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Il caso dei quattro cardinali che lo scorso settembre avevano inviato al Papa una lettera contenente quattro dubia (dubbi) sull’interpretazione dell’esortazione post sinodale Amoris laetitia non accenna a diminuire. Anzi, ogni giorno che passa le bordate si moltiplicano, con scambi di accuse e attacchi da fronti contrapposti. Ieri è stata la volta del Decano della Rota Romana, mons. Pio Vito Pinto, che dalla Spagna è arrivato a ipotizzare che il Papa possa privare del cardinalato i quattro cardinali, e cioè Walter Brandmüller, Raymond Leo Burke, Carlo Caffarra e Joachim Meisner. “Quale chiesa difendono questi cardinali? Il Papa è fedele alla dottrina di Cristo. Ciò che hanno fatto questi cardinali è uno scandalo molto grave che potrebbe portare il Santo Padre a privarli della berretta cardinalizia, come è già accaduto in altre epoche della storia”.

“UNO SCANDALO MOLTO GRAVE”

Le dichiarazioni del decano sono state raccolte dal sito Religión Confidencial, che ha dato conto di altre bordate del monsignore all’indirizzo di “questi quattro cardinali” che hanno commesso “uno scandalo molto grave”. La cosa peggiore, ha aggiunto, è che i porporati, “come altre persone della chiesa che pongono in dubbio la riforma di Papa Francesco e la sua esortazione post sinodale Amoris laetitia stanno discutendo due sinodi sul matrimonio e la famiglia. Non uno, ma due! Non si può dubitare dell’azione dello Spirito Santo”. Mons. Pinto ha altresì chiarito che il Pontefice ha già risposto ai dubbi, seppur in maniera indiretta: “Ha detto loro che essi vedono solo bianco o nero, quando nella Chiesa, invece, ci sono varie sfumature di colori”.

LA RISPOSTA DI PADRE SPADARO

E che il Pontefice abbia già risposto lo ha detto anche padre Antonio Spadaro, direttore della Civiltà Cattolica e assai ascoltato a Santa Marta. In un articolo apparso sul sito della Cnn, il padre gesuita ha scritto che “durante il Sinodo, tutte le necessarie risposte sono state date. Da allora, molti altri pastori, tra cui molti vescovi e cardinali, hanno portato avanti e approfondito la discussione, anche recentemente. Il Papa ha anche indicato il cardinale Schoenborn come un fedele interprete del documento. Così, io credo – ha proseguito Spadaro – che una coscienza dubbiosa possa facilmente trovare tutte le risposte che cerca, se le cerca con sincerità”.

NON BISOGNA CREARE DIVISIONI

“Le interessanti domande poste dai quattro cardinali, sono già emerse durante il Sinodo, dove il dialogo è stato profondo, esteso e soprattutto franco. Amoris laetitia è solo il frutto maturo della riflessione di Francesco dopo aver ascoltato ciascuno e letto il documento finale del Sinodo”, ha aggiunto. E questo, ha osservato il direttore della Civiltà Cattolica, “è il risultato di un Sinodo e non solo l’idea personale del Pontefice, come molti potrebbero pensare”. Padre Spadaro ha anche ribadito che il Papa “non ha mai bloccato il dibattito”, a patto però che esso sia “leale” e “motivato dal bene della chiesa”. Vi è però un’altra possibilità, che ha a che vedere con “coloro che usano la critica per altri fini o pongono domande per creare difficoltà e divisioni”. In questo caso, “le cose sarebbero naturalmente diverse”.

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