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Il primo appuntamento elettorale di questo 2026 è in Portogallo. Domenica 18 i cittadini sono convocati alle urne per scegliere il successore dell’attuale capo di Stato, Marcelo Rebelo de Sousa, in quelle che sono state definite le più contese elezioni del Portogallo dell’ultima decade. Il pareggio tecnico tra i candidati favoriti è quasi certo, per cui molto probabilmente si andrà al ballottaggio l’8 febbraio.

Sebbene in Portogallo il presidente non abbia funzioni esecutive, il suo ruolo di arbitro è molto importante. E, in questa occasione, il candidato di estrema destra, André Ventura, ha avvertito che in caso di vittoria sarà molto più attivo e interventista di quanto tradizionalmente lo è il presidente portoghese. Ha addirittura dichiarato che non si risparmierà nel prendere posizioni di opposizione al primo ministro, se così lo considera necessario.

Le probabilità che Ventura diventi capo dello Stato portoghese sono alte. Secondo gli ultimi sondaggi, di agenzie diverse, tra tutti gli undici candidati alla presidenza, Ventura è il favorito, anche se non è certo che vinca nel secondo turno.

Ma chi sono i candidati con più possibilità di trionfo? C’è, appunto, Ventura, leader del partito di estrema destra Chega. È giornalista, scrittore e opinionista sportivo. È stato persino in un seminario. La sua carriera politica è iniziata da poco, nel 2017, quando entrò nella lista locale del conservatore Partito Social Democrata a Loures, nella periferia di Lisbona. La sua campagna è stata segnata da un linguaggio xenofobo e provocatore contro gli zingari della zona.

In una biografia intitolata “Na cabeça de Ventura”, scritta da Vítor Matos, si legge che il neo-politico è riuscito a convincere gli astensionisti che erano stanchi del sistema e hanno visto in un uomo che ha il coraggio di dire quello che gli altri non dicono. Secondo l’autore, Ventura è un “opportunista”, con una carriera professionale indirizzata dal successo, la fama e il potere.

Come candidato c’è anche António José Seguro, ex segretario del Partito Socialista, considerato la speranza della sinistra. È professore di Teoria dello Stato e Pensiero Politico e Sociale all’Università Autonoma di Lisbona e quella sua vocazione da insegnante l’ha aiutato ad avvicinarsi molto agli elettori, specialmente quelli più giovani. Gli ultimi anni ha dedicato il suo tempo all’accademia e alla politica. È laureato in Relazioni Internazionali ed è entrato al Partito Socialista negli anni ‘90. È stato anche eurodeputato. Molti ricordano la sua opposizione alla legge di bilancio del 2012, durante gli anni della troika, per bloccare il taglio ad alcuni pagamenti extra di Natale e ferie per tutti i dipendenti.

Altri candidati sono l’ex ministro e opinionista politico conservatore Luís Marques Mendes, Henrique Gouveia e Melo e l’eurodeputato João Cotrim Figueiredo. L’unica donna candidata alla presidenza è l’eurodeputata Catarina Martins del Bloco de Esquerda. Ci sono anche il sindacalista André Pestana, il fondatore del partito dei ersi Livre Jorge Pinto; il leader comunista António Filipe; il pittore Humberto Correia e il musicista Manuel João Vieira, questi ultimi con molto meno consenso.

La campagna elettorale in Portogallo è stata segnata da due argomenti dell’agenda internazionale. Il primo, l’intervento degli Stati Uniti in Venezuela e l’arresto del leader del regime, Nicolas Maduro. Nel Paese sudamericano, infatti, vive una grande comunità di portoghesi immigrati dopo la Seconda guerra mondiale e quello che accade in Venezuela tocca da vicino l’opinione pubblica. Molti considerano un eccesso l’azione americana, un attacco contro il diritto internazionale, ma è di un parere diverso il candidato Ventura.

L’altro argomento centrale del dibattito elettorale sono le condizioni del sistema sanitario pubblico. La morte di un uomo di 78 anni, nella zona metropolitana di Lisbona, che ha aspettato per più di tre ore l’arrivo di un’ambulanza, ha accesso la discussione sul deterioramento dell’assistenza medica.

Chi potrebbe vincere le elezioni in Portogallo

Domenica 18 i portoghesi sceglieranno il nuovo presidente. Tra i candidati con più chance c’è un opinionista sportivo di estrema destra. Il sistema sanitario pubblico e il fattore Venezuela nel dibattito elettorale

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