Skip to main content

Non penso che questa riforma basti. C’è da fare di più.

Innanzitutto, occorre rafforzare i contrappesi. Il modello kelseniano di democrazia (gestire insieme) va coniugato con quello schumpeteriano (tu gestisci, io controllo, domani gestirò). Vanno condivisi alcuni valori di fondo. Ci si deve dividere sugli altri, sui quali competere. Su questi altri, debbono esercitarsi i controlli di chi è escluso. Questi controlli servono a bilanciare l’esercizio del potere da parte della maggioranza.

Il Parlamento ha abdicato, e non da tempo recente, alla funzione di controllo. È solo organo di legislazione o di ratifica delle leggi proposte dal Governo; la funzione di controllo del Governo non viene esercitata. La Corte dei Conti, che sarebbe l’“occhio del Parlamento”, è lasciata sola a predicare (e spesso finisce per razzolare male). Già ora con la riforma il nuovo Senato potrà essere un controllore più efficace, avendo una legittimazione diversa ed essendo espressamente chiamato a valutare le pubbliche amministrazioni e il loro rendimento sul territorio. Si tratta di una nuova competenza che andrà adeguatamente sviluppata.

La seconda esigenza è quella di dare finalmente attuazione a quell’ordine del giorno Perassi, che fu dimenticato dall’Assemblea Costituente. Nel clima della Guerra Fredda, De Gasperi, preoccupato della esigua base di consenso del nuovo Stato e spaventato dai risultati elettorali del 1946, influenzò i “padri costituenti” perché moltiplicassero le garanzie e le forze ritardatrici. I risultati elettorali del 1948 rassicurarono il partito di maggioranza e le garanzie furono lasciate in un cassetto fino al 1956 (la Corte costituzionale) e al 1970 (le Regioni). Oggi che il contesto è radicalmente cambiato, alcune soluzioni sperimentate con successo in altri ordinamenti potrebbero essere utilmente introdotte (ad esempio la sfiducia costruttiva).

L’ultima esigenza è quella di riequilibrare i poteri. C’è un continuo straripamento dei poteri delle procure, a danno dello Stato di diritto e con un continuo condizionamento degli altri poteri. Quello esecutivo e amministrativo è ormai ridotto al silenzio, perché le procure sono la suprema autorità ambientale, la suprema autorità urbanistica, l’ultima istanza della politica industriale, e così via. E non ci si ferma qui, perché il Senato sta esaminando un testo già approvato dalla Camera, che estende le misure di prevenzione in materia di mafia a tutta le ipotesi di corruzione. Si tratta di una legislazione ispirata dalla regola del sospetto, che metterà in ginocchio quel che resta dell’amministrazione pubblica italiana. Si crea un altro ramo del diritto. Nessuno vorrà prendere più decisioni per timore di essere soggetto ad immediate misure di prevenzione senza processo.

C’è, quindi, molto da fare, e molti mali nuovi vanno impediti.

Quinta e ultima parte dello studio “Cinque domande sulla riforma della Costituzione” (qui si può leggere la prima, qui la seconda, qui la terza e qui la quarta) a cura del giudice emerito della Corte costituzionale Sabino Cassese e pubblicato da Assonime (Associazione fra le Società Italiane per Azioni) (qui il pdf completo)

Maria Elena Boschi e Sabino Cassese

Ecco quello che manca alla ottima riforma costituzionale

Non penso che questa riforma basti. C’è da fare di più. Innanzitutto, occorre rafforzare i contrappesi. Il modello kelseniano di democrazia (gestire insieme) va coniugato con quello schumpeteriano (tu gestisci, io controllo, domani gestirò). Vanno condivisi alcuni valori di fondo. Ci si deve dividere sugli altri, sui quali competere. Su questi altri, debbono esercitarsi i controlli di chi è escluso.…

europa, parigi, elezioni, modello tedesco, ANGELA MERKEL, GERMANIA, Banche

Che succede in Germania tra pazzi, rifugiati e islamisti?

