Skip to main content

Durante la fase finale del recentissimo assedio di Aleppo, per conquistarla, l’esercito siriano ha usato otto volte il gas di cloro. Lo ha denunciato così Human Rights Watch: “Il tracciato seguito dagli attacchi con impiego di gas di cloro dimostra che essi erano coordinati con gli strateghi dell’operazione militare tesa a riprendere il controllo di Aleppo, non l’opera di alcuni elementi isolati”, si afferma nel documento, che specifica come il gas di cloro è stato usato il 18 novembre mattina nel distretto di Masaken Hanano, il 20 novembre mattina nel distretto di al-Sakhour, il 20 novembre pomeriggio nel distretto di Tariq al-Bab, il 22 novembre pomeriggio nei distretti di Karm al-Qaterji, Daheert Awwad e Karm al-Jazmati, il 23 novembre sera nel distretto di Karm al-Jazmati, il 28 novembre pomeriggio nei distretti di Karm al-Qaterji e di Qadi Askar, l’8 dicembre pomeriggio nei distretti di al-Fardous, Maghayer e Kallaseh, il 9 dicembre sera nel distretto di Kallaseh.

Le Nazioni Unite poi hanno ricevuto denuncia dei seguenti “incidenti” chimici: Salquin -17 Ottobre 2012; Homs -23 Dicembre 2012; Darayya -13 Marzo 2013; Otaybah -19 Marzo 2013; Khan el-Asal-19 Marzo 2013; Adra -24 Marzo 2013; Darayya -25 Aprile 2013; Saraqueb -29 Aprile 2013; Sheik Maqsood -13 Aprile 2013; Jobar -12-14 Aprile 2013; Qasr Abu Samrah -14 Maggio 2013; Adra -23 Maggio 2013; Ghouta, 21 Agosto 2013; Bahhariyeh- 22 Agosto 2013; Jobar – 24 Agosto 2013; Ashrafiah Sahnaya- 25 Agosto 2013. Le responsabilità accertate dicono che due “incidenti” sono stati provocati dall’esercito siriano, uno dall’Isis. Secondo un rapporto del network siriano per i diritti umani, sarebbero invece 139 gli attacchi chimici compiuti, prima della conquista di Aleppo, dal giorno dell’attacco alla capitale nella Ghouta orientale: 136 sarebbero stati compiuti dal governo di Damasco e 3 dall’Isis.

La sorpresa di queste ore è dunque la vera sorpresa. E anche per quanto riguarda il luogo dove le forze armate di Bashar al Assad hanno voluto perpetrare questo ennesimo crimine è difficile capire come sorprendersi. Era il 27 dicembre dello scorso anno quando Thierry Messiyan, felicissimo per la liberazione di Aleppo, dal suo ufficio che si presume sia nella Beirut-sud controllata da Hezbollah scriveva sul sito dell’ideologia “rossobruna”, Voltairent: “La liberazione della Siria dovrebbe continuare a Idlib. Questo governatorato è ora occupato da una serie di gruppi jihadisti, senza comando comune. […] Per sconfiggerli occorrerebbe dapprima tagliare le vie di rifornimento”. Missione compiuta, si potrebbe dire. Più difficile è capire come sia potuta passare tanto a lungo sotto silenzio la scelta di mandare proprio ad Idlib la popolazione, o ampia parte di esse, deportata da Aleppo. Chi non è stato internato o ucciso dopo l’operazione di Aleppo è infatti stato “accompagnato”, si direbbe con il consenso internazionale, proprio nella Idlib che Messiyan indicava come il next-target.

