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“L’unica risposta sensata ai dazi è quella di un Patto Atlantico Commerciale, in cui l’Italia con il premier Giorgia Meloni sia capofila e negozi con gli Stati Uniti per evitare contraccolpi troppo duri sulla nostra economia”. Elena Donazzan, parlamentare europea di Fratelli d’Italia scandisce le parole con il pragmatismo tipico degli amministratori. Il suo curriculum politico parla chiaro: da Veneto felix (dove è stata assessore regionale) a Bruxelles, la sua ricetta politica parte dai problemi concreti. E, anche nella sua chiacchierata con Formiche.net, mette in fila una serie di auspici che potrebbero “rendere ancor più proficuo l’incontro in programma a breve tra Meloni e l’inquilino della Casa Bianca”.

Donazzan, la risposta ai dazi statunitensi deve essere made in Europe?

Quello è l’auspicio e il lavoro che sta facendo l’Italia è proprio orientato a una risposta coesa a questa iniziativa del presidente Trump. L’interesse nazionale, però, deve essere salvaguardato. La posizione di Fratelli d’Italia, in questo frangente, si è dimostrata molto equilibrata e molto chiara.

Significa che state elaborando una proposta di contromisure?

Significa che il governo e in particolare il presidente Meloni si sono fatti carico di rimarcare la necessità di una negoziazione con gli Usa, che da sempre sono i nostri alleati storici. Ingaggiare una gara muscolare sarebbe un’operazione priva di senso e dannosa che peraltro aprirebbe la strada a pericolose infiltrazioni cinesi che già peraltro stanno proliferando in Ue.

In che cosa consiste il “Patto Atlantico Commerciale” che lei ha in mente?

Un negoziato portato avanti dai Paesi dell’Eurozona che hanno maggiori interscambi commerciali con gli Stati Uniti: dall’Olanda alla Francia, passando per la Germania. Con l’Italia capofila di questo piano.

Un’iniziativa percorribile considerando i rapporti fra il nostro Paese e gli alleati europei?

Non c’è dubbio che al momento la leadership riconosciuta anche in Ue di Giorgia Meloni potrebbe senz’altro rappresentare un elemento sul quale fare leva in questa ottica.

Come se lo immagina l’iter sul piano delle istituzioni europee?

Il Consiglio Europeo per come la vedo io dovrebbe conferire all’Italia una sorta di mandato per trattare direttamente con gli Usa. Per due ordini di ragioni: il primo è legato appunto alla leadership di Meloni, il secondo è legato al buon rapporto fra il nostro Paese e gli Usa. Ma non da oggi: ricordiamo come anche col presidente Biden i legami con gli Usa fossero solidissimi.

Quale si aspetta possa essere l’azione del Ppe in questo frangente?

Il Ppe deve decidere da che parte stare. In questo momento siamo in una fase di grande immobilismo, che si è consumato anche nel contesto del voto alla nostra risoluzione legata all’automotive. Il Ppe ha chiesto di rinviare ancora il voto. Ci aspettiamo quindi un passo avanti sul piano politico.

Com’è lo stato dei rapporti fra Ursula von der Leyen e Meloni in questo momento?

Ho l’impressione che Ursula von der Leyen parli per enunciati, anche forti ma sia sostanzialmente isolata. Meloni, invece, è una leader che tesse rapporti e intreccia alleanze.

La risposta ai dazi? Un Patto Atlantico Commerciale. La ricetta di Donazzan

L’unica risposta sensata ai dazi è quella di un Patto Atlantico Commerciale, in cui l’Italia con la premier Giorgia Meloni sia capofila e negozi con gli Stati Uniti per evitare contraccolpi troppo duri sulla nostra economia. Gli Usa sono alleati, dobbiamo rinsaldare i rapporti ed evitare espansionismi cinesi. Ora anche dal Ppe serve un segnale politico. Colloquio con l’eurodeputata di FdI, Elena Donazzan

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