Skip to main content

È appena uscito il rapporto annuale 2025 della Med-Or Italian Foundation e, come sottolineano nell’introduzione Anna Maria Cossiga ed Enrico Casini, contiene nuove sezioni utili a cogliere nella loro complessità le numerose interdipendenze che legano il Mediterraneo alla dimensione politica globale. Pertanto, l’attento studio del report è vivamente consigliato non solo agli esponenti del mondo politico e imprenditoriale, ma anche a docenti e studenti che vivono quotidianamente nel mondo accademico.

Basta scorrere l’indice dei 28 capitoli per capire che si tratta di un supporto prezioso per le attività didattiche e di ricerca che le università italiane dedicano ai temi della sicurezza nazionale e della politica internazionale. Mi limito in questa sede a citare il capitolo redatto da Stefano Marroni sulla politica estera della nuova amministrazione americana. Marroni scrive che la disponibilità del presidente Donald Trump a dialogare con il leader russo Vladimir Putin è reale e si sostanzia anche nell’ambizione di allontanare la Russia dalla Cina, tema particolarmente controverso.

In Europa negli ambienti più conservatori (sia di destra sia di sinistra) circola da tempo l’idea che la determinazione con cui l’Unione europea e la Nato hanno reagito all’invasione russa in Ucraina sia stata una politica sbagliata, perché in questo modo si sarebbe favorito l’allineamento di Mosca a Pechino. Non si può escludere che questa narrativa sia il frutto delle campagne di influenza e di disinformazione messe in atto dalla Federazione Russa dal 24 febbraio 2022 a oggi. Questa tesi si basa, infatti, su una periodizzazione completamente falsa: la convergenza strategica tra Putin e il presidente Xi Jinping nasce, infatti, molti anni prima. La relazione speciale tra Mosca e Pechino è già pienamente operativa nel 2014, l’anno dell’occupazione militare russa della Crimea. È vero, però, che buona parte della diplomazia europea e americana all’epoca ne ha colpevolmente sottovalutato la portata.

L’ipotesi di una politica capace di incrinare i legami di ferro tra Russia e Cina è, inoltre, al centro di innumerevoli analisi nel mondo accademico e nei think tank di mezzo mondo. La grande maggioranza degli studi ritiene improbabile che sia possibile creare dall’esterno crepe sostanziali nella solida alleanza tra la Russia e la Cina sia per la crescente interdipendenza economica ed energetica sia per l’aumento della cooperazione in ambito militare.

Qualche settimana fa, il New York Times ha tuttavia pubblicato un documento (considerato autentico) attribuito alla divisione controspionaggio dell’FSB che mette in guardia il Cremlino dai molteplici rischi della crescente ingerenza della Cina negli affari interni della Russia. È un segnale interessante, ma di per sé non significa che Putin sia disposto o abbia l’interesse a cambiare strada. Vedremo.

Il capitolo che Marroni ha scritto per la fondazione presieduta da Marco Minniti ci ricorda che l’Italia ha un ruolo particolarmente importante da svolgere nei prossimi mesi proprio su questo fronte. L’influenza russa e cinese è in crescita nella sponda Sud del Mediterraneo e in diversi Paesi africani. Monitorare l’evoluzione delle relazioni sino-russe nei Paesi del mediterraneo allargato è un compito complesso, ma essenziale per la nostra diplomazia e per la nostra intelligence.

Segnalo in proposito un caso particolarmente interessante che appartiene all’universo digitale e delle telecomunicazioni. Sparkle (oggi controllata dal Tesoro e dal fondo spagnolo Asterion tramite Retelit) ha lanciato insieme all’Egitto e all’Oman un nuovo collegamento di cavi sottomarini con la Cina (la rete Genova-Hong Kong). In teoria, un progetto così ambizioso potrebbe consentire all’Italia di accrescere, e non poco, la sua capacità di influenza in Egitto e in Oman, e più in generale nella regione. Ma se ciò non accade la realizzazione della nuova arteria digitale rischia di diventare un nuovo segmento della Digital Silk Road perseguita da oltre dieci anni dal regime di Pechino. Gli interrogativi che circondano la nuova rete sono un ulteriore riprova che l’Italia non può continuare a prendere decisioni politiche caso per caso e che soprattutto non può permettersi di rimanere l’unica nazione del G7 priva di una strategia di sicurezza nazionale.

