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Il Pentagono e Lockheed Martin hanno finalizzato il Sustainment Contract 2018 per il programma F-35, il caccia di quinta generazione che si appresta ad approdare alla produzione a pieno rateo. Intanto, con l’apertura di un nuovo sito produttivo a Pinellas Park, in Florida, l’obiettivo del costruttore americano resta lo stesso: migliorare la prontezza operativa e ridurre i costi.

I DETTAGLI DEL CONTRATTO

Il Joint Program Office dell’F-35 ha assegnato a Lockheed Martin un contratto per il sustainment del valore di 1,4 miliardi di dollari, a supporto della flotta di JSF in tutto il mondo. Nello specifico, si tratta di un contratto annuale che finanzia le attività di manutenzione dei velivoli dell’attuale flotta e lo sviluppo della capacità di supporto alla futura flotta di oltre 3.000 velivoli. Le attività comprendono: la manutenzione dei velivoli; l’addestramento dei piloti e degli addetti alla manutenzione; l’allestimento dei luoghi di addestramento; il supporto ingegneristico; il supporto all’Automatic Logistics Information System (Alis), al data analytics e alla gestione predittiva dello stato del velivolo; la logistica della supply chain e altro. Il contratto, che finanzierà i servizi legati alla manutenzione fino al 30 aprile 2019, è cruciale per assicurare che gli F-35 siano pronti a svolgere le missioni a cui sono chiamati a supporto dei nostri uomini e delle nostre donne in uniforme”, ha detto Bridget Lauderdale, vice presidente di Lockheed Martin per il Global Sustainment dell’F-35. “Stiamo portando avanti – ha aggiunto – iniziative decise per migliorare la disponibilità degli F-35 e ridurre i costi di manutenzione”.

OBIETTIVO: RIDURRE I COSTI

E infatti uno degli obiettivi dichiarati del costruttore statunitense è proprio la riduzione dei costi. “Con la progressiva maturazione del sistema di supporto e l’aumento delle dimensioni della flotta operativa – ha rimarcato Lauderdale – siamo fiduciosi che riusciremo ad assicurare maggiori capacità a un costo inferiore rispetto ai precedenti velivoli”. Gli sforzi di Lockheed Martin in questa direzione sono tre. Primo, il sostegno alla supply chain globale, a supporto della capacità di riparazione delle componenti, della capacità produttiva e della rapidità. Secondo, gli investimenti nel potenziamento della diagnostica e del data analytics, così da migliorare la prontezza della linea di volo e ridurre i costi. Terzo, infine, il pre-finanziamento dell’acquisto dei pezzi di ricambio e la sincronizzazione dell’ordine delle componenti destinate alla produzione e alla manutenzione, al fine di ottenere una riduzione dei costi in base ai volumi di produzione e migliorare la disponibilità delle parti.

NUMERI IN CRESCITA

Ad ora, sono stati consegnati più di 280 F-35, operativi in 15 basi in tutto il mondo. Più di 580 piloti e 5.600 addetti alla manutenzione sono stati formati e la flotta globale Joint Strike Fighter ha superato le 130mila ore di volo. “L’affidabilità del sistema d’arma F-35 – spiega l’azienda in una nota – continua a migliorare e gli ultimi velivoli hanno una disponibilità media superiore al 60%, con alcuni squadroni operativi stabilmente al 70% o oltre”.

IL NUOVO STABILIMENTO

Nel frattempo, Lockheed Martin ha formalmente inaugurato un nuovo stabilimento produttivo a Pinellas Park, in Florida, destinato a creare oltre 80 nuovi posti di lavoro entro la metà del 2019. In vista dell’aumento del rateo produttivo, la struttura si aggiunge a quella inaugurata solo un mese fa a Johnstown, in Pennsylvania, e dovrebbe essere operativa entro metà maggio. Attualmente, Lockheed Martin impiega circa 270 persone a Pinellas Park, impegnate nella produzione dei cupolini e delle paratie per il programma F-35. Ora, lo stabilimento si dota di altri seimila metri quadrati tra nuovi spazi produttivi e uffici, per iniziare le consegne allo stabilimento di Fort Worth, in Texas, entro la metà dell’estate.

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