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Una telecamera nascosta è stata trovata all’interno di un edificio governativo di Whitehall, a Marsham Street, nel cuore amministrativo di Londra. Secondo quanto rivelato da The i Paper, il dispositivo era stato collocato in un pannello del soffitto di un’area comune del complesso che ospita il Home Office e il Ministry of Housing, Communities and Local Government.

La scoperta, avvenuta nelle ultime settimane, è stata comunicata ai ministri e avrebbe portato al coinvolgimento degli apparati di sicurezza. Restano aperte le domande essenziali: chi ha installato la telecamera, da quanto tempo fosse lì e se abbia registrato immagini o informazioni utili. Proprio l’assenza di risposte certe rende l’episodio delicato. In questo momento non esiste alcuna indicazione pubblica che colleghi il dispositivo alla Russia, alla Cina o ad altri attori statali.

A Marsham Street lavorano anche funzionari che negli ultimi mesi si sono occupati del dossier riguardo il progetto della nuova ambasciata cinese a Royal Mint Court, vicino alla Torre di Londra. La decisione di approvare il piano, arrivata a gennaio, aveva già alimentato un confronto acceso in Parlamento e tra gli apparati, soprattutto per la prossimità del sito a infrastrutture di comunicazione sensibili e per il timore che una sede diplomatica di quelle dimensioni potesse creare nuovi rischi di sorveglianza.

Il governo britannico ha sostenuto che le misure di mitigazione previste fossero proporzionate e che gli organismi competenti per la sicurezza nazionale non avessero sollevato obiezioni tali da bloccare il progetto. Anche MI5 e Gchq, pur riconoscendo che nessun rischio può essere eliminato del tutto, hanno indicato la necessità di gestirlo attraverso un pacchetto di misure di sicurezza. È su questo crinale che il nuovo episodio pesa politicamente.

Nell’ultimo aggiornamento pubblico sulle minacce, il direttore generale del MI5, Ken McCallum, ha parlato di un aumento significativo delle attività ostili riconducibili ad attori statali, citando spionaggio, interferenze, trasferimenti clandestini di tecnologia, intimidazioni e operazioni di sorveglianza. Nel caso cinese, l’MI5 ha richiamato il cyberspionaggio, i tentativi di avvicinare esperti accademici e le operazioni di influenza nella vita pubblica britannica.

Pochi giorni prima della notizia, le agenzie del Five Eyes – Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda – avevano diffuso un avviso congiunto sulle attività dell’intelligence militare cinese attraverso piattaforme professionali e siti di lavoro. Secondo il bollettino, operatori legati a Pechino si presenterebbero come recruiter o consulenti per società di copertura, pubblicando offerte apparentemente ordinarie per analisti di politica estera, difesa o sicurezza. L’obiettivo sarebbe avvicinare persone con accesso diretto o indiretto a informazioni classificate o privilegiate, inducendole prima a produrre report e poi a condividere contenuti sempre più sensibili.

 

Telecamera nascosta a Whitehall, ipotesi spionaggio a Londra

La scoperta di una telecamera nascosta in un pannello del soffitto di un edificio governativo a Marsham Street, sede del Home Office e del ministero per l’Housing, riaccende le preoccupazioni sulla protezione degli apparati britannici. Non c’è alcuna attribuzione pubblica a Stati esteri, ma il caso arriva mentre Londra discute ancora i rischi legati alla nuova ambasciata cinese a Royal Mint Court e dopo l’allerta dei Five Eyes sulle attività di intelligence di Pechino

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