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In Spagna la crisi politica sta facendo traballare i precari equilibri interni di alcuni partiti. Dopo la doppia sconfitta del premier Mariano Rajoy, durante le votazioni del 30 agosto e del 2 settembre, a seguito del dibattito per l’investitura, i socialisti del Partito Socialista Operaio Spagnolo (Psoe) ci vogliono riprovare. Mentre in Italia il Movimento Cinque Stelle vive momenti di agitazione per la vicenda romana, in Spagna anche le diatribe per la gestione locale del partito, a Madrid, provocano tensioni nella direzione generale.

I SOCIALISTI CI RIPROVANO

Sui giornali spagnoli si accenna alla possibilità che Pedro Sánchez si ricandidi, nonostante abbia perso a febbraio. L’accordo con Ciudadanos o Podemos è molto lontano dal concretizzarsi, ma è l’unica formula aritmetica possibile. Bocciata la proposta di Rajoy come rappresentante dell’alleanza Partito Popolare-Ciudadanos, la coalizione di sinistra resta la sola strada percorribile per riuscire a formare un nuovo governo. Il Re Filippo VI continua le consultazioni e ha ancora due mesi di tempo per trovare un nuovo candidato. In un video de La Sexta, Pablo Iglesias, fondatore e segretario generale di Podemos, e Íñigo Errejón, segretario politico del partito, spiegano come potrebbe funzionare l’unione di diverse forze politiche di sinistra.

GEMELLI DIVERSI

Sono note da quest’estate le differenze tra Pablo Iglesias e Íñigo Errejón (qui il ritratto di Formiche.net). Un articolo pubblicato sul sito Expansión, intitolato “Iglesias y Errejón, enemigos íntimos”, spiega il perché degli scontri strategici tra i due leader. “Il fallimento elettorale di Unidos Podemos (il 26 giugno, ndr) ravviva le differenze strategiche del leader podemita e il suo ‘numero due’, che lamenta i risultati della coalizione. Pablo Echenique avverte che l’erba cattiva sarà tagliata”, si legge nell’articolo di Yago González. “Íñigo Errejón e Pablo Iglesias possono finire come Ben-Hur e Messala – continua l’articolo – amici intimi nella gionivezza che, per discrepanze politiche, e soprattutto per l’ambizione di potere del secondo, sono diventati nemici”.

DIVERSE STRATEGIE

Per González è chiaro da tempo quello che vogliono Iglesias ed Errejón: fare del Psoe l’alternativa al Pp: “Si scontrano non per il fine, ma per i mezzi per riuscirci. L’ossessione è precisamente quella di allontanare Podemos da tutto quello che può odorare di ‘sinistra’. Lui è l’artefice della trasversalità, vuole che il partito sia un rifugio attraente per tutti quelli che sono disgustati dal sistema, sia un vecchio comunista che un professionale liberale o un giovane che ha da poco acquisito coscienza politica”. Per questo l’ultima campagna di Podemos si è concentrata sul positivismo, i sorrisi e i cuori.

Iglesias, invece, vuole conquistare il territorio della sinistra. Dal 2014 si è sempre dichiarato “comunista”, “marxista” e ammiratore del modello politico seguito dal presidente venezuelano Hugo Chávez. I suoi riferimenti sono l’ex presidente uruguaiano José Mújica e il cileno Salvador Allende.

IL CONFRONTO A MADRID

La partita per la leadership di Podemos si gioca a Madrid. Secondo il quotidiano El País, la candidatura regionale promossa da Rita Maestre si unisce all’iniziativa di Tania Sánchez per rinnovare il partito: “Dirigenti inquadrati nel settore più vicino a Íñigo Errejón, come il portavoce del Comune della capitale, Rita Maestre, o il capo del gruppo parlamentare regionale, José Manuel López, hanno presentato una candidatura al congresso che ancora non ha formalizzato una lista e cerca di fare spazio a un processo di riflessione che rinnovi il partito”.

LA SCOMMESSA DI ERREJÓN

In un articolo pubblicato sul sito del quotidiano La Razón, Iolanda Mármol sostiene che “Podemos mercoledì ha subito una scossa interna dalle conseguenze imprevedibili, che potrebbe supporre o un cambio di destino nell’organizzazione o lasciare al settore ‘errejonista’ in rovina […] Per sorpresa e sconcerto di Pablo Iglesias, è stata presentata una candidatura diversa da quella da lui proposta per la direzione del partito a Madrid, ruolo di vitale importanza”.

TRASVERSALE O DI SINISTRA?

Tra ottobre e novembre si definiranno le posizioni per l’Assemblea Cittadina Statale, prevista dallo statuto del partito Podemos. All’inizio del 2017 dovranno essere definiti identità e direzione del partito. Gli analisti sostengono che se vincesse l’ala “errejonistas”, a Madrid, il partito potrebbe diventare più trasversale e alternativo. Se vincesse, invece, l’ala che sostiene Iglesias, Podemos si sposterebbe ancora più a sinistra.

LO SCHERZO SU TWITTER

Prima di arrivare alla seconda votazione in Parlamento, prevista per il 2 settembre, Iglesias ha twittato: “È tutto il giorno che @ierrejon mi infastisce chiedendomi quale camicia mi metterò oggi […] ovviamente questa, no?”. Nella foto Errejón con una maglietta blu alla quale è stata aggiunta, con un fotomontaggio, il simbolo della Falange spagnola, partito di ideologia fascista degli anni ’30. Errejón non ha mai risposto allo scherzo.

errejon 2

errejon e iglesias

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