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Philip Bilden, nominato dal presidente Donald Trump come segretario alla Marina (SecNav, come viene definito con l’acronimo inglese il Secretary of the Navy), si è ritirato, ossia ha fatto un passi indietro davanti alle veriche richieste dall’Ufficio Etica del governo che ne doveva valutare l’idoneità. La notizia è stata diffusa domenica attraverso uno statement del capo del Pentagono Jim Mattis e uno dello stesso Bilden, che era stato nominato il 25 gennaio.

Motivazione: gli interessi commerciali di Bilden avrebbero creato complicazioni: “Ho capito di non essere in grado di soddisfare i requisiti etici che l’ufficio governativo richiede senza inutili interruzioni e ritiri materialmente negativi dagli interessi finanziari privati ​​della mia famiglia”, ha spiegato lui stesso. “Mi ha informato direttamente”, si tratta di una decisione personale, ha specificato Mattis, che ha anche detto che avrebbe provveduto presto a dare un nuovo nome al presidente.

Il 19 febbraio dopo indiscrezioni giornalistiche sulle sue controversie e su un possibile ritiro, il Pentagono aveva fatto sapere che Bilden era comunque ancora impegnato e che Mattis restava fiducioso (pare che Bilden fosse il candidato preferito dal segretario alla Difesa, che aveva scartato un’altra proposta sul tavolo, quella del deputato della Virginia Randy Forbes). Il giorno precedente, il giornalista Major Garrett della CBS aveva scritto su Twitter di aver ricevuto informazioni sull’imminente ritiro dalla nomina di Bilden, e a stretto giro il portavoce della Casa Bianca Sean Spicer aveva risposto che le fonti di Garrett sbagliavano. Una tessera da aggiungere al puzzle che disegna i complicati rapporti dell’amministrazione con i media, fatti di alternative news, smentite, leaks e attacchi.

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Quello del SecNav è il secondo di questo genere di ritiri: a fine gennaio infatti anche Vincent Viola aveva fatto un passo indietro rispetto alla nomina decisa da Trump per il posto di segretario all’Esercito. Entrambi condividono un problema: sono finanzieri, personalità vicine all’entourage trumpiano (di cui il presidente ha stima e fiducia, per questo li sceglie), ma hanno interessi che si allungano in ambiti troppo vicini a quelli governativi che potrebbero indurre in conflitti d’interesse. Entrambi alla fine hanno scelto di conservare i propri affari piuttosto che un posto nell’amministrazione. Bilden è membro del consiglio della Naval War College Foundation e della Naval Academy, è stato un ufficiale dei servizi segreti militari per i Riservisti fino al 1996, poi ha lasciato per un altro incarico: s’è trasferito a Hong kong dove ha avuto un ruolo chiave, fino al 2012, nell’espansione in Asia della HarbourVest Partners LLC (di cui è stato co-fondatore). La HarbourVest è una società di private equity che gestisce 42 miliardi di dollari di asset di investimenti.

Jim Mattis

Perché Bilden lascia l'incarico di Segretario alla Marina deciso da Trump

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