Skip to main content

È passato il Ramadan, il mese islamico in cui il digiuno dall’alba al tramonto dal mangiare, bere, fumare o fare sesso dovrebbe ricordare ai fedeli che il piacere è tentatore e che farne a meno è un dono ad Allah: “L’alito cattivo che promana dalla bocca di colui che sta digiunando è migliore davanti a Dio del profumo del muschio”, da Detti e fatti del Profeta di al-Nawawî (1234 – 1278). Un’altra proibizione islamica, più permanente, è quella contro l’alcool: “Col vino e il gioco d’azzardo, Satana vuole seminare inimicizia e odio tra di voi e allontanarvi dal Ricordo di Allah e dall’orazione. Ve ne asterrete?” (Sacro Corano, Sura al-Ma’ida, 5:91). L’Ayatollah Seyyed Musavi Lari scrive: “La voce del Profeta non si era ancora spenta, che i musulmani incominciarono ad astenersi per sempre dal bere”. Però, si sa com’è, qualche fedele si è poi lasciato tentare da un bicchierino, specialmente quando veniva in contatto con l’inquinamento morale Occidentale. Parecchi paesi islamici moderati avevano rilassato il divieto, anche perché si era notato come i turisti evitavano quei posti che obbligavano a bere la limonata con il pesce.

Ora, con l’ondata di “purificazione” che sta travolgendo l’Islam – di cui l’Occidente vede principalmente l’aspetto terroristico – molti degli stessi governi tentano di dimostrare la propria ortodossia rimandando all’indietro le lancette riguardo al bere. A fine aprile il Governatorato di Antalya, la grande stazione balneare turca, ha vietato il consumo di alcolici nei parchi, sulle spiagge e nei campeggi, nelle aree picnic, nei siti storici, nelle piazze e, in generale, “in pubblico”. Per fugare ogni dubbio il divieto si estende esplicitamente anche a “strutture abbandonate o in costruzione, ai cimiteri, alle cabine Bancomat, alle trombe delle scale e sotto i ponti”.

A maggio, la Polizia Turistica egiziana ha improvvisamente obbligato la chiusura di tutti i locali notturni, bar e negozi di liquori del paese alla vigilia della Notte di Mid-Sha’ban (una festa che richiede il digiuno ai fedeli islamici). Gli alberghi per gli stranieri hanno chiuso i bar ma hanno fornito il servizio in camera, spronando la stampa egiziana a chiedersi da una parte perché il divieto si applicherebbe solo agli egiziani e dall’altra per quale logica riguarderebbe solo certe feste e non tutto l’anno. Nel Kurdistan iracheno, dove la vendita di alcolici si sospende per il Ramadan, la vigilia quest’anno ha visto una massiccia corsa all’accaparramento. Al-Monitor ha intervistato un poliziotto mentre faceva la sua scorta (tre casse di birra e due bottiglie di arrak). Ha spiegato: “Compro ora perché è troppo una seccatura andare dai contrabbandieri durante il mese di digiuno”. Un commerciante ha detto: “I negozi di liquori restavano aperti durante il Ramadan fino al 2009. Prima ci chiedevano solo di coprire la porta con un drappo”. Attribuisce il cambiamento a “populisti e predicatori”.

Per ben oltre un millennio l’Islam è riuscito a tenere il tappo nella bottiglia, ma da mezzo secolo vino, birra e liquori scorrono e – visto lo scarso entusiasmo delle popolazioni investite dall’ondata retrograda – non è detto che si riesca a tornare indietro. Quando gli Usa ci hanno provato negli anni Venti del secolo scorso, hanno generato il più grande boom di gangsterismo che il mondo abbia mai visto.

PREGHIERA ISLAMICI

3 notizie sorprendenti su Islam e alcool

È passato il Ramadan, il mese islamico in cui il digiuno dall’alba al tramonto dal mangiare, bere, fumare o fare sesso dovrebbe ricordare ai fedeli che il piacere è tentatore e che farne a meno è un dono ad Allah: “L'alito cattivo che promana dalla bocca di colui che sta digiunando è migliore davanti a Dio del profumo del muschio”,…

