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Il piano nazionale italiano per la banda larga ad alta velocità nelle aree a fallimento di mercato è in linea con le norme sugli aiuti di Stato. Lo ha stabilito la Commissione europea completando l’ultimo tassello necessario per la messa in opera del primo bando che avvierà gli interventi nelle prime sei regioni italiane. Ecco la decisione dell’Antitrust europeo, i primi bandi di gara e le società pronte a costruire le infrastrutture di rete. Mentre Prysmian, unico produttore di fibra in Italia, ne beneficia già a Piazza Affari.

LE PAROLE DI VESTAGER

Il piano, che “sarà finanziato direttamente dallo Stato, che ne manterrà la proprietà, e incaricherà un concessionario per la gestione della rete, ha un valore totale di 3,4 miliardi di euro, e “aiuterà il paese a dotarsi delle infrastrutture necessarie”, ha dichiarato la responsabile dell’antitrust europeo, Margrethe Vestager.

Il piano messo a punto dal governo italiano, secondo la commissaria Ue “non è distorsivo della concorrenza, consentirà a cittadini e imprese di usare internet in maniera più veloce, aiuterà l’Italia a costruire le necessarie infrastrutture e contribuirà alla creazione di un mercato unico digitale nell’Unione europea”.

La Commissione “ha valutato la misura ai sensi delle norme UE sugli aiuti di Stato, in particolare degli orientamenti sulle reti a banda larga del 2013 che mirano a garantire, tra l’altro, che il finanziamento pubblico non si sostituisca agli investimenti privati e che assicurano inoltre che altri prestatori di servizi possano utilizzare l’infrastruttura finanziata pubblicamente su base non discriminatoria proteggendo in tal modo la concorrenza effettiva, un fattore essenziale per gli investimenti e per offrire prezzi e qualità migliori ai consumatori e imprese”.

IL COMMENTO DI GIACOMELLI

“Il piano – ha detto il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli – rappresenta ‘uno dei più importanti processi di modernizzazione economica della storia della repubblica’, per citare il presidente dell’Antitrust Pitruzzella. Dopo vent’anni il paese tornerà ad avere una rete pubblica nelle aree bianche”. “Sbaglia chi pensa – ha aggiunto – che le aree bianche siano poco interessanti dal punto di vista economico. Non stiamo parlando di un’Italia residuale, ma di 7300 comuni italiani su 8mila e 13 milioni di cittadini. Per capirci più del 70 per cento delle imprese lombarde si trova in aree a fallimento di mercato. L’Istat ha parlato di benefici in termini di produttività dal 7 al 23 per cento a seconda delle regioni e dei settori”. Secondo Giacomelli, l’infrastruttura pubblica garantirà “investimenti adeguati e un’effettiva parità di condizioni ai privati perché possano offrire in concorrenza i propri servizi sulla rete”.

COSA SUCCEDE A PRYSMIAN

A festeggiare a Piazza Affari l’ok della Commissione Ue al piano per la banda ultralarga è soprattutto Prysmian, la società nata a Milano 40 anni fa che opera sul mercato italiano ed estero con una struttura specializzata nella produzione di fibre ottiche, la società Fibre Ottiche Sud srl di Battipaglia (SA), in crescita del 3,79% a 19,15 euro. Leader mondiale dei cavi e proprietaria di uno dei tre brevetti nel mondo per fare fibra, Prysmian vende meno del 5% delle sue fibre in Italia.

Philippe Vanhille, Senior Vice President Telecom Business di Prysmian Group ha dichiarato nei giorni scorsi di aver già preso contatti per discutere le possibili forniture di fibra per la rete a banda larga. I suoi timori? “Che l’Italia possa realizzare una rete passiva che non sia di sufficiente qualità”, ha detto in un recente convegno illustrando i prodotti innovativi di Prysmian, cavi sempre più robusti, tolleranti a tutti i tipi di danni.

“Gli analisti di Banca Akros – si legge su MF/Milano Finanza – hanno ricordato che, secondo quanto dichiarato recentemente da Prysmian, il mercato italiano ha ottime potenzialità: ‘oggi conta per 2 milioni di km di fibra l’anno, pari al 33% del mercato francese, ma potrebbe raddoppiare con l’avvio del progetto'”, hanno spiegato gli analisti di Banca Akros che sul titolo hanno ribadito il rating accumulate e il target price a 24,50 euro.

Oggi Equita ha alzato il peso del titolo Prysmian nel suo portafoglio principale di 50bps (rating buy e target price a 24 euro confermati) “perché la recente correzione è stata troppo penalizzante viste le caratteristiche del titolo”.

LE AZIENDE INTERESSATE

Al momento giocano a carte scoperte Enel open fiber, Telecom Italia, Eolo e Retelit, che hanno già manifestato l’intenzione di partecipare ai bandi, mentre nessuna dichiarazione esplicita sembra essere giunta al momento da Fastweb, Metroweb e Infracom, per citarne alcuni.

IL RUOLO DEI COSTRUTTORI

Il piano potrebbe rappresentare un bottino anche per i costruttori (Site, Sirti, Sielte, Telebit, Valtellina etc) che hanno strategicamente dichiarato di non voler entrare in nessun consorzio concorrente ma di intervenire solo ad aggiudicazione avvenuta e in solo subappalto.

I BANDI E LA FUNZIONE DI INFRATEL

Soggetto attuatore del piano sarà Infratel, la società del Ministero dello sviluppo economico che all’inizio di giugno ha pubblicato il primo bando di gara nelle aree bianche di sei regioni, laddove cioè gli operatori privati non hanno previsto alcun investimento.

I bandi mettono sul piatto subito 1,4 miliardi di euro per coprire 6,5 milioni di cittadini entro il 2020, in sei regioni: Abruzzo, Molise, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto. Il governo ha annunciato che entro l’estate arriveranno i successivi bandi per le restanti regioni.

Ai vincitori dei bandi pubblicati sul sito di Infratel sarà affidata la costruzione, gestione all’ingrosso e manutenzione delle infrastrutture in banda ultra larga nelle aree a fallimento di mercato del territorio nazionale.

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