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Parole (sovente a vanvera). Slogan (spesso senza costrutto). Polemiche (pur di far parlare di sé). E’ accaduto in questi giorni, non solo a Roma, durante la campagna elettorale per le comunali. Nella capitale, tra l’altro, ha tenuto banco per giorni la baruffa intorno ad Acea innescata da alcune dichiarazioni del candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, Virginia Raggi, che hanno provocato dibattito e diatribe. L’occasione per approfondire e magari chiarire posizioni, opinioni e prospettive sull’ex municipalizzata ora quotata in Borsa attiva nel settore energetico e idrico era un convegno “Energia per la Capitale” organizzato dalla Facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza. Al dibattito erano invitati i principali nomi in corsa per il Campidoglio ma ha partecipato solo Stefano Fassina, candidato di Sinistra Italiana. Alfio Marchini era rappresentato dal capolista e coordinatore della campagna elettorale Alessandro Onorato, Virginia Raggi dall’ex consigliere comunale – oggi in lista – Enrico Stefàno, mentre Roberto Giachetti e Giorgia Meloni hanno lasciato cadere l’invito. C’era però l’amministratore delegato di Acea Alberto Irace, che ha colto l’occasione per spiegare alcuni dei suoi progetti per il futuro della multiutility romana.

LA SOCIETA’

La società guidata da Irace e presieduta dall’avvocato Catia Tomasetti è attiva, come noto, nei settori dell’energia elettrica, dell’acqua e del trattamento dei rifiuti. Privatizzata e quotata in borsa nel 1999, è detenuta al 51% dal Campidoglio mentre il primo socio privato è il costruttore Francesco Gaetano Caltagirone con oltre il 15% del capitale sociale.

IL PIANO PER IL RINNOVO DELLA RETE

Nell’indicare quali siano le strategie romane della compagnia, Irace ha annunciato che a giugno presenterà al presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas Guido Bortoni il suo piano per il rinnovo della rete elettrica. L’obiettivo – ha affermato l’amministratore delegato di Acea – è “garantire 10 Kw di potenza a tutti gli utenti di Roma“. Un intervento che – ha sottolineato ancora – avrà ricadute positive dirette sui cittadini: “In questo modo potranno scegliere per il proprio riscaldamento o per avere l’acqua calda tra diverse fonti di energia. Quindi non più necessariamente il gas metano manche l’energia elettrica“. Irace ha quindi evidenziato quella che a suo parere è “la situazione paradossale” di oggi, nella quale si disincentiva l’uso dell’energia elettrica pur essendo i suoi costi molto inferiori a quelli dei combustibili fossili.

I DETTAGLI DEL PIANO

Un piano il cui costo complessivo si aggirerà tra uno e due miliardi di euro. “Credo ragionevolmente che l”Autorità lo approverà entro il prossimo settembre“, ha commentato Irace. Sarà attuato nell’arco di cinque anni e comporterà anche il rifacimento di quadri elettrici e montanti.

IL FIDANZAMENTO CON AMA

A margine dell’iniziativa Irace ha poi risposto alle domande di Formiche.net sulla possibile collaborazione con Ama, l’azienda capitolina dei rifiuti, detenuta al 100% dal Campidoglio. Ipotesi di sinergie che consentirebbe ad Acea di consolidarsi e di crescere nel business del trattamento dei rifiuti e che, al tempo stesso, permetterebbe di superare alcune della ataviche difficoltà di Ama, come l’insufficienza degli impianti di smaltimento a disposizione. Irace non si è nascosto ma ha messo anche alcuni paletti: “Abbiamo esperienza nel trattamento dei rifiuti e continueremo in questo senso. Per questo valutiamo le possibili sinergie, anche con Ama se sarà possibile, ma rimanendo dentro il perimetro della nostra competenza“. Il che tradotto sembra voler dire che Acea è interessata, ma solo a quella parte del ciclo dei rifiuti relativa al trattamento negli impianti, con l’esclusione di altre fasi tra cui, ad esempio, quella della raccolta.

L’IPOTESI AMA SECONDO IL PIANO INDUSTRIALE DI ACEA

D’altronde, l’ipotesi di un’alleanza con Ama è di fatto già prevista dal piano industriale di Acea, nel quale si parla ampiamente della possibilità di espandersi nel settore de rifiuti. “Il consolidamento/sviluppo degli impianti di trattamento rifiuti e di compostaggio” è, infatti, inserito tra i sei macro-obiettivi che l’utility intende perseguire nel prossimo quinquennio, in modo da scalare la classifica dei principali operatori italiani del settore e passare dal sesto al terzo posto. Affinché ciò avvenga, Acea mira a crescere nelle sue aree di riferimento (la principale è il Lazio), delle quali la società elettrica sottolinea “criticità e gap impiantistici” ma anche le “interessanti opportunità di crescita e consolidamento” che offrono.

Ecco i prossimi passi di Acea. Parla Alberto Irace

Di Andrea Picardi e Fernando Pineda

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