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Lo hanno ribattezzato il vertice “del pancake”, perché tutti hanno immortalato Vladimir Putin e Xi Jinping intenti ad armeggiare con fornelli, crespelle e vodka. Ma al di là della coreografia, ciò che resta dell’Eastern economic forum di Vladivostok si può ritrovare alla voce programmazione, con un cambio di marcia rispetto al vademecum stilato nel 2009 sull’estremo oriente.

Il motivo? Rispetto a nove anni fa sono cambiate condizioni e opportunità.

VLADIVOSTOK

Al primo punto l’attrazione di investimenti cinesi sul territorio russo (a scapito delle risorse) anche per via della fase complicata che sta attraversando il rublo. La strategia è quella di ridurre il numero dei progetti in piedi tra i due Paesi, per imboccare la strada della compattezza su un minor numero che preservi la qualità dell’investimento finale immaginato. Per cui il nuovo programma appare apparentemente più modesto, ma più comprensibile e con obiettivi meglio focalizzati.

Al secondo, ecco l’idea di tagliare lacci e lacciuoli che rallentano un “canale totale” tra Mosca e Pechino: per cui meno barriere logistiche e burocratiche per favorire maggior passaggio di merci, denari e imprese. Il riferimento è a una serie di condizioni da regimi preferenziali in Estremo Oriente per gli investitori cinesi, mentre per i progetti esterni dovrebbe essere promessa l’assegnazione diretta di fondi per la creazione di infrastrutture (se il loro volume non superasse il 10% del valore del principale progetto di investimento).

Tutti i progetti che ammontano a 4,2 miliardi di dollari, la maggior parte dei quali investe gli idrocarburi, l’agricoltura, l’Ict e l’hi-tech, dovrebbero godere di un “supporto mirato” per ridurre i rischi: una sorta di ombrello finanziario per impedire che qualcosa vada storto.

Infine meno risorse allo sviluppo congiunto dell’Estremo Oriente, della Siberia orientale e del nord-est della Cina.

VIA TRANSCONTINENTALE

Capitolo a parte merita il settore infrastrutturale, perché tocca due corridoi di trasporto internazionale denominati “Primorye-1” e “Primorye-2”, la costruzione di ponti (quello ferroviario Nižneleninskoe-Tongjiang nel 2019, il Blagoveshchensk-Heihe nel 2020) oltre ad una postazione di controllo a Poltavka-Dunnin. Il grande obiettivo, a lungo termine, è la possibilità di creare un mega corridoio per merci e imprese che parta da Tokyo e arrivi a Londra, toccando il transito eurasiatico, incentrato sul collegamento tra la Transiberiana e la Baikal-Amur Mainline (BAM).

La tendenza generale incarnata dalla collaborazione russocinese in Estremo Oriente non solo punta ad una sua fisiologica evoluzione, ma mira a rafforzare progressivamente il legame con la Cina che è il principale partner commerciale per Mosca, oltre che la principale fonte di investimenti stranieri in Estremo Oriente.

Ma rispetto al precedente vademecum del 2009 è cambiato parecchio, anche in considerazione della geopolitica (con gli obiettivi dei due paesi che sono mutati) e delle priorità come gasdotti e post-sanzioni occidentali.

SCENARI

Allo stato delle cose Xi e Putin starebbero immaginando di fondere in un unico corridoio ideale sia l’asse est-ovest che quello nord-sud, investendo anche Giappone, le Coree e il Vietnam, in una sorta di macro integrazione geoeconomica.

Utile a comprendere l’intensità dei dossier toccato a Vladivostok è il panel che ha composto il meeting su aerospazio e artico a cui hanno preso parte Oleg Budargin, vicepresidente per lo sviluppo regionale del World Energy Council (WEC), Liu Hongpeng direttore della Commissione economica e sociale delle Nazioni Unite per l’Asia e il Pacifico, e Wu Xuan vicepresidente dell’Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione in materia di interconnessione energetica globale (GEIDCO).

NUOVE SFIDE

Al centro dell’incontro le sfide dei nuovi territori come lo spazio, l’Artico e l’oceano mondiale, nella consapevolezza che nell’ambito delle nuove mappe stradali AeroNet, MariNet e AutoNet dell’Iniziativa tecnologica nazionale, sono state formulate una serie di indicazioni per lo sviluppo di rilevanti tecnologie: telerilevamento della Terra; l’uso del monitoraggio basato su sistemi senza equipaggio; servizi di logistica integrata; organizzazione della comunicazione e dello scambio di informazioni tra navi, costa e altri utenti; monitoraggio ecologico; gestione intelligente dell’infrastruttura portuale; creazione di infrastrutture e risorse di navigazione senza equipaggio; sviluppo della robotica subacquea; tecnologie minerarie per l’estrazione di minerali offshore; fonti di energia rinnovabile oceaniche; sistemi di comunicazione subacquea.

Tutte tecnologie che i due Paesi intendono applicare alla gestione del trasporto marittimo intelligente, all’estrazione di risorse naturali difficili da raggiungere, allo sviluppo degli scambi di risorse energetiche, in modo particolare nel nord-est asiatico e con un focus ad hoc sulle prospettive per lo sviluppo dell’industria energetica in Corea del Nord.

twitter@FDepalo

 

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