Messyian è l’ideologo di quella enorme rete transculturale che è arrivato a scrivere: “Dopo il ritiro di Fidel Castro, la morte di Hugo Chávez e il divieto imposto a Mahmoud Ahmadinejad di presentare un candidato alle elezioni presidenziali iraniane, il movimento rivoluzionario non ha più un leader mondiale. O meglio, non ne aveva più. Tuttavia, l’incredibile tenacia e sangue freddo di Bashar al-Assad ha fatto di lui il solo capo di un Esecutivo al mondo che sia sopravvissuto a un attacco concertato di una vasta coalizione coloniale guidata da Washington, e che sia stato largamente rieletto dal suo popolo”. C’è l’uso sapiente di molte perversioni ideologiche in questa una mega-perversione trasversale insieme alla “teologia della geopolitica sovietica” che in molti casi spinge a ritenere che Mosca e i suoi alleati “laici” panarabisti abbiano sempre ragione, anche se l’unione sovietica non c’è più.

Ma è il genocidio armeno che ci aiuta a capire questo secolo tremendo, cominciato nel 1915 con il genocidio degli armeni e giusto oggi, nel 1917, a potersi far definire “il secolo lungo dei genocidi”. Innanzitutto si tratta di genocidi? Erano programmati, pianificati? Ma per quale motivo i Giovani Turchi decisero di eliminare tutti gli armeni dallo spazio anatolico? Lo storico Charles King ha risposto così: “I funzionari del governo ottomano erano determinati a smascherare qualsiasi quinta colonna (o presunta tale) che vedesse con favore gli obiettivi territoriali degli Alleati. Nell’Anatolia orientale unità dell’esercito e milizie irregolari organizzarono la deportazione di interi villaggi armeni e di altri cristiani ritenuti potenzialmente fedeli alla Russia”. Da allora i regimi hanno fatto della repressione un’ideologia “totale”, tacciando ogni dissidente di essere “una quinta colonna” dei nemici della nazione; in questo il genocidio degli armeni, per difendersi da “quinte colonne” delle mire espansioniste russe, ha aperto un’éra.

Le quinte colonne si sono viste ovunque: tra i palestinesi dei campi profughi in Libano, trucidati all’inizio della guerra civile libanese dai siriani a Tell al Zataar (1976); in Siria le quinte colonne sono state viste annidarsi tra i fratelli musulmani arroccati ad Hama (1982), il regime, minando l’intero centro cittadino, lo fece crollare su un numero imprecisato di sepolti vivi, forse 10mila, forse 50mila, forse ancora di più. In Iraq le quinte colonne sono state viste tra i curdi, sterminati da Saddam Hussein con i gas ad Halabja (1988), durante il conflitto con l’Iran. Quello dei sunniti siriani è l’ultimo devastante “genocidio difensivo”. Davanti al timore iraniano-siriano (sciita) di un’avanzata saudita (sunnita) nel Levante, isolando l’Iran nel suo spazio centroasiatico, il regime filo-iraniano di Assad con il sostegno dei gruppi khomeinisti ha preso la decisione: “Uccidiamo tutte le loro possibili quinte colonne”, cioè i sunniti. Proprio come avevano fatto i militari turchi con gli armeni.

Ecco come e quanto Assad martirizza la Siria con i gas

Durante la fase finale del recentissimo assedio di Aleppo, per conquistarla, l'esercito siriano ha usato otto volte il gas di cloro. Lo ha denunciato così Human Rights Watch: “Il tracciato seguito dagli attacchi con impiego di gas di cloro dimostra che essi erano coordinati con gli strateghi dell’operazione militare tesa a riprendere il controllo di Aleppo, non l’opera di alcuni…

Popolare di Vicenza e Veneto Banca, come infuria la battaglia con Cattolica Assicurazioni

Per la Popolare di Vicenza e Veneto Banca, i due gruppi che stanno cercando di salvarsi fondendosi ed evitando di finire in risoluzione con le regole del bail-in, la buona notizia è che dall'Europa sembrano esserci delle schiarite sull'autorizzazione alla ricapitalizzazione preventiva. La notizia meno buona è invece che il fabbisogno complessivo delle due banche venete sarebbe stato collocato in…

xi jinping, trump dazi Xinjiang

Chi sono gli sherpa del presidente Xi Jinping che preparano il vertice con Donald Trump

