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Il presidente francese, Emmanuel Macron, non ha intenzioni di fermarsi. È giovane, popolare ed è riuscito nell’impresa di arrivare all’Eliseo con un partito neo-nato, che ha sconfitto comodamente le formazioni storiche della Francia. Perché non aumentare l’influenza a livello regionale? Macron non ha il sostegno di un partito forte nell’Unione europea, ma questo non è un problema. Vuole un suo candidato alla guida della Commissione europea e si sta impegnando per riuscirci.

LE REGOLE NEI TRATTATI

Popolari e socialisti proporranno i candidati per la presidenza della Commissione, ma Macron non ha una famiglia politica definita in Europa. Che cosa fare? Secondo i Trattati, il Consiglio formato dai presidenti dei 27 membri dell’Ue (senza Regno Unito) deve nominare i candidati principali per ogni partito, tenendo conto dei risultati delle elezioni ed è compito del Parlamento confermarlo per voto di maggioranza. Il processo, che oggi è messo in discussione per iniziativa di Macron, è conosciuto con la parola tedesca “spitzenkandidat” e si riferisce ai leader di ogni grande famiglia politica.

ROMPERE IL GIOCO DEI PARTITI

Secondo il magazine francese Le Point, la presidenza della Commissione europea è diventata un enigma di Macron. Il presidente francese manca di sostegno nei corridoi del Parlamento europeo, ma sta cercando lo stesso di collocare uno dei suoi in questa posizione strategica. “Emmanuel Macron vuole rompere il gioco dei principali partiti europei – si legge su Le Point – nei quali è attualmente assente”.

CONTRO UN TRUCCO SEGRETO

In un discorso a La Sorbona a settembre, Macron aveva lanciato contro le forze politiche dell’Europa: “Non lascerò a questi grandi partiti europei il monopolio del dibattito sull’Europa e le elezioni europee”. Per Guy Verhofstadt, politico belga di orientamento liberale, “Macron dice che dobbiamo andare verso la fine della strada sulla questione dello ‘spitzenkandidat’, che rimane un trucco segreto, non trasparente, e per il quale i cittadini non possono votare”. La proposta del presidente francese sarebbe la presentazione di transnazionali alle prossime elezioni per la presidenza della Commissione europea.

LE LISTE TRASNAZIONALI

Manfred Weber, capogruppo del Partito Popolare Europa, ha dichiarato che “sulla questione del futuro democratico dell’Europa, Macron è in realtà contrario al rafforzamento della democrazia parlamentare europea. Preferisce le liste transnazionali […] e, d’altra parte, è contro lo ‘spitzenkandidat’, il che è inaccettabile. Il presidente francese è impegnato solo in argomenti del suo interesse”.

IL CAVALLO DI BATTAGLIA

Risolta la questione tecnica, Macron dovrà pensare al suo “cavallo di battaglia”. L’elezione del presidente della Commissione è prevista per il 2019, ma Jean-Claude Juncker ha chiesto ai partiti di presentare i loro nomi entro la fine dell’anno. Al momento, il francese Michel Barnier, negoziatore per Brexit, gode di un buon consenso, ma dovrà essere confermato al Congresso del PPE a Helsinki. Macron dovrà il nome del suo candidato nella famiglia centrista ALDE e molto probabilmente punterà su Michel Barnier. Anche se è tutto ancora da rivedere.

La strategia di Emmanuel Macron per conquistare l’Europa

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