Skip to main content

È atteso per questa sera il voto alla Camera sulla legge di riforma della governance spaziale. L’approvazione spetta alla decima commissione (Attività produttive, commercio e turismo) presieduta da Guglielmo Epifani, e convocata in sede legislativa al termine delle votazioni in Assemblea che, alle 12:30, avranno a che fare con la Legge di bilancio.

A meno di sorprese dell’ultimo minuto (sono ammessi scongiuri), la riforma tanto attesa e invocata dagli addetti ai lavori sarà presto legge, garantendo all’Italia un assetto istituzionale idoneo a competere a livello internazionale. La novità principale del testo riguarda l’accentramento dei compiti di indirizzo e di coordinamento delle politiche nella mani del presidente del Consiglio, rispetto alla divisione tra i diversi dicasteri in vigore ora. Si tratta, in altre parole, di avere finalmente una politica spaziale nazionale a tutti gli effetti. A tale scopo, la riforma prevede l’istituzione di un Comitato interministeriale, i cui lavori saranno coordinati da un sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo spazio. Sarà creato inoltre un ufficio di supporto al comitato, struttura che concretizzerà la continuità politica sulla materia e che dovrà essere istituito dal premier entro 15 giorni dalla pubblicazione della legge in Gazzetta ufficiale. Il comitato e l’ufficio sono in realtà l’istituzionalizzazione della “cabina di regia” che già lavora da anni: una best practice che ha anticipato la riforma e che per questo testimonia l’urgenza di adattare il contesto istituzionale italiano alle sfide poste dallo Spazio.

Istituita dall’allora consigliere militare del presidente del Consiglio, Carlo Magrassi, oggi segretario generale della Difesa sostituito nel ruolo a Palazzo Chigi da Carmine Masiello, e nata grazie all’azione costante del generale Paolo Puri, già consigliere militare e ora autorità nazionale responsabile per il Prs del programma Galileo, la cabina di regia ha permesso di supplire a quella che, rispetto ad altri Paesi europei, appariva una carenza. I risultati di questo tentativo di razionalizzazione, che trova nella riforma una logica continuazione, sono in parte già evidenti: l’Italia è il terzo contributore dell’Agenzia spaziale europea (Esa), con relative ricadute industriali; il budget dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) ha avuto un significativo incremento negli ultimi due anni; mentre il Piano space economy già prevede per il 2018 l’avvio di progetti per oltre un miliardo di euro in investimenti. Tutto questo non può che trovare logica continuazione nel Comitato interministeriale e nelle altre novità introdotte dal testo, tra cui la modifica nello statuto dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) tesa ad attribuirgli un ruolo sempre più rilevante quale architetto di sistema.

Il testo della riforma è arrivato in X commissione alla Camera il 5 ottobre scorso, dopo che il Senato, a fine maggio, aveva approvato il ddl intitolato “Misure per il coordinamento della politica spaziale e aerospaziale e disposizioni concernenti l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia spaziale italiana” (firmato dai senatori Pelino, Bocchino e Tomaselli, membri dell’Intergruppo parlamentare per lo Spazio). Già al momento della sua presentazione, dato che i firmatari erano esponenti di Pd, Forza Italia e Gruppo Misto, la riforma era stata definita una “proposta bipartisan”.

Nonostante i lunghi tre anni di dibattito, infatti, a Palazzo Madama il testo aveva trovato il consenso trasversale, pressoché unanime, di tutte le forze politiche, conservatosi anche quando la palla è passata a Montecitorio. Terminato l’esame in commissione il 13 dicembre, il testo si è spostato in tutte le altre commissioni, a cui era richiesto un parere, per poi tornare alla decima per l’approvazione finale. Ora, manca davvero solo l’ultimo passo di un cammino lungo e faticoso che finalmente si compie e che (è questa la sfida) non lascerà più scuse all’Italia per non continuare ad essere protagonista dello Spazio.

camaldoli

La riforma sulla governance spaziale vicina all'approvazione

È atteso per questa sera il voto alla Camera sulla legge di riforma della governance spaziale. L'approvazione spetta alla decima commissione (Attività produttive, commercio e turismo) presieduta da Guglielmo Epifani, e convocata in sede legislativa al termine delle votazioni in Assemblea che, alle 12:30, avranno a che fare con la Legge di bilancio. A meno di sorprese dell'ultimo minuto (sono…