L'attesa è spasmodica. In Florida, nel resort di Mar-a-lago, in questo fine settimana Cina e Stati Uniti, per la prima volta dall'elezione di Donald Trump, affronteranno dossier caldi che tengono il mondo con il fiato sospeso: dallo spionaggio informatico al nucleare in mano alla Corea del Nord, dal commercio internazionale al neo protezionismo che vuole mandare per aria i benefici…

sartori

Vi racconto quel geniaccio di Giovanni Sartori

Giovanni Sartori, Vanni per gli amici, persino per Indro Montanelli, al quale l’amicizia non impediva di invidiarne la schiettezza, la scrittura limpida, il sarcasmo e soprattutto la caratura “scientifica”, che al toscanaccio di Fucecchio metteva persino soggezione, mi mancava già da parecchio. Da quando il Corriere della Sera smise di chiedergli editoriali, o lui di proporgliene. Questo non l’ho mai…

Bessi, Ilva

Ilva, vincerà Mittal o Jindal?

Rispetto a 50 anni fa oggi sappiamo molto di più su come l'uomo opera nell'industria, nei servizi e in ogni campo produttivo e della sostenibilità ambientale. Fra 50 anni chi si guarderà indietro concluderà che sapevamo poco o nulla. Soprattutto oggi, perché ci troviamo nella parte più ripida della curva di crescita economica, così come dell'apprendimento tecnologico e, non dimentichiamoci…

Fabrice_Hadjadj

Il progressismo moderno è morto. Parola del filosofo cattolico Fabrice Hadjadj

“Siamo in un'epoca in cui il progressismo moderno è morto. In pratica, è stato ridotto in polvere ad Auschwitz e Hiroshima. In teoria, è stato rimesso in causa dalla consapevolezza scientifica del carattere finito della specie umana, e della sua inevitabile estinzione, assunta come vero e proprio punto di vista sul mondo”. È uno sguardo preoccupato, anti-nichilista e tuttavia vicino…

Come e perché si traccheggia a sanzionare Assad in Siria

Dopo il bombardamento con un agente chimico, probabilmente gas nervino, di ieri mattina a Khan Sheikhoun, nella provincia nordoccidentale siriana di Idlib, i social network sono stati invasi da foto agghiaccianti delle vittime. Le prime stime parlano di 58 morti, di cui 11 bambini, e centinaia di persone gravemente intossicate, con i tipici sintomi del gas sarin. La notizia ha…

intelligenza artificiale

Vi racconto cosa fa Watson di Ibm nella medicina

Di Daniela Scaramuccia

Watson, il sistema cognitivo di IBM, per la prima volta in Europa è entrato in una facoltà di medicina, introducendo in corsia le tecnologie di intelligenza aumentata a supporto dell’insegnamento e della ricerca. Gli studenti del terzo anno di medicina dell’Humanitas University, infatti, potranno contare su un supporto cognitivo per la loro formazione e per approcciare al meglio la vita…

Torino, tutti i dettagli sulla battaglia Pd-scissionisti a colpi di espulsioni

Alla fine sono arrivate, a Torino, le prime espulsioni dal Pd degli aderenti ad Articolo 1, l'ala scissionista guidata da Roberto Speranza ed Enrico Rossi. Sotto la Mole sono 20 i militanti cancellati dall'anagrafe del Pd, tutti facenti capo ad Aldo Corgiat, ex sindaco di Settimo Torinese e dalemiano di ferro. Con lui, vengono accompagnati alla porta i suoi fedelissimi, in buona…

Gianluigi Nuzzi (giornalista e scrittore)

Perché andrò ad Ivrea chiamato da Davide Casaleggio. Parla Gianluigi Nuzzi

Ci sarà anche il giornalista e scrittore Gianluigi Nuzzi alla prima dell'associazione intitolata a Gianroberto Casaleggio che sabato a Ivrea - all'Officina H dell'Olivetti - esordirà con un evento sul futuro cui parteciperanno numerosi tra manager, intellettuali, accademici e giornalisti. Una giornata di approfondimento e dibattito durante la quale il tema del futuro sarà analizzato da sei diverse angolature: la tecnologia, il…

×

Iscriviti alla newsletter