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L’edizione 2026 di Eurovision Song Contest ha suscitato interesse, in Italia, anche grazie al concorrente in gara, Sal Da Vinci. Ora, quanto ha preso forma attorno a questa comunità eurovisiva, al di là dei singoli interpreti che di anno in anno vi hanno preso parte, conferma una tendenza registrata nel 2025 dalla Federazione Industria Musicale Italiana (FIMI): “l’aumento (del 14%, con una crescita del 180% rispetto al 2020) dei ricavi da royalty provenienti dall’estero testimonia la crescente capacità degli artisti italiani di raggiungere pubblici più ampi e diversificati”.

Se le nuove modalità di fruizione musicale stanno aprendo opportunità di internazionalizzazione e accesso ai mercati esteri, un apporto fondamentale alla crescita dell’export della musica italiana è ancora assicurato dalle radio italiane nel mondo, tra cui London One Radio, la prima e unica nazionale, ufficiale, italiana nel Regno Unito. Tale autentico “punto di riferimento” innanzitutto per i nostri connazionali di oltremanica, fondato e animato quotidianamente da Philip Baglini, ha ospitato di recente una riflessione su “come si ascolta oggi la musica italiana all’estero, e in particolare nel Regno Unito”.

Così, durante la puntata che ha avuto protagonista una giovane expat, Nina Mazza, è emerso come la musica italiana, ascoltata anche dagli inglesi, non sia “un archivio, ma un flusso. Si ascolta ovunque: nei dormitori universitari, nelle palestre, nei taxi, nei bar italiani di Soho, nelle playlist che cambiano ogni settimana. E soprattutto si ascolta senza più chiedere permesso ai confini”.

Dunque, a Baglini e Da Vinci va riconosciuto il merito di aver contribuito a scardinare, nei loro rispettivi percorsi professionali, gli stereotipi sul nostro Paese e sugli italiani. Altrettanto degno di nota è il ruolo cruciale svolto dal sistema delle radio italiane all’estero – al centro di un incontro organizzato a Roma nel 2023 dalle onorevoli Deborah Bergamini e Fucsia Fitzgerald – non soltanto rispetto alla promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo, pure in termini di valorizzazione e posizionamento all’estero dell’intera filiera musicale del nostro Paese.

Eurovision song contest e la musica italiana in onda all’estero

Di Gianni Todini e Francesco Nicotri

A Baglini e Da Vinci va riconosciuto il merito di aver contribuito a scardinare, nei loro rispettivi percorsi professionali, gli stereotipi sul nostro Paese e sugli italiani. Altrettanto degno di nota è il ruolo cruciale svolto dal sistema delle radio italiane all’estero non soltanto rispetto alla promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo, pure in termini di valorizzazione e posizionamento all’estero dell’intera filiera musicale del nostro Paese

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