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Alla fine si è convinto. Anche il capo del Pentagono, il generale James Mattis, ha abbracciato l’idea del presidente Donald Trump per la creazione di una Space Force, una Forza armata nuova e dedicata interamente alla competizione extra-atmosferica. Nei mesi scorsi, il segretario alla Difesa si era dimostrato infatti piuttosto riluttante all’idea di un nuovo braccio armato indipendente, anche dopo il mandato che Trump aveva dato al Pentagono a giugno, a margine della terza riunione del re-istituito National Space Council, per studiare come inserire la Space Force. Ora, il cambio di rotta di Mattis, che ha spiegato la necessità di creare un Unified Combatant Command (Ucc), idea su cui il Pentagono è già a lavoro e da cui potrebbe poi nascere la Forza spaziale.

PRIMA IL COMANDO UNIFICATO…

“Abbiamo bisogno di affrontare lo spazio come un dominio di guerra in sviluppo, e un comando combattente è certamente una delle cose che possiamo istituire; è un processo su cui stiamo lavorando”, ha detto il generale prima di accogliere il segretario alla Difese del Regno Unito Gavin Williamson, in visita negli Stati Uniti. “Siamo perfettamente allineati alla preoccupazione del presidente riguardo la protezione dei nostri assetti spaziali per contribuire alla nostra sicurezza e alla nostra economia”, ha aggiunto. Tale necessità, ha ammesso Mattis, deriva dal fatto che “altri Paesi mostrano la capacità di attaccare questi assetti”. Così, luce verde per lo Space Command, che anticiperebbe il sogno trumpiano di una Space Force.

…POI LA SPACE FORCE

Il progetto del Pentagono era stato svelato la scorsa settimana da Defense One, che aveva pubblicato una bozza del report che il dipartimento alla Difesa dovrebbe rilasciare nei prossimi giorni e che segue la direttiva di Trump di giugno. Interrogato proprio sulla Space Force, tanta cara al presidente, Mattis ha detto di essere “in completo accordo” con la Casa Bianca, e in particolare con il vice presidente Mike Pence, il quale rappresenta il riferimento del tycoon per i temi spaziali, essendo deputato a coordinare le attività del National Space Council, il consiglio interdipartimentale voluto da Trump. “Lavoriamo fianco a fianco quotidianamente con il suo ufficio, con i rappresentanti di Capitol Hill e con i comitati competenti”, ha spiegato il numero uno del Pentagono. “Posso assicurare che quell’organizzazione (la Space Force, ndr) avrà le caratteristiche adatte al suo scopo, ma ancora non ho le risposte finali; ci stiamo lavorando”.

UN’AGENZIA PER IL PROCUREMENT SPAZIALE

Parallelamente, il piano del Pentagono (stando alla bozza di report pubblicata da Defense One) prevede di creare anche una nuova agenzia, detta Space Operations Force, che dovrebbe occuparsi del procurement nel campo spaziale, mettendo insieme l’expertise delle quattro Forze armate e dell’industria.

COSA HA AUTORIZZATO IL CONGRESSO

Ad ogni modo, il processo verso una Space Force sarà dunque progressivo. Il primo passo è definito nel National defense authorization act (Ndaa) che il Congresso ha approvato la scorsa settimana e che prevede un budget per la difesa di 717 miliardi di dollari. Il documento autorizza la creazione di uno Space Command alle dipendenze dello Us Strategic Command (uno dei comandi unificati già esistenti) e non dunque un Ucc come prevede ora il piano del Pentagono. Tale proposta è stata il frutto di una complicata mediazione tra Capitol Hill e il dipartimento alla Difesa, con le Camere che hanno dimostrato un supporto piuttosto trasversale all’idea del presidente e il DoD che è invece rimasto tradizionalmente contrario, almeno fino alle parole di Mattis. Tra i più avversi soprattutto l’Us Air Force, che si vedrebbe maggiormente colpita (in termini di trasferimento di risorse e di unità) dall’istituzione di una Forza spaziale. Eppure, la strada sembra ora segnata: prima un comando alle dipendenze dell’UsStratCom, poi un comando unificato, e infine una vera e propria Forza spaziale.

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