Skip to main content

Sono passati quasi sette anni dalla chiusura della prima grande indagine del Copasir, il Comitato per la sicurezza della Repubblica, sugli investimenti cinesi in Italia. Allora, c’era Raffaele Volpi alla presidenza, il cuore dei lavori fu l’avanzata del Dragone nelle reti mobili, alias 5G. Adesso però, Palazzo San Macuto sta per muoversi di nuovo, pronto a scoperchiare ancora una volta il vaso di Pandora e fare nuova luce sulle infiltrazioni di capitali cinesi nell’economia italiana, a cominciare dagli asset strategici.

Secondo quanto risulta a Formiche.net, infatti, nei prossimi giorni il Copasir, sotto la guida di Lorenzo Guerini, avvierà una nuova indagine conoscitiva, per avere contezza della penetrazione di Pechino in Italia. I lavori dovrebbero iniziare entro il mese di maggio e prevedono un lungo ciclo di audizioni, tra esperti, economisti e rappresentanti di aziende. Quanto alla tempistica e agli argomenti oggetto dell’indagine, l’idea sarebbe quella di chiudere entro qualche mese e consegnare una relazione dettagliata al parlamento. Al centro del confronto, ci sarà sia la presenza, più o meno minacciosa, della Cina in alcuni centri nevralgici dell’economia nazionale, sia le start up, sempre più oggetto delle attenzioni di Pechino.

Come, d’altronde, raccontato da questo stesso giornale, le intenzioni degli investitori del Dragone sono spesso poco amichevoli verso le piccole aziende ma dall’alto potenziale tecnologico. Non è certo un mistero che gli investimenti battenti bandiera cinese hanno una natura più predatoria che altro: arrivano, comprano, acquisiscono know how e segreti industriali e portano tutto in patria, condividendo poco o nulla con l’ecosistema che li accoglie, spesso, a braccia aperte. E poi, alcuni casi eccellenti delle ultime settimane, debbono aver spinto il Comitato, che nella seconda metà di maggio sarà in missione istituzionali negli Stati Uniti, a riprendere in mano il dossier Cina.

Certificando ancora una volta la consistenza dei rapporti transatlantici, sanciti anche sul versante della collaborazione tecnologica, da due recenti eventi di una certa rilevanza. Da una parte lo US–Italy Trusted Tech Dialogue promosso dall’ambasciata italiana a Washington assieme al Krach Institute for Tech Diplomacy, dall’altra lo Eu-Us Tech Agenda 2030, organizzato da Formiche alla Camera poche settimane fa.

E avvalorati anche dalla vicenda di Zewei Xu, l’ingegnere cinese di 33 anni arrestato a Malpensa il 3 luglio scorso su mandato statunitense con l’accusa di spionaggio, ed estradato dall’Italia negli Usa.

Tornando ai casi eccellenti, poc’anzi citati, c’è quello di Pirelli, con gli azionisti di Sinochem la cui presenza, ora resa innocua grazie ai poteri del golden power esercitati dal governo (Palazzo Chigi, peraltro, recentemente non ha rinnovato l’accordo sulla Via della seta), è arrivata a minacciare la presenza della Bicocca sul mercato americano, fino alla contesa in atto su Ferretti, oggi di proprietà del colosso Weichai, ma al centro di uno scontro tra soci di minoranza e maggioranza. Senza dimenticare vicende più remote, come la presenza di azionisti targati Dragone in Cdp Reti e dunque nelle infrastrutture energetiche strategiche del Paese.

E proprio il dossier Ferretti è finito in queste ore al centro di un’interrogazione in Commissione Attività Produttive alla Camera al ministro delle Imprese, Adolfo Urso, da parte del leghista Alberto Gusmeroli. Oggetto del quesito, che ha ricordato anche il lavoro svolto da Formiche.net, capire quali iniziative urgenti l’esecutivo intenda assumere verso Ferretti, anche mediante l’attivazione dei poteri speciali, a tutela del patrimonio industriale e tecnologico. Un po’ come fatto per Pirelli.

