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E anche il disegno di legge sul coordinamento di finanza pubblica o sui costi della politica, (?) cosiddetto Richetti, è stato approvato alla Camera tra squilli di trombe, rullar di tamburi, suoni di campane e con qualche olé fuori programma, non contemplato dal galateo parlamentare, al punto che la presidente Boldrini è stata costretta più volte a richiamare i deputati, esultanti e gaudenti per l’avvicinarsi della terra promessa, a mantenere un contegno conforme al prestigio dell’Aula. Chissà se l’allegra brigata, dei novelli robin hood a ore, ha afferrato il senso delle severe parole del presidente della Camera.

Originale e farsesca la disputa, durante e dopo la discussione parlamentare, sull’appartenenza della primogenitura del provvedimento tra PD e M5S. Accadeva più o meno lo stesso alla scuola elementare: i due compagni di classe più preparati rispondevano con rapidità agli interrogativi difficili posti dalla maestra, se c’era giustezza nel soddisfare la domanda da parte dei due iniziava il noioso litigio, per ottenere l’ambito riconoscimento del primato. È successo proprio così tra grillini e pieddini a Montecitorio sull’esame della legge in questione, nonostante sia solo il primo passaggio parlamentare. Bisogna sempre aspettare che cosa farà il Senato: se approverà, modificherà o non prenderà in esame il provvedimento varato alla Camera, per poter cantare vittoria.

Sconcertanti i media che hanno dedicato le loro prime pagine o servizi, nella maggior parte dei casi, alla proposta Richetti: incuranti di vicende ben più gravi, come i rapporti di politica estera tra Italia e Libia, la crisi tra la Francia di Macron e il nostro governo sull’industria cantieristica, l’emergenza idrica o gli incendi boschivi. Formiche.net ha seguito le questioni relative al disegno di legge licenziato a Montecitorio con nobile distacco. E questo è un dato!

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E anche il disegno di legge sul coordinamento di finanza pubblica o sui costi della politica, (?) cosiddetto Richetti, è stato approvato alla Camera tra squilli di trombe, rullar di tamburi, suoni di campane e con qualche olé fuori programma, non contemplato dal galateo parlamentare, al punto che la presidente Boldrini è stata costretta più volte a richiamare i deputati,…

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