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Trenta milioni di dollari per sviluppare una piattaforma capace di collegare imprese spaziali, governi e capitali. È il round seed chiuso da Nebex, guidato da GV, il fondo di venture capital di Alphabet, con la partecipazione di altri investitori. La società ha inoltre avviato un rapporto bancario con J.P. Morgan.

Fondata alla fine del 2025, Nebex interviene sul versante finanziario dei grandi programmi pubblici, dove tempi delle commesse, pagamenti e fabbisogno di capitale possono rallentare l’attività delle aziende coinvolte.

Il nodo dei contratti sovrani

Le risorse raccolte serviranno ad ampliare la piattaforma e a sostenere operazioni che coinvolgono acquirenti pubblici, imprese del settore e soggetti finanziari.

“Abbiamo creato Nebex perché abbiamo visto che i fondatori più ambiziosi del settore spaziale faticano a realizzare programmi sovrani complessi per la mancanza di un’infrastruttura dei mercati dei capitali in grado di sostenere ricavi e flussi di cassa”, ha spiegato l’amministratore delegato Tejpaul Bhatia.

Nebex guarda soprattutto alle società impegnate in commesse governative di grandi dimensioni, che richiedono capacità finanziaria già nelle fasi iniziali e una gestione strutturata delle operazioni internazionali.

La scommessa di GV

L’ingresso di GV porta nella società un investitore abituato a finanziare piattaforme tecnologiche in fase di espansione.

“I mercati funzionano davvero quando crescono insieme sia l’infrastruttura che tutti vedono sia quella che resta invisibile. È questa la scommessa che stiamo facendo con Nebex”, ha dichiarato Erik Nordlander, general partner di GV.

Il rapporto con J.P. Morgan aggiunge invece una componente bancaria al progetto. “La space economy si trova a un punto di svolta e fondatori come Tejpaul e il suo team stanno costruendo infrastrutture essenziali per ampliare l’accesso e accelerare l’innovazione nell’intero ecosistema”, ha affermato Aneeka Sajid, market executive per l’Innovation Economy e l’Applied Tech della banca.

La proposta per l’Europa

Sul mercato europeo il progetto è seguito da Manlio Di Stefano, vicepresidente per i mercati globali di Nebex, già sottosegretario agli Esteri. Nella sua lettura, il punto di partenza è la possibilità per l’Europa di “costruire un’economia spaziale più competitiva senza rinunciare alla cooperazione internazionale”.

Il modello punta a collegare i programmi commissionati dai governi alle filiere produttive locali. Con Nebex, spiega Di Stefano, diventa possibile strutturare iniziative “che garantiscano fino al 100% di ritorno industriale per il Paese partecipante”, trasformando la spesa spaziale “in investimenti, crescita industriale e sviluppo tecnologico all’interno dell’ecosistema nazionale”.

L’interlocuzione riguarda tanto i singoli Stati membri quanto l’Agenzia spaziale europea. L’obiettivo, nelle parole del vicepresidente di Nebex, è consentire all’Europa di “rafforzare la propria autonomia industriale continuando a collaborare con partner internazionali, anziché scegliere tra apertura e indipendenza”.

Nebex raccoglie 30 milioni per la finanza della space economy

Con il round seed da 30 milioni di dollari, Nebex punta a costruire l’infrastruttura finanziaria che oggi manca a molte aziende spaziali impegnate in grandi programmi pubblici. L’idea è collegare governi, imprese e capitali per rendere più gestibili contratti sovrani complessi, flussi di cassa irregolari e fabbisogni di investimento iniziali, in un settore dove la crescita industriale dipende sempre di più anche dalla capacità di finanziare l’esecuzione 

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