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“Todos somos americanos”: così, in spagnolo, Tim Kaine ha esordito, a Miami, nella prima sortita dell’appena costituito ticket democratico. Hillary Clinton e Kaine, il suo vice, un senatore ed ex governatore della Virginia, un cattolico di 58 anni impegnato nel sociale, si sono presentati insieme di fronte a un pubblico costituito in gran parte da elettori ispanici.

L’impatto mediatico della ‘prima volta’ di Hillary e Tim insieme è stato un po’ offuscato dalle cronache di sangue della giornata, dalla Germania e dall’Afghanistan.

Alternando l’inglese allo spagnolo, imparato quando faceva il volontario in una missione gesuita in Honduras, Kaine, che è cattolico, ha attaccato il candidato repubblicano Donald Trump, il cui messaggio pessimistico è che bisogna risollevare gli Stati Uniti da dove i democratici li hanno sprofondati in otto anni di amministrazione Obama.

Kaine ha ricordato che “l’America non e’ stata costruita sulla paura”. La Clinton lo ha definito “tutto ciò che Donald Trump e Mike Pence (il suo candidato vice, ndr) non sono”. E ha definito il rivale “un despota”: “Lui non è vera democrazia”, lui non capisce l’America se pensa di potere fare tutto da solo; e non è vero che gli Usa sono in declino.

L’ex first lady aveva annunciato solo venerdì la sua scelta. Per il proprio esordio il duo democratico ha optato per un banco di prova abbastanza ostico, cioè uno Stato come la Florida spesso schierato con gli avversari repubblicani.

Domani, si aprirà a Filadelfia la convention democratica in cui la Clinton e Kaine riceveranno l’investitura ufficiale del partito per le elezioni presidenziali dell’8 Novembre.

(post tratto dal blog di Giampiero Gramaglia)

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