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Era il simbolo secondo i rottamatori degli enti inutili, la cui abolizione veniva sbandierata dai renziani come un vessillo nella campagna del Sì al Referendum costituzionale del 2016. Poi alle urne è andata come è andata e il Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, è rimasto al suo posto. Oggi, meno di un anno dopo lo scampato pericolo, l’organo costituzionale si rinnova con nuove nomine. La comunicazione ufficiale è arrivata dalla Presidenza del consiglio tramite la sottosegretaria Maria Elena Boschi, ex ministro delle riforme, principale promotrice della campagna per Sì e, di conseguenza, prima sconfitta della débacle referendaria.

COS’È IL CNEL

I componenti del Cnel sono scelti su indicazione delle principali associazioni legate al mondo del lavoro: sindacati, Confindustria, ordini professionali, associazioni di categoria, eccetera. Il Cnel, organo di rilievo costituzionale (ecco perché per abolirlo serviva un referendum), ha funzioni consultive e di promozione dell’attività legislativa. Esprime pareri non vincolanti su materie legate a legislazione economica e sociale. Di fatto, in 60 anni di vita ha prodotto appena 14 disegni di legge che però poi il Parlamento ha ignorato, mentre buona parte delle associazioni rappresentate nel Consiglio hanno preferito altre sedi per sviluppare il dialogo sociale. Alla reputazione del Cnel non ha giovato il caso delle consulenze facili promosse da alcuni consiglieri, finiti nel mirino della Corte dei Conti per danno erariale. Questi alcuni dei motivi per cui molti sostenitori dell’ultima riforma costituzionale hanno utilizzato l’abolizione dell’ente come un grimaldello per la propaganda al Sì, con un ampio dibattito sviluppatosi di lì a poco, che ha diviso il paese, non senza qualche raro schieramento in favore del salvataggio del Cnel.

La sconfitta del progetto renziano, pur tranquillizzando il clima a Villa Lubin, storico palazzo nel parco di Villa Borghese che ospita la sede dell’organo, ha prodotto anche nuove polemiche. I consiglieri, che nel 2015, prima del referendum, si erano tagliati le indennità, ad aprile 2017 hanno deciso di ripristinarle. Chiedendo pure gli arretrati, circa 4 milioni. Infine, è stato nominato presidente Tiziano Treu, che però nella campagna referendaria aveva promosso il Sì. Treu, in un’intervista al Corriere della sera, ha spiegato le sue nuove motivazioni, annunciando anche la necessità di rilanciare le funzioni del Cnel.

Passata la paura, l’ente resta al suo posto e ora arrivano i nomi dei 48 nuovi consiglieri, che resteranno in carica fino al 2022. Ecco tutti i nomi (fra parentesi l’ente di rappresentanza).

RAPPRESENTANTI DI LAVORATORI DIPENDENTI

Gianna Fracassi, Ezio Corrado Barachetti, Manola Cavallini, Giovanni Di Cesare, Giordana Pallone, Carlo Podda, Luciano Silvestri, espressione della Cgil.
Giuseppe Gallo, Luisangela Pelluccaccia, Alessandro Geria, Livia Ricciardi, Roberto Benaglia, Cosmo Colonna, espressione della Cisl.
Antonio Foccillo, Tiziana Bocchi, Domenico Proietti, espressione della Uil.
Francesco Paolo Capone (Ugl), Marco Paolo Nigi (Confsal), Francesco Cavallaro (Cisal)

RAPPRESENTANTI DIRIGENTI E QUADRI

Stefano Biasioli (Confedir), Tommaso Di Fazio (Ciu), Giorgio Ambrogioni (Cida)

RAPPRESENTANTI DI ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA

Roberto Moncalvo (Coldiretti), Giovan Battista Donati e Giuseppe Montalbano (Confartigianato – Cna – Casartigiani), Secondo Scanavino (Cia), Francesco Verrascina (Copagri), Mauro Lusetti (Legacoop), Marco Menni (Confcooperative).

RAPPRESENTANTI DI LIBERI PROFESSIONISTI

Maurizio Savoncelli (Consiglio nazionale geometri), Gianmario Gazzi (Consiglio dell’Ordine degli assistenti sociali),

RAPPRESENTANTI DELLE IMPRESE

Marco Zigon, Floriano Botta, Elio Catania, Carlo Ferroni, Marco Gay, Federico Landi, espressione di Confindustria.
Donatella Prampolini e Renato Mattioni (Confcommercio), Massimo Vivoli (Confesercenti), Paolo Uggè (Conftrasporto), Vincenzo Gesmundo (Coldiretti), Nereo Paolo Marcucci (Confetra), Carlo Capoccioni (Abi), Giorgio Cippitelli (Confartigianato – Cna – Casartigiani), Gennaro Fiore (Confitarma), Massimiliano Giansanti (Confagricoltura), Giovanni Valotti (Confservizi – Asstra – Utilitalia).

C’è chi ricorda come almeno quattro componenti del nuovo Cnel (Biasioli, Cavallaro, Nigi e Uggé) erano contrari alla riforma. Ora si attendono le nomine degli esperti da parte della presidenza della Repubblica e quelle dei rappresentanti del mondo del volontariato.

Cnel, i rottamatori (sconfitti) nominano il nuovo Consiglio. Tutti i nomi

Era il simbolo secondo i rottamatori degli enti inutili, la cui abolizione veniva sbandierata dai renziani come un vessillo nella campagna del Sì al Referendum costituzionale del 2016. Poi alle urne è andata come è andata e il Cnel, il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, è rimasto al suo posto. Oggi, meno di un anno dopo lo scampato pericolo,…

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