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All’indomani del Natale riprendono immediatamente le attività diplomatiche sul conflitto in Ucraina, con un appuntamento che potrebbe rivelarsi cruciale. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si recherà infatti in Florida nelle prossime ore per incontrarsi con il presidente statunitense Donald Trump presso la sua residenza privata di Mar-a-Lago, e discutere i nodi più delicati della proposta di pace attualmente al vaglio degli attori interessati.

Proposta che ha già visto diverse evoluzioni: nata a novembre come un piano in 28 punti redatto da Washington (con la partecipazione sostanziale di funzionari russi), durante la fase di dialogo tra partner occidentali si è trasformata in un piano in 20 punti, accettato a grandi linee da tutte le parti coinvolte e giudicato dal leader ucraino pronto al 90 per cento. Ma ancora manca un consenso definitivo su alcuni temi più spinosi, come quello delle garanzie di sicurezza per Kyiv, su cui sono stati comunque fatti progressi, e le modalità di coordinamento con i partner europei. Altro tema estremamente delicato sarà quello territoriale: una prima versione della proposta americana prevedeva la cessione alla Russia delle porzioni del Donbas ancora sotto controllo ucraino, ma l’ipotesi è stata giudicata inaccettabile da Kyiv. Oltre alle garanzie di sicurezza, Zelensky intende affrontare con Trump anche il dossier economico legato alla ricostruzione postbellica, che dovrebbe prevedere un accordo con il supporto degli Stati Uniti. Per ora, ha spiegato il presidente ucraino, esistono solo bozze di base e diversi accordi separati ancora da definire.

Dal canto suo, Trump ha ribadito però che il consenso americano non è scontato. In alcune dichiarazioni rilasciate a Politico, il presidente statunitense ha sottolineato che la proposta ucraina non avrà alcun valore senza il suo via libera. Allo stesso tempo, Trump si è detto ottimista sull’esito dell’incontro, affermando di aspettarsi sviluppi positivi sia con Zelensky sia con il presidente russo Vladimir Putin, con il quale prevede di parlare a breve.

Oggi il leader ucraino si incontrerà in videochiamata con alcuni leader dei Paesi europei e con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Originariamente anche Trump avrebbe dovuto prendere parte all’incontro, ma a poche ore dall’inizio del meeting il suo staff ha comunicato la sua incapacità a prendervi parte.

Da Mosca, intanto, il messaggio resta rigido. Putin continua a sostenere che il controllo dell’intero Donbas sia una precondizione per qualsiasi accordo e ribadisce che l’iniziativa strategica sul campo appartiene alle forze armate russe. Una posizione che conferma quanto la strada verso un’intesa resti stretta e politicamente accidentata, nonostante l’intensificarsi dei contatti diplomatici alla vigilia dell’incontro di Mar-a-Lago.

Nel frattempo, il ritmo delle ostilità non sembra rallentare. Nelle scorse ore la Russia ha lanciato un nuovo attacco con droni e missili a lungo raggio contro Kyiv, nel quale almeno una persona è rimasta uccisa e undici sono state ferite; inoltre, un drone ha colpito il tetto di un edificio residenziale e diversi incendi si sono sviluppati in città, lasciando quasi un terzo della capitale senza riscaldamento. A Kharkiv, una gliding bomb russa è esplosa in strada, causando due morti e otto feriti.

La prossima tappa della diplomazia sull'Ucraina è Mar-a-Lago. Di cosa si parlerà

Il viaggio di Zelensky in Florida segna una nuova accelerazione dei contatti diplomatici sul conflitto ucraino, in un momento in cui il piano di pace promosso dagli Stati Uniti appare vicino a una definizione ma ancora privo di un consenso pieno. Garanzie di sicurezza, questioni territoriali e ricostruzione restano i principali nodi sul tavolo

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