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Accolto letteralmente come un Papa al suo arrivo a Washington, il Presidente cinese Xi Jinping ha dato subito l’impressione nel vertice con Donald Trump di dominare la scena e l’impatto fra l’essere e l’apparire.

Recatosi ad accoglierlo sulla pista dell’aeroporto della base aerea di Andrews, il Presidente degli Stati Uniti col cappotto ed i guanti di fronte a Xi in giacca e cravatta, ha involontariamente offerto al leader assoluto della Cina un vantaggio iniziale d’immagine e di posizione negoziale. Soltanto Barak Obama nel 2015, accogliendo personalmente all’aeroporto Papa Francesco, aveva infranto il rigido protocollo della Casa Bianca sulle visite di Stato.

Oscurando in parte Trump, i network televisivi Usa, messi all’indice dal tycoon, hanno sottolineato il contemporaneo annuncio da parte americana del prolungamento fino a gennaio della tregua commerciale con la Cina e la dichiarazione ecumenica di Xi Jinping su come i due Paesi dovrebbero essere partner, non rivali, e che “la grande rinascita della nazione cinese e il rendere di nuovo grande l’America possono andare di pari passo, completarsi a vicenda e giovare al mondo”. Come dire, troviamo un’intesa globale e istauriamo un nuovo ordine politico economico mondiale.

Oltre alla classe delle due First Lady, Melania in nero e Peng Liyuan, elegantissima in un capo grigio, i media hanno sottolineato come Xin Jinping abbia una conoscenza specifica e non propagandistica dei dossier principali che saranno al centro del vertice: intelligenza artificiale, microchip, l’interscambio di soia e terre rare, le risorse energetiche, vendita di armi statunitensi a Taiwan e i rapporti i bilico tra Usa e Cina per i conflitti in Europa fra Russia e Ucraina ed in Medio Oriente fra Washington e l’Iran.

In mattinata (quando in l’Italia sarà il primo pomeriggio) è in programma la cerimonia di benvenuto alla Casa Bianca con i bilaterali, e in serata alla cena di Stato parteciperanno, tra gli altri, Tim Cook (Apple), Jensen Huang (Nvidia), Sam Altman (OpenAI), Sundar Pichai (Google), Elon Musk (Tesla e SpaceX), Jane Fraser (Citigroup), Jamie Dimon (JpMorgan) e Jeff Bezos (Amazon). La visita di Xi si concluderà venerdì mattina con il tè alla Casa Bianca per le due coppie presidenziali, seguito dalla visita agli Archivi Nazionali, che custodiscono la Dichiarazione d’Indipendenza degli Usa.

Già sbilanciato in partenza a favore della Cina, l’esito del vertice sembra scontato. Se, come previsto da tutti gli osservatori e gli esperti di strategie politico militari, Trump non riuscirà neanche mediaticamente a scalfire l’imperturbabile e distaccato atteggiamento del Presidente cinese, conscio del primato strutturale che la Cina ha o sta rapidamente acquisendo rispetto agli Stati Uniti in quasi tutti i settori, l’immagine dell’America e del suo Presidente a dir poco arruffone, tutto boutade, slogan e gaffe, subirà un ulteriore crollo d’immagine e di ruolo internazionale.

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