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ANGELINO ALFANO

L’estate 2017 è la sua estate. Almeno se dobbiamo guardare alla presenza sui giornali. Non passa giorno che i quotidiani non riportino il borsino delle future alleanze delle regionali in Sicilia, dove il pacchetto di voti di Ap potrebbe risultare decisivo. Alfano sta parlando con entrambi gli schieramenti: con Forza Italia, dove Gianfranco Micciché sta facendo di tutto per far rientrare l’ex nemico Angelino in coalizione; con il Pd, dove però non tutti sono convinti di dover rincorrere Alfano a ogni costo. Il ministro degli Esteri, intanto, si lascia tutte le porte aperte. Il suo obiettivo va oltre la Sicilia ed è quello di portare a casa un’intesa anche per le Politiche: un pacchetto di seggi blindato per Camera e Senato, così da riportare in Parlamento una discreta truppa di fedelissimi. Il pendolo del borsino un giorno vira verso il centrodestra, dove Alfano deve vedersela con i veti di Meloni e Salvini, e un giorno verso il Pd, dove i rapporti con Renzi sono ai minimi termini dallo strappo sullo Ius soli. Dall’intesa per la Sicilia, è l’opinione diffusa, dipenderanno le alleanze per le Politiche. Per questo si guarda con così grande attenzione alle ferventi trattative in corso sull’isola. Male che vada, Angelino potrà sempre inseguire l’opzione centrista: da solo al centro, o la va o la spacca. Ma qui la strada si è fatta impervia, perché i possibili compagni di strada, come Stefano Parisi e Raffaele Fitto, si stanno via via defilando. E Alfano rischierebbe di essere stritolato tra Pd, 5 Stelle e centrodestra. Non è un momento facile per lui, nemmeno al governo: agli Esteri sembra un po’ sparito, offuscato dall’ingombrante presenza mediatica del suo successore al Viminale, Marco Minniti. Libro consigliato: naturalmente Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

MARIA ELENA BOSCHI

Andrà in Versilia. E poi all’estero, forse negli Stati Uniti, con un paio di amiche. L’estate di Maria Elena Boschi sarà simile a quelle passate: da single, senza fidanzato, in compagnia di famiglia e conoscenti. La mission su cui avrà modo di riflettere nelle sonnolente giornate estive è come continuare nell’operazione di sganciamento dal renzismo spinto. Attenzione: non stiamo dicendo che Meb si stia allontanando dal suo pigmalione, Matteo Renzi. Resta sempre una sua fedelissima, una su cui il segretario dem può contare a occhi chiusi. Se Renzi tornerà a Palazzo Chigi, a lei sarà riservato un ruolo di primissimo piano nella compagine ministeriale. Detto questo, Maria Elena ha ben compreso che la stagione renziana potrebbe essere più breve del previsto. Nel 2018 ne sapremo di più. Per cui, da quando è diventata sottosegretaria alla presidenza del consiglio nel governo Gentiloni, Maria Elena sta cercando di accreditarsi come esponente politico autonomo, non più dipendente in tutto e per tutto dall’ex sindaco di Firenze. L’obiettivo è sopravvivere al renzismo. Per questo Meb si è ritagliata un ruolo istituzionale di prim’ordine: partecipa a convegni, rappresenta il governo in numerose occasioni, ha l’agenda piena di impegni istituzionali, fila d’amore e d’accordo con tutto quel mondo di boiardi di Stato che ruota intorno a Giorgio Napolitano e Sabino Cassese. E si è costruita una rete di alleati fuori e dentro Palazzo Chigi. Non sappiamo se il suo piano riuscirà, le variabili sono tante e i pericoli sempre in agguato, ma Meb ce la sta mettendo tutta. Stando però attenta a non dare l’impressione di tradimento nei confronti del grande capo o anche solo alimentarne il sospetto. Se volete poi sapere qualche particolare in più sulle sue vacanze, tenete d’occhio le foto che da qualche tempo ha iniziato a postare su Instagram. Lettura consigliata: Sii bella e stai zitta di Michela Marzano.

CARLO CALENDA

E’ tra i ministri più mediatici di questo scorcio di fine legislatura. La sua opposizione al governo francese nella vicenda Fincantieri l’ha fatto apprezzare anche a livello internazionale. Ma che farà da grande Calenda? Il ministro, che questa estate graviterà nel mare non troppo lontano da Roma, probabilmente a Capalbio, ha due strade davanti a sé: quella di trasformarsi in un leader politico tout court, alla guida di un’aggregazione di forze centriste, a partire da Ap di Angelino Alfano; oppure studiare da riserva della Repubblica: attendere di essere chiamato a Palazzo Chigi come premier di un governo di larghe intese se dalle prossime urne non dovesse uscire un risultato chiaro a favore dell’uno o nell’altro schieramento. Se si esaminano le mosse di Calenda negli ultimi mesi, si direbbe che egli persegua più la seconda strada della prima. Anche perché il posto da leader di una coalizione va conquistato con le unghie e con i denti, nessuno è disposto a concederlo facilmente (tanto meno Alfano). Apprezzato molto da Berlusconi e assai poco da Renzi, che lo vive come un competitor, il piano B potrebbe essere quello di entrare in un futuro governo, di larghe intese o no, in una posizione più avanzata, magari come titolare dell’Economia. Insomma, il golden boy (si fa per dire) della politica italiana, figlio della regista Cristina Comenicini e nipote di Luigi, ha diverse carte da giocare. E sembra possedere quell’accortezza istituzionale e furbizia politica da consentirgli di non avere fretta di bruciare le tappe. A patto, però, di arrivare poi a una scelta e di non restare a bagnomaria troppo a lungo. L’eccessivo temporeggiare è stato infatti il killer di diverse carriere politiche, uno su tutti l’ex leader della Cisl, Sergio D’Antoni. Lettura consigliata: Bel Ami di Guy de Maupassant.

Ecco che cosa faranno ad agosto Alfano, Boschi e Calenda

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