Va bene, a Monaco l’Isis non c’entrava (almeno stando alla versione ufficiale, che “dimentica” – diciamo – il grido “Allah Akbar” riferito da alcuni testimoni). E la follia individuale, sempre secondo la versione generalmente accettata, avrebbe giocato il ruolo principale in questo eccidio. Naturalmente, molto si potrebbe comunque dire su quanto il terrorismo “vinca” comunque, purtroppo: in termini di militarizzazione…

Ecco come Wikileaks ha funestato la convention democratica

Circa 20mila e-mail dei leader del partito democratico, pubblicate da Wikileaks, avvelenano l’attesa della convention di Filadelfia, che si aprirà nelle prossime ore, e alimentano la polemica mai sopita sulla parzialità dei vertici del partito durante le primarie per scegliere il candidato alla Casa Bianca. Il pacchetto di 19.252 mail è stato diffuso venerdì 22 e il suo impatto politico…

Cosa farà Eni in Egitto

Di Marco Valerio Solia

Un’incredibile scoperta ha rivoluzionato nell’agosto 2015 la mappa energetica del Vicino Oriente. Il ritrovamento del più grande giacimento di gas naturale del Mediterraneo, realizzato dall’ENI in acque egiziane, oltre a costituire un evento di portata storica, ha aperto importanti prospettive nel consolidamento dei rapporti tra Roma ed Il Cairo. L’intesa tra i due paesi, già molto forte, non potrà che beneficiarne ulteriormente. La fondamentale scoperta è…

Terrorismo, intelligence e guerra delle reti

E’ un mondo complesso quello determinato dalle nuove sfide tra intelligence e terrorismo.  Al centro di questo nuovo sistema c’è il concetto di rete e di interdipendenza. Della rete e della sua velocità sappiamo molto ma è l’interdipendenza è uno dei cambiamenti rivoluzionari che condizionerà, da oggi al futuro, qualsiasi strategia anche politica. D’altra parte le nostre frontiere subiscono quotidianamente…

The indispensable Atlantic Alliance support in defending Europe’s freedom and unity

Europe is struck by instability and political weakness. A contagious uncertainty is now assuming dangerous shapes with the risk of producing serious consequences worldwide. Western Europe is in the grip of fear, stuck in an asymmetrical war against terror, dealing with lack of cohesion, blocked by new localisms and never ending divisions. Eastern Europe is turning in a battlefield, crushed…

RUGGERO PO

Di tutto un Po

Quella che comincia domani sarà l’ultima settimana di Ruggero Po ai microfoni di Radio Rai, dove il conduttore di “Zapping” ha passato oltre metà della sua vita professionale. Dopo la grande avventura, da protagonista, della nascita e dell'affermazione delle "radio libere", dopo avere guidato a Radio1 i programmi più prestigiosi, il giornalista ha seguito per l'emittente pubblica il varo di…

Monaco - Kabul, la xenofobia della prima pagina di La Repubblica

odierno titolo di prima pagina ne "la repubblica": "il killer che odiava i ragazzi". invece, a taglio basso: "kabul, strage is nel corteo delle proteste".  mai avrei creduto che anche "la repubblica", il tempio del politicamente corretto, potesse essere tanto xenofoba. come è possibile dedicare il titolo di prima alla strage di monaco che risale a venerdì e che ha…

turchia, MATTEO RENZI ANGELA MERKEL FRANCOIS HOLLANDE

Lagarde, May, Merkel: tre donne vere al potere

Angela Merkel premier tedesco, Christine Lagarde Direttore Operativo del Fondo Monetario Internazionale, Theresa May premier inglese – tre signore già al potere che destano grande attenzione da parte della politica e dei media per la loro autorevole direzione di un contesto internazionale molto delicato. E la cosa che più ha interessato i giornali di gossip è il diverso modo di…

La Scuola Cattolica di Albinati, il valore di un libro troppo lungo

Di Marco Zoppas

Sì è vero, avrebbe meritato qualche sforbiciata qua e là. A volte il testo risulta lezioso o eccessivamente ricercato. Stonano alcune citazioni in inglese e soprattutto le citazioni delle canzoni come quella dei Talking Heads, Once in a Lifetime. Un esempio su tutti, quando a pag. 1130 Edoardo Albinati così descrive gli ultimi giorni del suo insegnante Cosmo: “Negli stessi…

×

Iscriviti alla newsletter