Esa

La riforma della governance spaziale è legge

La riforma della governance spaziale italiana è finalmente legge. La commissione Attività produttive della Camera, presieduta da Guglielmo Epifani, ha approvato oggi, in sede legislativa, la proposta di legge sulla riforma della governance spaziale italiana. I COMMENTI DI PURI E BATTISTON “È un successo per tutto il Paese, per il mondo industriale, per quello amministrativo e per la politica”, ha detto ad Airpress il generale Paolo…

sindacati, tradizioni religiose

Ecco come la decisione di Trump su Gerusalemme ha ricompattato i cristiani in Medio Oriente

La decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump delle scorse settimane di voler riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele, spostandovi l’ambasciata Usa in Israele da Tel Aviv, ha provocato, oltre agli scontri dei primi giorni, numerose reazioni da parte di molteplici attori internazionali, che non mostrano alcuna intenzione di voler lasciare la presa. Tra queste, l'ultima è quella avuta dall'Assemblea generale dell'Onu attraverso…

L'Italia e la dottrina Trump secondo Matthew Rojansky (Wilson Center)

In occasione del rilascio della National Security Strategy da parte dell’amministrazione americana, Matthew Rojansky, (in foto), direttore del Kennan Institute presso il Wilson Center di Washington DC, ha condiviso con Formiche.net le sue valutazioni sulla politica estera dell’era Trump e sulle opportunità per l’Italia di essere un partner di primissimo piano degli Stati Uniti in Europa e nel Mediterraneo. La…

catalogna

Catalogna, gli indipendentisti tornano alla carica

Non ci sono riusciti con la forza, ma potrebbero farlo per via elettorale. A poco più di due mesi dalla crisi istituzionale in Catalogna, i separatisti catalani tornano al potere grazie al voto. Con l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione che limita l’autonomia regionale, il governo di Mariano Rajoy pensava di potere neutralizzare le intenzioni secessioniste dell’ex presidente della Generalitat, Carles Puigdemont.…

Esercito

Esercito, Carabinieri e Consob, ecco le nomine del governo

L’intesa è stata raggiunta ieri sera e, a meno di sorprese dell’ultimo minuto, il Consiglio dei ministri ratificherà le nomine dei prossimi vertici di Esercito, Carabinieri e Consob. Se le indiscrezioni saranno confermate, sarà il generale Salvatore Farina (nella foto) a ricoprire il ruolo di capo di Stato maggiore dell’Esercito, prendendo il posto del generale Danilo Errico che, dopo la…

Trump, Cina, naso sanguinante, congresso

Così il caso Gerusalemme ha diviso le Nazioni Unite

Schiaffo delle Nazioni Unite a Donald Trump. Dopo un dibattito dai toni infuocati, l’Assemblea Generale ha approvato con 128 voti a favore, 9 contrari e 35 astenuti la risoluzione presentata da Turchia e Yemen che dichiara “nulla e vuota” la decisione del presidente Usa di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e di trasferire l’ambasciata americana da Tel Aviv alla…

calipari

L'ecosistema cibernetico al servizio della sicurezza nazionale

“Il nostro futuro e quello dei rapporti umani dipende dai rischi che l'ecosistema cibernetico presenta ogni giorno”. Con queste parole Rosa Villecco Calipari (nella foto), vicepresidente della Commissione Difesa alla Camera, è intervenuta durante la conferenza L’ecosistema cibernetico al servizio della sicurezza nazionale da lei promossa, moderata dal direttore di Cyber Affairs Michele Pierri e conclusa dal ministro dell'Interno Marco Minniti. Per…

Gli Stati Uniti cercano nei missili le prove per collegare l'Iran allo Yemen

La scorsa settimana Nikki Haley, ambasciatrice americana alle Nazioni Unite, era in un base a sud di Washington a mostrare ai giornalisti invitati in un conferenza stampa le prove raccolte da intelligence e Difesa americana sul passaggio di armi iraniane ai ribelli statualizzita yemeniti. Gli Houthi, diceva la Haley, hanno tecnologie militari che non avrebbero mai potuto ottenere se non…

colajanni

Raccogliere dati per non perdere il treno della knowledge economy

“Non bastano i giovani talenti e le startup per portare l’Italia nella knowledge economy ed evitare una nuova rincorsa ai Paesi sviluppati”. Lo ha detto il professor Michele Colajanni (nella foto) durante la conferenza L’ecosistema cibernetico al servizio della sicurezza nazionale promossa dalla vice presidente della Commissione Difesa della Camera e componente del Copasir Rosa Villecco Calipari, moderata dal direttore di Cyber Affairs Michele Pierri e…

×

Iscriviti alla newsletter