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Intensa la giornata di incontri internazionali della presidente del Consiglio, a poche ore dall’incontro che si terrà venerdì con il segretario di stato americano Marco Rubio. La densità dell’agenda è direttamente proporzionale alla delicatezza e all’importanza dei temi trattati, tutti accomunati dal contributo geopolitico che l’Italia può offrire. Dabaiba, Magyar, Tusk: tre incontri focalizzati su altrettante priorità strategiche.

Libia

L’energia è il piatto forte dell’incontro con il premier libico Daibaba (tra l’altro “di casa” in Italia dopo essersi sottoposto ad un intervento chirurgico al San Raffaele di Milano nel gennaio scorso), dal momento che gas, petrolio ed elettricità rappresentano il triumvirato di opportunità su cui Italia e Libia già lavorano con profitto. Al primo punto della discussione c’è evidentemente la sicurezza degli approvvigionamenti e la necessità di rafforzare la diversificazione energetica in un momento di grande confusione sia nei mercati che nel contesto internazionale a causa della crisi a Hormuz.

Il governo di Roma ritiene che il Mediterraneo sia assolutamente centrale nella politica energetica anche europea. Lo dimostrano, una volta di più, progetti come il gasdotto GreenStream che collega Mellitah alla Sicilia. Ma non basta: spicca il ruolo di Eni come soggetto in grado di allargare la capacità produttiva, in questo senso vanno lette le iniziative a Sabratha e a Bouri. Altro elemento di discussione è stato quello relativo al trasferimento dei detenuti libici condannati in Italia. Il governo di Tripoli, fa sapere in una nota, vorrebbe accelerare l’attuazione del memorandum per il trasferimento dei condannati perché completino la pena nel proprio Paese nel rispetto “delle procedure e delle decisioni della magistratura italiana e del quadro giuridico che regola la cooperazione giudiziaria tra i due Paesi”.

Inoltre i due leader hanno poi riaffermato il comune impegno nella gestione dei fenomeni migratori passando in rassegna anche le principali attività di collaborazione in corso con partner internazionali quali Turchia e Qatar, e a seguire la presidente del Consiglio ha rimarcato il pieno sostegno italiano a un processo politico, a guida libica e facilitato dalle Nazioni Unite.

Ungheria e Polonia

Con il primo ministro neo eletto dell’Ungheria, Péter Magyar, Meloni ha avuto un primo scambio di vedute, sia per confermare la solidità delle relazioni tra Italia e Ungheria, sia per fare il punto sulle contingenze internazionali, come l’Iran, le migrazioni, la cooperazione nel settore della difesa e l’agenda Ue. Mentre con il premier polacco Donald Tusk si è soffermata sui numeri molto incoraggianti della cooperazione bilaterale: nel 2025 l’interscambio commerciale è salito a 36 miliardi di euro, un record storico. “Il legame profondo tra Italia e Polonia si rispecchia anche nei nostri rapporti economici che sono molto intensi – ha osservato Meloni – L’export italiano è in crescita e Varsavia rimane uno dei principali mercati di destinazione dell’Italia. Quindi come si vede c’è molto margine di manovra per lavorare bene tra le nostre due nazioni”.

Miele per Tusk che ha parlato di “gli amici che si capiscono molto bene”, per poi raccontare l’excursus del loro rapporto: “Ci abbiamo messo un po’ di tempo per capirci reciprocamente, ma oggi tutti lo sappiamo, sia noi polacchi che voi italiani, che non ci sono né conflitti di interesse, né conflitti delle idee, né conflitti dei valori. Che siamo capaci di costruire un’amicizia politica basandoci sul rispetto reciproco e per questo vorrei ringraziarla”.

(Foto: Governo.it)

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