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Una sfida lampo che ha visto OpEn Fiber, la società controllata da Enel e da Cassa Depositi e Prestiti, aggiudicarsi tutti e cinque i lotti per la cablatura delle aree a fallimento di mercato. La gara Infratel, del valore di 1,4 miliardi, ha anche scatenato una ridda di commenti da parte degli operatori di settore alcuni dei quali temono – secondo alcune ricostruzioni – che gli altri concorrenti disertino la prossima competizione, a meno di un mese dalla scadenza dei tempi di consegna previsti dal bando.

COSA E’ SUCCESSO NELLA GARA INFRATEL

OpEn Fiber ha dunque fatto il pieno nella gara per realizzare la banda ultralarga “di Stato” nelle cosiddette aree bianche – ovvero quelle dove gli operatori non hanno convenienza a investire in autonomia – di Abruzzo, Molise, Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto. La commissione aggiudicatrice ha però rilevato profili di anomalia nelle offerte perché superano i parametri indicati dalla gara. In realtà si tratta di una procedura standard legata al Codice degli appalti: inizieranno ora le prime verifiche sui dettagli di sostenibilità economica e tecnica delle offerte ricevute. Nel frattempo è probabile che gli altri competitor presentino richiesta di accesso agli atti, fase che di solito prelude al ricorso. Oltre a OpEn Fiber gli altri gruppi entrati in pre-qualifica sono stati Telecom, il consorzio e-Via (Reteltit, Eolo ed Eds) ed Estra.

COSA NON CONVINCE

Secondo indiscrezioni riportate da “Milano Finanza”, tra gli operatori di mercato c’è chi è scettico sulla previsione di OpEn Fiber di far attivare un contratto al 100% delle persone raggiunte dalla fibra a fronte di una media nazionale pari al 10%. Non convince neppure il ribasso al 100% concesso dalla società Enel-CdP ai clienti della Pubblica amministrazione: c’è da ricordare che il bando prevedeva un punteggio maggiore nel caso si praticassero prezzi favorevoli alla Pa.

LA PRECISAZIONE DI TELECOM

All’indomani dell’esito della gara, Telecom ha voluto chiarire la sua posizione e ha precisato – pur prendendo atto dei punteggi assegnati – che la gara Infratel riguarda “aree nelle quali Tim (il marchio dedicato a telefonia fissa, mobile e Internet, ndr) è proprietaria di una propria rete e sulle quali in ogni caso la società interverrà selettivamente con propria copertura in banda ultralarga fissa e mobile, offrendo ai propri clienti il massimo della qualità nel più breve tempo possibile”. Peraltro, ha aggiunto il gruppo guidato da Flavio Cattaneo (nella foto), i risultati della gara “non hanno alcun impatto dal punto di vista gestionale, strategico e di posizionamento di mercato della società, che conferma i propri target e accelererà i propri piani di investimento per coprire in brevissimo tempo tutto il Paese”.

LE PAROLE DI TOMMASO POMPEI

A tentare di spazzar via dubbi e polemiche ci ha provato pure l’amministratore delegato di OpEn Fiber, Tommaso Pompei. “E’ stata una gara in cui ognuno ha fatto la sua partita” e “a noi è stato riconosciuto un premio per la nostra capacità di progettare le reti: è vero che siamo anomali, perché i nostri ingegneri sono più bravi” ha detto ai cronisti a margine di una conferenza stampa a Perugia. In merito alle anomalie riscontrate da Infratel, Pompei ha chiarito che “come previsto dalla prassi la stazione appaltante andrà a verificare la congruità dell’offerta: succede e sarebbe successo sempre, perché in base al Codice degli appalti l’offerta i cui risultati superano un certo livello di punteggio prevede la verifica”. Comunque OpEn Fiber “aspetta con grande serenità, anche per rispondere alla marea di ricorsi che ci saranno”. “Mi auguro – ha aggiunto l’ad – che l’aggiudicazione possa avvenire entro poche settimane”. Pompei si è pure espresso sulla seconda gara, del valore di 1,2 miliardi, che riguarda Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Sicilia e la provincia autonoma di Trento: “OpEn Fiber presenterà l’offerta il prossimo 20 febbraio” e ci sarà un iter “più o meno simile a quello della prima”.

telecom Flavio Cattaneo

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