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SpaceX ha annunciato la costruzione di un nuovo complesso di lancio per le Starship in Louisiana, un investimento da 100 miliardi di dollari che punta a trasformare una zona di paludi costiere nella più grande base di lancio al mondo. L’annuncio multimiliardario arriva a pochi mesi dalla quotazione in borsa di SpaceX e fa parte di una più ampia espansione dell’azienda nel sud degli Stati Uniti, che include già il data center Colossus tra Tennessee e Mississippi, gli impianti Starlink ad Austin e un futuro stabilimento di chip nel Texas centrale. 

Un progetto nato da un collo di bottiglia

La scelta della Louisiana arriva al termine di una ricerca che, secondo quanto dichiara SpaceX, è durata sette anni e si è conclusa su un terreno che in passato apparteneva a Exxon. Il complesso sarà costruito su un’area di oltre 50mila ettari lungo la costa del Golfo del Messico, a ovest di New Orleans e a circa 900 chilometri dall’attuale Starbase in Texas, che rimarrà il cuore dello sviluppo e dei test della Starship (da cui sono partiti finora tredici voli sperimentali) mentre Cape Canaveral e Vandenberg resteranno dedicati principalmente ai Falcon 9 e ai Falcon Heavy. Nessuno di questi siti, secondo la presidente e coo di SpaceX Gwynne Shotwell, è in grado di sostenere il ritmo di lanci che l’azienda prevede nei prossimi anni. Di qui la necessità di costruire un’infrastruttura completamente nuova. 

Le specifiche del sito e i tempi

Il piano prevede che la futura Starbase Louisiana sia totalmente autosufficiente, con impianti di produzione di propellente in situ, generatori di energia, ormeggi portuali, strutture per la lavorazione dei veicoli e, con ogni probabilità, anche un aeroporto dedicato. L’area consente lanci verso sud, ideali per raggiungere le orbite polari, e si trova vicina ad alcuni giacimenti di gas naturale, elemento chiave per la produzione del metano che alimenta i motori Raptor della Starship. Il sito, la cui estensione corrisponde a circa otto volte l’isola di Manhattan, dovrebbe ospitare oltre una dozzina di torri di lancio. L’ambizioso obiettivo annunciato da Elon Musk prevede che, a lavori ultimati, il sito sia in grado di effettuare trenta lanci al giorno, per un totale di circa diecimila lanci annui. Suddetti lavori dovrebbero partire nel 2027, con il primo lancio previsto per il 2029. Sul fronte della manodopera, SpaceX stima oltre in 3mila i nuovi posti di lavoro.

Le ambizioni e le incognite

In parallelo alla presentazione dei piani di Starbase Louisiana, Musk ha annunciato l’accelerazione dei piani per i data center orbitali sviluppati con Nvidia, fissando il primo lancio al quarto trimestre del 2027. La nuova base, grazie alla sua traiettoria di lancio verso le orbite polari, è pensata anche con la funzione di sostenere la cadenza di lancio necessaria a sostenere questo progetto nel medio-lungo termine. 

Se queste ambizioni reggeranno alla prova dei fatti, però, resta da dimostrare. SpaceX punta a recuperare integralmente ogni componente della Starship, incluso lo stadio superiore (un’operazione mai riuscita finora) e la cadenza di lancio ipotizzata implicherebbe un salto di scala rispetto a qualunque programma spaziale mai realizzato, pubblico o privato. 

Non mancano poi le resistenze dei locali. Come già avvenuto in Texas, l’espansione delle attività di SpaceX ha sollevato preoccupazioni e proteste tra i residenti riguardo la gestione delle risorse idriche, l’inquinamento ambientale e le pressioni per la cessione dei terreni. Sono elementi che difficilmente fermeranno il progetto, ma che potrebbero comunque incidere sui tempi di realizzazione, già di per sé giudicati ottimistici dagli stessi enti coinvolti.

Una base da 100 miliardi che punta ai 10mila lanci all’anno. La nuova scommessa di SpaceX

SpaceX prepara una nuova base per la Starship sulla costa della Louisiana, con un investimento da 100 miliardi di dollari. Il progetto punta a superare i limiti delle infrastrutture attuali, arrivare a una cadenza di circa 10mila lanci l’anno e sostenere le attività connesse ai data center orbitali sviluppati con Nvidia. I lavori dovrebbero partire nel 2027, ma le incognite non mancano

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