Equitalia? Perché la scommessa non è vinta con Agenzia entrate-Riscossione

Equitalia è diventata Agenzia entrate-Riscossione. Non può essere considerata una scommessa vinta. Il governo Renzi aveva assunto l'impegno ad abolire l'aggio e a rivedere le more anche a regime. Noi, con l'appoggio determinante dei nostri gruppi parlamentari, avevamo proposto la rottamazione delle cartelle proprio per sistemare un passato di ingiustizia e al tempo stesso per finanziare nei primi due anni,…

soldato

Al fronte con un'app per il soldato del futuro

Di Marco Petrelli

Nel corso di Aeromobile Permanent Training I 2017, grande esercitazione che ha coinvolto la Brigata Aeromobile "Friuli" a Casarsa della Delizia (PN), gli operatori di terra, Ipad alla mano, comunicano con gli equipaggi degli elicotteri e con le truppe impegnate al “fronte”, ingrandendo sullo schermo la posizione di formazioni ostili o, ancora, rilevando le condizioni di un ferito e valutando, in tempo…

Epidemia di overdose negli Stati Uniti

Il consumo di oppiacei (farmaci anti dolorifici, ma anche eroina) negli Stati Uniti è ormai diventato una questione enorme. Qualche giorno fa l'attenzione sul problema è stata richiamata dal columnist del New York Times Nikolas Cristoff, che ha scritto un pezzo con un attacco che dipinge drammaticamente le dimensioni del problema: nel 2017 moriranno per overdose lo stesso numero di americani…

Ex Sant'Uffizio, ecco tutti i perché della sostituzione di Müller con Ladaria Ferrer

“Posso dire che la nostra Congregazione si occupa di promuovere e tutelare la fede cattolica. Prima promuovere e poi, se necessario, tutelare. Ma non posso scendere nei dettagli. La nostra Congregazione si muove sempre con discrezione e parla esclusivamente attraverso i suoi atti”. Con queste parole di nove anni fa si chiudeva una delle rarissime interviste dell'arcivescovo Luis Francisco Ladaria…

Giuliano Pisapia, Insieme e la piazza ulivista dell'ossimoro

(Articolo ripreso da www.graffidamato.com) Per fortuna c’è l’omonima basilica dei Santi Apostoli a presidiare a Roma il nome della piazza scelta, o accettata, dall’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia per radunarvi le tante anime sparse della sinistra, tentate o decise a ritentare l’avventura di mettersi “Insieme”, con la maiuscola, per ricostituire dopo le prossime elezioni il centrosinistra realizzato nella cosiddetta seconda…

Minniti libia

Cosa pensano Minniti, Sala e Gori su migranti e richiedenti asilo

Di Elena Porcelli

Al convegno “Governare l'immigrazione”, organizzato al Palazzo delle Stelline di Milano, il 29 giugno, sono state dette diverse verità che in precedenza non avevamo sentito da esponenti della sinistra. I quattro relatori del convegno, infatti, erano il ministro dell'Interno Marco Minniti; il sindaco di Milano, Beppe Sala; il sindaco di Bergamo e aspirante governatore della Lombardia, Giorgio Gori, e Claudio Martelli, ora…

Vicenza in lirica, tutti i dettagli

Giunta al quinto anno, Vicenza, pur schiacciata tra due giganti (l’Arena di Verona, e le stagioni estive di Venezia) è un piccolo festival che offre eleganza e qualità. Ne parliamo con il suo fondatore e direttore artistico, il giovane Andrea Castello. Quali gli obiettivi della manifestazione? "Vicenza in Lirica", vuole essere un festival che crea ponti solidi ed abbatte  i muri…

Vi spiego perché la ridanciana Europa è immobile con l'Italia su profughi e migranti

Di Fulvio Attinà

La faticosa costruzione della risposta europea ai flussi migratori, iniziata nell’ottobre 2013 con la scelta italiana di soccorrere chi rischiava la vita nel Mediterraneo, si è conclusa nel 2015 con il patto con la Turchia. Angela Merkel ha promosso il negoziato turco e sostenuto i quattro punti fondamentali della gestione della crisi: stop indiscriminato degli accessi con il rigido controllo…

Vi racconto quando Falcone e io andammo per la prima volta negli Usa

Di Giusto Sciacchitano

Terzo di una serie di articoli a firma dell'ex componente del Pool Antimafia Giusto Sciacchitano. Il primo è consultabile qui, il secondo qui. Falcone intuì subito che la mafia aveva ormai allargato i suoi tentacoli anche in altre zone d’Italia e addirittura all’estero, per cui anche lì bisognava cercare le prove per i nostri processi: e il metodo richiedeva il…

×

Iscriviti alla newsletter