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Alle difficoltà di Luigi Di Maio se ne aggiunge una, non banale. Beppe Grillo is back e fa tornare il sorriso sui volti del Pd. Qualcuno (il capogruppo Pd al Senato Andrea Marcucci) parla di crisi di nervi per i fallimenti del Movimento 5 Stelle, altri (la senatrice del Pd Caterina Bini, membro dell’ufficio di Presidenza del Gruppo) di imbarazzo con gli elettori per aver tenuto in ostaggio il Parlamento per più di due mesi. E poi c’è l’orgoglio di Renzi, sollevato di aver avuto una imprevista conferma della sua scelta di rompere il dialogo con i pentastellati. Sta di fatto che Beppe Grillo torna a dire la sua e a suo modo, e per farlo sceglie di rilasciare un’intervista al sito e mensile francese Putsch dal quale il comico genovese lancia un referendum per la zona euro, demolisce la legge elettorale, rea di aver impedito ai 5s di governare e canta il de profundis alla democrazia in Italia.

“All’interno del Movimento Cinque Stelle, abbiamo riflettuto su sette punti, fra cui il Patto fiscale europeo, l’Eurobond, l’Euro-obbligazione e la condivisione del debito. Se siamo un’unione di Paesi, allora dovremmo condividere. Invece ci sono due economie, quella del Nord e del Sud. E noi italiani siamo nel Sud. Per questo ho proposto un referendum per la zona euro. Voglio che gli italiani si esprimano. Le persone sono d’accordo? Esiste un piano B? Dovremmo lasciare l’Europa o no?”, ha detto Grillo in occasione del suo spettacolo a Casalmaggiore della scorsa settimana.

Alla domanda se secondo lui l’Italia sia un Paese democratico, Grillo risponde: “Oggi siamo nella post-democrazia. C’è stato un colpo di stato al contrario. È stata utilizzata la democrazia per distruggere se stessa. A causa della legge elettorale ci siamo ritrovati in un vicolo cieco. La legge è stata decisa a tavolino per impedirci di governare. Allora, cos’è la democrazia? Non lo so, ma so che dovrebbe consentire a chi ottiene il maggior numero di voti di governare”.

Fulminea la reazione dell’ex premier Renzi: “Per due mesi hanno fatto i bravi, ‘gli istituzionali’. Oggi capiscono finalmente di non avere i numeri per Palazzo Chigi e quindi sbroccano. Beppe Grillo addirittura torna a proporre referendum sull’Euro e accusa gli altri partiti di colpo di Stato per la legge elettorale, dimenticando che grazie al Rosatellum i Cinque Stelle hanno preso il 36% dei seggi, nonostante si siano fermati al 32% dei voti. Contrordine dal Blog: il Pd torna a essere un partito di delinquenti, non più il compagno di strada verso il governo”, ha scritto su Facebook.

“Sui social tornano gli insulti, le campagne di odio condotte dai finti profili, il giustizialismo. Quando vedo certe capriole, sono orgoglioso di aver contribuito, insieme a tanti altri militanti, a evitare l’accordo tra il Pd e i Cinque Stelle – aggiunge il fiorentino -. Lo ripeto: sono orgoglioso. Perché non è stata una ripicca, ma solo una constatazione: rispetto ai dirigenti Cinque Stelle noi abbiamo una diversa concezione dell’Europa, del lavoro, del futuro, dei diritti, della lotta politica contro gli avversari. Massimo rispetto per gli elettori che hanno scelto i Cinque Stelle. Se hanno i numeri per governare, governino. Ma massimo rispetto anche per chi non vuole finire la propria esperienza come partner di minoranza della Casaleggio e Associati srl”.

Grillo, nell’intervista, parla anche di immigrazione: “Se vai a Dubai, il 90% delle persone non è nato lì. Vai a Londra, troverai tutte le nazionalità. Dobbiamo iniziare a vedere il mondo in un altro modo. Sono d’accordo sul controllo dei flussi migratori, perché intorno si aggirano cooperative da 30mila persone e ci sono dubbi sull’attuale gestione. Ma il mondo si sta muovendo verso lo sviluppo delle grandi città. Oggi Milano è il centro della Lombardia e si sta sviluppando, si fonderà con Torino e diventerà una città come Teheran, come Bangkok o Dubai”.
La campagna elettorale sembra già iniziata e la linea di Di Maio sembra essere stata accantonata. Aspettando che Dibba rientri in Italia.

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