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Repubblica non ha dubbi: “L’attico di Tarcisio Bertone, 296 metri quadrati al terzo piano del prestigioso Palazzo San Carlo all’interno della Città del Vaticano, è stato ristrutturato nell’autunno 2013 con il denaro dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Ora è certo, come rivelano le carte pubblicate dall’Espresso in edicola oggi”.

I FATTI

Il tutto nasce da alcune lettere pubblicate dall’ultimo numero del settimanale, dalle quali emergerebbe non solo che il costo della ristrutturazione dell’appartamento dell’ex segretario di stato ammonterebbe a 422 mila euro, più del doppio di quanto finora noto, ma anche che la spesa sarebbe stata sostenuta direttamente dalla Fondazione Bambino Gesù. A documentarlo un carteggio tra Bertone e Giuseppe Profiti, ex presidente della Fondazione. Proprio Profiti, assieme all’ex tesoriere della Fondazione, Massimo Spina, sono indagati dalle autorità vaticane con l’accusa di peculato, appropriazione e uso illecito di denaro.

L’INDIGNAZIONE DELL’EX SEGRETARIO DI STATO

Bertone è indignato, e in un’ampia intervista concessa al Corriere della Sera ribatte che i documenti portati alla luce dall’Espresso non fanno altro che confermare quanto da lui sempre detto: “Si esclude ogni coinvolgimento economico della Fondazione. Lo scrivo esplicitamente: se si trovano contributi di ‘terzi’, dei benefattori, va bene, ma assolutamente nulla deve essere a carico della Fondazione. Io stesso ho cercato benefattori che pagassero la ristrutturazione di un appartamento che, lo ricordo, non è mio ma di proprietà del Governatorato. Poiché non se ne sono trovati, ho pagato di tasca mia, e salato, con i miei risparmi”.

“LA MIA ESTRANEITA’ E’ GIA’ STATA RICONOSCIUTA”

L’ex segretario di Stato, poi, non ci sta a essere accusato di aver usato fondi destinati all’ospedale Bambino Gesù: “E’ vergognoso che alcuni continuino a parlare di risarcimento. Io non ho restituito nulla perché non ho rubato nulla”. Ricorda, Bertone, che la donazione di 150 mila euro fatta pochi mesi fa all’ospedale non c’entra nulla con i sospetti legati alla ristrutturazione dell’appartamento: “La presidente dell’ospedale ha riconosciuto la mia estraneità, il cardinale Parolin ha detto che la questione è risolta. Saranno altri, semmai, a dover rispondere, io non sono sotto indagine”.

“VOGLIONO DISTOGLIERE L’ATTENZIONE DA VATILEAKS”

Non ha dubbi, il porporato piemontese, sulla ragione del clamore: “Mi pare una manovra evidente per distogliere l’attenzione dal processo Vatileaks. Che altro motivo ci sarebbe per uscire adesso? Bertone fa sempre notizia”.

LE MOSSE DEL PAPA

Scrive Paolo Rodari, sempre su Repubblica, che “chi collabora con Francesco racconta che l’apertura dell’indagine per i finanziamenti della ristrutturazione dell’attico non ha colto il Santo Padre di sorpresa”. Nessuna azione particolare è stata messa in campo dal Papa, solo la conferma della linea della “chiarezza e della trasparenza che vale per l’usciere come per il segretario di Stato”. Una linea che si concretizza in particolare con l’istituzione del Consiglio per l’Economia, l’organismo guidato dal cardinale Reinhard Marx, che ha come obiettivo “la trasparenza e una gestione più efficace delle risorse della Santa Sede”.

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