Mediterraneo conteso, l’Italia tra Mosca e Pechino. Il commento di Mayer

Il rapporto annuale di Med-Or mette in luce come le dinamiche tra Mosca e Pechino si riflettano sul Mediterraneo, dove anche l’Italia è chiamata a un ruolo di primo piano. Il commento di Marco Mayer

Perché il riciclo degli imballaggi va oltre ogni più ottimistica previsione

Nel 2024, secondo il Conai, in Italia sono stati riciclati il 76,7% dei rifiuti di imballaggio, ossia 10 milioni e 700 mila tonnellate dei circa 14 milioni immessi al consumo. Una crescita di un punto percentuale rispetto al 2023, quando le tonnellate sfioravano i 10 milioni e mezzo

Siria, via le sanzioni. Trump apre alla ricostruzione (anche italiana)

La Siria riemerge sulla scena globale: con le sanzioni revocate prima dall’Ue e ora dagli Stati Uniti, si ridefiniscono nuovi equilibri mediorientali. Dinamiche in cui Roma vede uno spazio per guidare la ricostruzione siriana e fungere da ponte diplomatico verso l’Europa, sostenuta dalla sua presenza duratura sul terreno

Banche russe sull'orlo di una crisi di nervi. Cosa sta succedendo

A pochi giorni dal drammatico Forum di San Pietroburgo, che ha squarciato il velo di rassicurazioni sull’andamento dell’economia russa, gli istituti lanciano un altro allarme rosso: sempre più imprese e famiglie non rimborsano i prestiti. E le sofferenze toccano quota 12 miliardi di dollari

Chi comprerà TikTok? L'annuncio di Trump e il via libera (non scontato) cinese

Trump annuncia di aver trovato un acquirente americano per TikTok, ma l’operazione resta appesa a un’incognita: il sì di Pechino. Tra i pretendenti ci sono Oracle e gruppi guidati da McCourt, MrBeast e Perplexity. Ma il governo cinese prende tempo e lascia intendere che la tutela dell’algoritmo sarà la vera linea rossa

Ecco come l'Italia può svoltare sull'energia. Gli Stati generali di Forza Italia

A Montecitorio gli Stati generali dell’energia con i manager delle grandi partecipate e il vicepremier Antonio Tajani. L’Italia è entrata in una nuova fase, fatta di importazioni e autosufficienza. La spinta di Terna sulla sicurezza della rete e il nucleare sempre più vicino

Esplorazione mineraria. Obiettivi e strategie del piano del governo

Parte il Programma nazionale di esplorazione mineraria dopo il via libera dal Comitato interministeriale per la transizione ecologica, con un investimento di 3,5 milioni di euro dedicati alla prima fase di indagine sui depositi naturali. Verranno inoltre offerte una serie di indicazioni agli investitori italiani ed esteri sulla disponibilità di materie prime presenti

Mosca occupa Luhansk e prepara l'assalto a Sumy. Ma non pensa a negoziare

La Russia concentra nuove forze nella regione di Sumy, spostando (temporaneamente) a nord l’epicentro del militare del conflitto. L’annuncio del controllo totale su Luhansk segna una svolta simbolica, mentre il presidente Trump ammette le difficoltà nel convincere Putin a trattare

Leonardo investe nella sicurezza cyber. L'accordo con la finlandese Ssh

Leonardo consolida la propria strategia nel dominio cibernetico con l’acquisizione del 24,55% della finlandese Ssh Communications Security, rafforzando il proprio portafoglio internazionale in ambito cyber. La partnership punta a rafforzare le capacità difensive in un contesto globale caratterizzato da minacce ibride crescenti e dalla necessità di risposte sovrane nel dominio digitale

Dai tavoli da gioco alle scelte di comando. Il ruolo degli wargames esplorato al Casd

L’evento ospitato a Palazzo Salviati esplora le potenzialità degli wargames per la formazione alla leadership, con interventi di esponenti civili e militari. Tra teoria e simulazioni, emerge chiaro il messaggio sull’importanza di queste attività nei processi di decision-making a livello apicale

×

Iscriviti alla newsletter