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Quando Ivanka Trump era piccola voleva – come tutti i bambini americani – vendere limonata insieme ai fratelli Eric e Donald Jr. e altri amici. “Ma non avevamo questo privilegio. Vivevamo nella Trump Tower e la casa per l’estate era troppo lussuosa per avere vicini. Per fortuna, avevamo un bodyguard, un autista e una donna di servizio. Tutti e tre ci hanno comprato alcuni bicchieri di limonata. […] I bambini sanno trarre il meglio da ogni situazione”, ha scritto Ivanka Trump nel libro The Trump Card: Playing to Win in Work and Life (The Trump Card. Giocarla e vincere nel lavoro e nella vita).

INGREDIENTI PER IL SUCCESSO

“Ispirazione. Successo. Fiducia. Passione. Nessuno nasce con queste qualità, ma sono gli ingredienti-chiave per raggiungere i propri obiettivi, costruirsi una carriera, creare un’impresa”. Sembra la quarta di copertina di qualsiasi libro di autostima, ma è la descrizione dell’edizione italiana del libro di Ivanka Trump, figlia del presidente americano Donald Trump.

Nonostante sia “uno dei più grandi imprenditori al mondo, essere ‘figli di’ non basta’” – si legge nella quarta di copertina. Anche se beneficiata dalla sorte famigliare, dal padre e dalla madre, Ivanka ha imparato a guadagnarsi la posizione che ha e a dimostrare sempre il meglio di sé”.

ESSERE “FIGLIO DI”

In The Trump Card, pubblicato nel 2009, la figlia del presidente degli Stati Uniti spiega la sua ricetta per il successo, che secondo lei può funzionare anche per chi “figlio di” non è. Ivanka narra le lezioni di vita che l’hanno fatta crescere, racconta come usare l’incertezza a proprio vantaggio, come ci si può fare notare al lavoro, creandosi un’identità forte. Il segreto di tutto: sapere cosa si vuole.

“Negli affari, come nella vita, nessuno ti regala nulla. […] Ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia ricca e privilegiata, con un nome importante. […] Ho avuto tutte le opportunità, tutti i vantaggi. Ho scelto di costruire la mia carriera sulle basi costruite da mio padre e mio nonno” si legge in The Trump Card.

SELF-MADE WOMAN

Ivanka ha voluto mostrare “i suoi privilegi come se fossero problemi”. Il titolo è abbastanza chiaro: giocare a vincere nel lavoro e nella vita, ma con la carta di fare parte della famiglia Trump. Vittimismo e sfacciataggine in un solo testo? Con un discorso di “self-made woman”, cerca di sostenere che la sua fortuna, la sua istruzione, l’incarico di manager alla Trump Organization, sono stati in realtà ostacoli da superare per essere presa sul serio. Insiste ccon il sottolineare che il ruolo che ha nell’impero del padre non se l’è guadagnato per “diritto di nascita”.

IL MONDO DA UNA NUOVA PROSPETTIVA

Da quanto si legge su The Trump Card, Ivanka decise di frequentare la scuola di élite Choate Rosemary Hall perché voleva “vedere il mondo da una nuova prospettiva, anche se quello implicava vivere in un palazzo che non avesse il tuo nome”.

Il libro presenta Ivanka come una versione migliorata del padre. Ci sono commenti che esaltano l’egocentrismo e commenti contro l’establishment, da una posizione elitaria. “È necessario separare la molestia reale dall’atteggiamento inoffensivo che si presenta in alcuni territori”. Come esempio, Ivanka scriveva che i “commenti di alcuni operai non sono molestia, ma reazioni naturali a una donna con cromosomi perfetti”.

A maggio di quest’anno Ivanka pubblicherà il secondo manuale del successo, Women Who Work: Rewriting the Rules for Success (Donne che lavorano: riscrivendo le regole del successo).

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“The Trump Card”, il manuale di Ivanka Trump per avere successo

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