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Il trionfo elettorale di Donald Trump sembrava aver sconvolto il Messico. Trump aveva promesso la costruzione di un muro alla frontiera con il Paese vicino, per bloccare l’arrivo degli immigrati clandestini. Il presidente eletto aveva anche minacciato di bloccare l’invio di denaro dagli Stati Uniti se il governo messicano non avesse pagato per intero i costi del progetto, pari a circa 10 miliardi dollari.

Tuttavia, nel piano dei primi cento giorni di governo, il presidente eletto degli Stati Uniti non ha fatto riferimento né alla costruzione del muro con il Messico né all’abolizione dell’Obamacare.

LA DOPPIA FACCIA DI TRUMP  

Il presidente del Messico, Enrique Peña Nieto, aveva invitato Trump durante la campagna elettorale americana. L’incontro tra i due è stato cordiale, ma poi le dichiarazioni apparse sulla stampa sono state divergenti. Trump ha detto che Peña Nieto aveva accettato di finanziare il Muro, affermazione che il presidente messicano ha, invece, smentito.

Se poco dopo l’elezione, Trump sembra aver messo da parte, almeno temporaneamente, la costruzione di quel muro che tanto aveva fatto discutere in campagna elettorale, in materia di immigrazione il magnate si è limitato a promettere di voler “indagare su tutti gli abusi nei programmi per i visti che penalizzano i lavoratori americani”, si legge su Il Sole 24 Ore.

PARTNER ECONOMICO E COMMERCIALE

Il giorno dopo la vittoria di Trump il peso messicano è crollato del 13 per cento. I mercati non si sono più ripresi e l’incertezza per una degenerare dei rapporti tra i due Paesi vicini sta prendendo il sopravvento.

Il Messico è un grande alleato economico dell’America. Dagli Stati Uniti arrivano circa 24,3 miliardi di dollari, che gli immigrati inviano alle proprie famiglie in Messico, secondo le statistiche della Banca Mondiale. In Messico, quasi tutto il denaro che arriva dall’estero è prodotto in America, mentre è diretto in Messico un quinto dei soldi che escono dagli Stati Uniti.

INVIO DI DENARO: IL GRANDE TEMA

Trump potrebbe danneggiare i servizi di invio di denaro aumentando le commissioni o vietando il servizio agli immigrati senza documenti in regola. Questo è il tema che più preoccupa in Messico. Da alcuni anni l’invio di denaro dagli Usa è stato rallentato dall’aumento delle commissioni. Le nuove normative hanno fatto fallire piccole imprese che gestivano queste transazioni. Grande banche come Bank of America e JPMorgan hanno cessato di erogare il servizio, mentre Citigroup ha dovuto pagare una multa di 140 milioni di dollari per non aver applicato misure di sicurezza contro il riciclaggio di denaro. In Africa, è stata scoperto il finanziamento illecito dell’organizzazione terroristica Boko Haram proprio grazie a questo metodo di invio di denaro (qui l’articolo di Formiche.net).

EFFETTI ECONOMICI

Un eventuale blocco dei rapporti commerciali tra Messico e Stati Uniti potrebbe tradursi in un crollo del 2,3 per cento del Prodotto interno lordo messicano. Ma anche l’economia americana potrebbe risentirne: il Messico è il terzo partner economico degli Usa, dopo il Canada e la Cina. Il flusso di denaro è di circa 531 miliardi di dollari l’anno. Secondo il New York Times, le catene per fornire prodotti e servizi sono bilaterali: molto di quello che si produce negli Usa finisce nelle fabbriche messicane, per poi tornare sul mercato americano. Il Mexico Institute ha calcolato che circa cinque milioni di dipendenti statunitensi sono legati direttamente al commercio messicano.

“Il pericolo è chiaro e latente. Ogni momento sarà una nuova sfida. Ogni nuovo passo o dichiarazione sarà qualcosa che non ci farà sentire comodi e quello pregiudicherà tutti”, ha spiegato Rossana Fuentes-Berain, direttrice di México Media Lab e fondatrice dell’edizione latinoamericana di Foreign Affairs.

Secondo l’analista, il peso messicano ha vissuto la caduta più grande degli ultimi anni dopo la vittoria di Trump (il 13 per cento), ma non è nulla rispetto a quello che potrebbe ancora accadere. Ci sarà una svalutazione della moneta del 20 per cento e gli investitori si ridurranno, gli imprenditori saranno in panico”.

LA POPOLARITÀ DI PEÑA NIETO 

Intanto, la strategia adottata da Peña Nieto (modello politico ed economico da seguire, secondo il premier Matteo Renzi e Davide Serra) con Trump sta contribuendo a intaccare il suo futuro politico: solo due messicani su dieci approvano il suo governo. L’agenzia di sondaggi Parametría sostiene che è il presidente messicano con la popolarità più bassa degli ultimi 30 anni. Il 73 per cento dei messicano disapprova il suo lavoro. Per lo scrittore messicano Antonio Ortuño, Peña Nieto è “il peggior presidente che abbiamo sofferto in un Paese che ha la tradizione di avere pessimi presidenti”.

Che cosa si teme in Messico con Donald Trump alla Casa Bianca

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