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Parte da un comune con 20 mila abitanti il nuovo progetto di Globe Postal Service (Gps). Mentre la liberalizzazione del mercato postale procede a singhiozzo, il player privato nato tre anni fa per iniziativa di due soci ha infatti presentato il suo nuovo progetto Welfare Mail, che partirà in fase di sperimentazione dal prossimo anno e che prevede la possibilità di effettuare, per esempio, il pagamento delle utenze nel comune toscano di Pescia, in provincia di Pistoia. Poste Italiane infatti, limiterà sempre di più l’erogazione del servizio presso alcune zone, specialmente montane, riducendo i giorni di consegna e chiudendo qualche uffico. Il progetto che potrà eventualmente essere proposto anche ad comuni montani della zona.

IL POSTINO SUONERA’ SEMPRE DI MENO

La cura dimagrante imposta dall’ad di Poste Francesco Caio che, chiusa la partita privatizzazione e Borsa, e che tre giorni fa ha incassato il rinnovo del contratto di programma che regola il servizio universale, è una scelta strategica ben precisa. La chiusura di un migliaio di uffici postali è ancora in stand by, ma i giorni di consegna si sono tuttavia molto ridotti, fino a ridursi in poco più di 5 da spalmare in un periodo di due settimane. Per i player privati può essere un’occasione da sfruttare. Se infatti la liberalizzazione del mercato infatti procede a rilento, come dimostra la proroga al 2017 del servizio recapito degli atti giudiziari strappata in extremis da Poste lo scorso settembre, nell’ambito dell’esame del ddl concorrenza alla Camera, è anche vero che la chiusura degli uffici postali riguarderà in gran parte le località montane.

GPS, L’OPERATORE DELLE CARTOLINE

Ma chi è Globe postal service? Creato pochi anni fa da Stefano Paniconi (attuale ad) e Cristiana di Grazia (presidente), Gps ha puntato sul business delle cartoline turistiche spedite dagli stranieri che visitano l’Italia nei rispettivi Paesi di provenienza. Con l’avvento del digitale, delle e-mail e di Facebook, spedire cartoline è però  diventato sempre più raro, quasi una pratica vintage. Gps ha fiutato l’affare creando un sistema di recapito con proprio titolo di spedizione (stamps Gps) e proprie cassette postali Gps, di colore giallo, che oggi sono circa 1.000. Risultato? In due anni Gps ha spedito 7 milioni di cartoline, arrivando a gestire 500 kg di posta al giorno e, come ha ricordato Paniconi, “a dare lavoro a 30 lavoratori diretti e 50 indiretti”.

COSA PREVEDE IL PROGETTO

Il progetto in fase di sperimentazione a Pescia, presentato ieri sera alla presenza, oltre che dei vertici della società, anche del sindaco di Pescia e presidente Uncem Toscana (Unione comunità montane) Oreste Giurlani e di Enrico Borghi, deputato e presidente dell’Intergruppo parlamentare per la montagna, sarà articolato in più fasi. La prima, che prevede la fornitura di una piattaforma multimediale per il pagamento dei bollettini e le ricariche mentre una seconda prevede la possibilità  di fornire un servizio di corriere espresso e la vendita di stamps Gps utili per la postalizzazione nazionale ed internazionale di corrispondenza. L’intero progetto poi si affiancherà a un’altra realtà, Ecco fatto, realizzato dall’Uncem, l’unione delle comunità montane.

UN MODELLO CHE FARA’ SCUOLA?

“Oggi invece dobbiamo vincere la sfida della competizione e della globalizzazione. Questo progetto è un’ipotesi interessante, dalla quale prendere spunto in futuro. Perchè il problema è che in Italia siamo tutti a favore della concorrenza e dell’infrastruttura purchè non si intacchi il nostro retrobottega. E questo è un limite. Per questo accettiamo la scommessa di Gps”, ha affermato Borghi. Il sindaco di Pescia Giurlani ha invece rivelato come siano stati i cittadini “a chiederci di cercare un operatore alternativo, per sperimentarlo sul territorio. Se questo progetto andrà bene spero si possa replicare a livello nazionale”.

Poste, al via il nuovo progetto di Gps

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