 

 

Cina (ancora) nel mirino. La nuova indagine del Copasir

Palazzo San Macuto è pronto a una seconda indagine conoscitiva sugli investimenti del Dragone in Italia, a sette anni dalla relazione sulla penetrazione del Dragone nelle reti 5G. Previsto un lungo ciclo di audizioni, mentre alla Camera arriva un’interrogazione su Ferretti

One man show. Nell'Ipo di SpaceX Musk vuole tutto per sé

Dai documenti depositati alla Sec emerge che il tycoon vuole evitare di commettere gli errori del passato, come con Tesla. Più potere per lui e meno per gli investitori, così da evitare problemi. Il magnate gioca sulla sua indispensabilità

La scissione del Pd non serve al centrosinistra. La versione di Mayer

Promuovendo tra i cittadini in modo unitario un equilibrato mix (di partecipazione fisica e di presenza in una piattaforma digitale) la creazione di un polo riformista sarebbe a portata di mano. E aiuterebbe il centrosinistra

Così Moro costruì le basi del centrosinistra. Cosa fare ora secondo Losacco

Secondo Aldo Moro la complessità del mondo non va semplificata, ma affrontata. E così, spiega Alberto Losacco autore di un libro sullo statista democristiano, può insegnare ancora oggi a muoversi nella complessità. Una sfida anche per il Partito democratico

Conti in rosso? Gli Usa arruolano consulenti finanziari in soccorso del Venezuela

L’amministrazione americana ha concesso l’approvazione di un permesso per l’assunzione di consulenti finanziari che aiutino il regime chavista a pagare 60 miliardi di dollari di debito. E anche l’Italia deve ancora ricevere 3,3 miliardi da Caracas

Cyber Tyre made in Georgia. Così Pirelli accantona la Cina e mira agli Usa

Con l’azionista Sinochem reso innocuo grazie all’intervento del governo a mezzo golden power, ora la Bicocca è pronta a rafforzare la produzione dei pneumatici intelligenti in terra americana. Tutti i dettagli

Un branco di lupi? No, uno sciame. Cosa sono davvero i droni quadrupedi cinesi

Dietro le immagini spettacolari dei quadrupedi robotici si cela un’evoluzione strategica profonda. La Pla punta su sistemi interconnessi, scalabili e sacrificabili, capaci di operare anche sotto attacco e di ridurre il costo umano del conflitto

Pax Silica, anche la Norvegia entra nel blocco Usa per la sicurezza tecnologica

La Norvegia entra in Pax Silica, il framework guidato dagli Stati Uniti per mettere in sicurezza filiere strategiche legate ad AI, semiconduttori e critical minerals. L’allargamento del blocco rafforza le ipotesi di un possibile coinvolgimento italiano, mentre Washington punta a fare della sicurezza tecnologica uno dei pilastri delle nuove relazioni transatlantiche

Jaish ricostruisce dopo Sindoor. Nuove basi terroristiche in Pakistan

Le immagini satellitari mostrano la ricostruzione di siti legati a Jaish-e-Mohammad colpiti dai raid indiani del 2025. Un segnale che riapre interrogativi sul ruolo del Pakistan, sul controllo del finanziamento al terrorismo e sulla strategia di deterrenza di Nuova Delhi

Perché il Mediterraneo può essere la risposta alla crisi di Hormuz

Congiungendo i fili delle iniziative energetiche nel mare nostrum, dallo Ionio all’Egeo, dal Libano all’Egitto, si scopre un puzzle geopolitico parecchio interessante, con prospettive incoraggianti alla voce gas. Resta da comporre il relativo quadro politico che dovrà, gioco forza, intersecarsi con alleanze e visioni di lungo periodo

×

Iscriviti alla newsletter