione. Il ruolo della tecnologia nell’hybrid è legato al fatto che gli originatori della minaccia agiscono da remoto e in condizioni di negabilità”, spiega. In passato, il cyber era già stato correttamente descritto come un moltiplicatore degli altri vettori della minaccia. Oggi però il quadro si è ulteriormente ampliato. E’ giusto estendere questo concetto, perché ormai non si tratta più soltanto di cyber, ma di intelligenza artificiale e del fattore tecnologico in generale”.

In altre parole, la tecnologia non rappresenta soltanto uno degli ambiti della competizione internazionale. È sempre più spesso lelemento abilitante che rende possibili nuove forme di pressione strategica, dalla manipolazione informativa alle operazioni di influenza, fino agli attacchi contro infrastrutture critiche e sistemi digitali. La centralità che la Relazione dedica a questo tema suggerisce quindi una presa datto importante: nella competizione contemporanea, sicurezza nazionale e innovazione tecnologica sono ormai due dimensioni inseparabili.

Tecnologia è potere. La nuova consapevolezza strategica dell’Italia secondo Irdi

La Relazione annuale 2026 dell’intelligence italiana segnala una nuova consapevolezza strategica sul ruolo della tecnologia nella competizione globale. Come osserva Beniamino Irdi (German Marshall Fund), oggi esiste quasi un’equazione tra supremazia tecnologica e supremazia geopolitica, con la tecnologia che è anche vettore abilitante delle minacce ibride

Scorte, assetti strategici e formazione. Le priorità del Pentagono

La competizione con la Cina obbliga Washington a interrogarsi sulla reale prontezza delle proprie Forze armate. L’Index of U.S. Military Strength della Heritage Foundation, appena presentato, ha messo in evidenza criticità strutturali che vanno dalle scorte di munizioni alla lentezza del procurement industriale. Nel dibattito che ne ha accompagnato la presentazione, sono emersi anche i nodi della deterrenza nucleare, dell’innovazione tecnologica e della resilienza spaziale

Tutte le variabili sulle mosse di Erdogan in Iran

La sensazione è che le mosse turche molto dipenderanno dalla durata del conflitto e dal tipo di “modello” politico che Trump intenderà applicare all’Iran: se quello venezuelano con un cambio rapido di regime, su cui si registrano forti perplessità in considerazione delle differenze politiche e sociali tra Iran e Venezuela, o se quello di una rigenerazione interna, favorita anche dalle pressioni degli ex alleati dell’Iran

Da Chabahar a Starlink, infrastrutture e controllo dei dati entrano nel conflitto

Nel pieno delle tensioni tra Iran, Stati Uniti e Israele, il programma spaziale di Teheran passa da vetrina tecnologica a possibile punto di pressione. Il nuovo polo di Chabahar, i satelliti e le stazioni di terra diventano tasselli sensibili tra osservazione e sicurezza. Sullo sfondo, Starlink riapre il tema del controllo dell’informazione, tra blackout, costi in impennata e contenzioso all’International telecommunication union

Intelligence, innovazione e democrazia. Il messaggio della Relazione annuale secondo Caligiuri

Ieri nelle sale del Parlamento abbiamo assistito a una pagina di democrazia, che contribuisce a rendere sempre di più l’intelligence un insostituibile strumento per difendere la sicurezza delle istituzioni, delle imprese e dei cittadini. La Relazione annuale 2026 dell’intelligence italiana raccontata da Mario Caligiuri presidente della Società italiana di intelligence e direttore del master in Intelligence (Università della Calabria)

Tecnologia, da vulnerabilità a leva di potenza. Così si governa il cambiamento

La Relazione “Governare il cambiamento” evidenzia come la competizione tecnologica stia ridefinendo potere e sicurezza. Stati Uniti, Cina ed Europa si confrontano sulle filiere strategiche mentre l’IA, sempre più integrata nei sistemi civili e militari, amplifica opportunità e vulnerabilità. La lettura di Luigi Martino, docente di Intelligence and National Security Università di Firenze

Dal Golfo al Mediterraneo, così la guerra ridisegna la geografia degli investimenti. Scrive Volpi

Di Raffaele Volpi

La guerra nel Golfo produce un doppio effetto. Da un lato aumenta i rischi macroeconomici per l’Europa attraverso energia e inflazione, dall’altro apre una possibile finestra per il turismo e il real estate mediterraneo. Se la crisi sarà breve, il Golfo recupererà rapidamente attrattività. Se invece la percezione di instabilità si radicherà, la geografia degli investimenti potrebbe cambiare più di quanto oggi immaginiamo. L’analisi di Raffaele Volpi

Un vertice all'insegna di IA e droni. Cosa aspettarsi dal Summit Nato di Ankara

La Nato prepara il vertice di luglio ad Ankara puntando su tecnologie emergenti e capacità operative più che sui soli livelli di spesa. Droni, IA e rapidità di produzione militare diventano centrali nella trasformazione della difesa europea

Aiuti ai Paesi del Golfo, nessun ingresso in guerra. Meloni e la posizione italiana sull'Iran

La premier fa il punto sulle mosse italiane nella crisi mediorientale: sì al sostegno verso i Paesi-amici del Golfo, no all’ingresso dell’Italia in guerra. E sulla proposta francese di un ombrello nucleare richiama l’attenzione sulla cornice comune della Nato: “Non si tratta di rendere l’ombrello nucleare francese europeo, si tratta di mantenerlo francese”. Nasce task force sui prezzi

Rotte globali e farmaci. La lezione del Golfo sulle supply chain

Il conflitto in Medio Oriente e le tensioni nello Stretto di Hormuz stanno rallentando il traffico marittimo e aereo globale. Tra le filiere esposte c’è anche quella farmaceutica, che dipende anche da rotte logistiche e dalla produzione di principi attivi concentrata in Asia

×

Iscriviti alla newsletter