Tra allarmismi e letture distorte, la polemica sui software di gestione IT al ministero della Giustizia rivela più un deficit di cultura digitale che un reale problema di sorveglianza. Ne abbiamo parlato con il professor Antonio Teti, esperto di intelligence, cybersecurity e intelligenza artificiale, docente dell’Università G. d’Annunzio
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Da Taiwan all'Italia, così i chip segnano il nostro futuro. Parla Cattaneo
Una delegazione parlamentare italiana interpartitica ha visitato Taiwan nei giorni scorsi, sottolineando la crescente attenzione di Roma sull’Indo-Pacifico e la centralità strategica dei semiconduttori e dell’AI. Il deputato Alessandro Cattaneo inquadra il viaggio come parte di uno sforzo a lungo termine per allineare la politica industriale, la sicurezza economica e i partenariati democratici
Demografia, energia e geopolitica: le nuove sfide per le politiche pubbliche
In un contesto segnato da declino demografico, transizione energetica e instabilità geopolitica, la complessità crescente impone nuove priorità alle politiche pubbliche e richiede un diritto amministrativo più agile, capace di governare cambiamenti profondi e accelerati. L’intervento di Francesco Paolo Bello, managing partner di Deloitte Legal
TikTok, atto finale. Ufficializzata la joint venture per continuare a operare negli Usa
Il social network annuncia di aver ceduto le sue attività a un consorzio a maggioranza americana, che comprende tra le altre Silver Lake, Oracle e Mgx. In questo modo la piattaforma potrà continuare a operare negli Usa. Esulta Donald Trump: “Sono felice di aver aiutato”
L’Italia e il Board di Gaza. Il precedente della Mfo raccontato da Caffio
Qualcosa non torna nello Statuto del Board of Peace (BoP) a cominciare dal suo carattere di organizzazione internazionale con funzioni globali, nonostante l’approvazione ricevuta dal Consiglio di sicurezza sia legata alla crisi di Gaza. Più che legittime le perplessità italiane. Eppure, per certi versi il Board ripete la vicenda della creazione della Multinational Force and Observers (Mfo), operante con successo in Sinai dal 1982, unica Forza di peace-keeping svincolata dall’Onu, con cui noi collaboriamo dall’inizio
Ecco il modello nordico-baltico contro l’info-warfare
Danimarca, Baltici e Scandinavia trattano le operazioni di influenza come un problema di sicurezza nazionale, non di comunicazione. Un approccio che anticipa il futuro del confronto tra democrazie e potenze revisioniste
I colloqui di Mosca preparano il terreno per Abu Dhabi. Cosa è stato detto
Dopo l’incontro tra Trump e Zelensky a Davos, una delegazione statunitense ha raggiunto Mosca per colloqui diretti con Vladimir Putin, riaprendo un canale simultaneo con entrambe le parti del conflitto. Il vertice al Cremlino ha spianato la strada a un incontro trilaterale tra Russia, Ucraina e Stati Uniti ad Abu Dhabi, segnando l’avvio di una nuova fase negoziale, ancora fortemente condizionata dal nodo territoriale
Il lodo Bettini, ovvero quando la politica scompare. La versione di Merlo
Le proposte o le riforme, secondo il singolare “lodo Bettini”, non si giudicano dal merito ma solo e soltanto dal tasso di simpatia e di disprezzo che si nutre nei confronti di chi le propone. E se si detesta o si odia il proponente anche il miglior progetto politico, legislativo e di governo va battuto e respinto pregiudizialmente
Venezuela, ecco cosa cambia con la riforma storica dell’industria petrolifera
Il Parlamento venezuelano ha approvato una serie di modifiche radicali nella Legge sugli Idrocarburi del Venezuela. La proposta è arrivata dal presidente ad interim Delcy Rodriguez: meno partecipazione dello Stato e più flessibilità (anche fiscale) per le compagnie straniere che potranno operare con indipendenza sul territorio
Il senso di Zelensky per l’Europa. La versione di Guandalini
Mala tempora currunt. Il pungente discorso del Presidente ucraino a Davos contro i difetti del Vecchio Continente non sorprende. Per molti osservatori è stata definita una requisitoria della disperazione. Questione di strabismo d’intesa. Kyiv è in guerra con la Russia mentre l’Europa no quindi paga le sue indecisioni e non il aver detto come stanno le cose al leader ucraino
















