Skip to main content

Le forze armate americane e quelle ucraine sono divenute ancora più vicine, grazie all’ultima iniziativa relativa al comparto unmanned. Il nuovo progetto, chiamato “Artemis”, mira allo sviluppo di loitering munitions (termine tecnico per i sistemi comunemente noti come “droni kamikaze”) con raggio d’azione esteso e capacità di resistenza alle minacce di disturbo/spoofing Gps e di guerra elettronica, secondo le lezioni apprese proprio dagli scontri avvenuti nel teatro ucraino. Collaborando anche con aziende del paese in guerra con la Russia.

La Defense Innovation Unit (Diu) ha infatti annunciato l’assegnazione nell’ambito di Artemis di quattro contratti per la produzione di prototipi di droni, che saranno poi valutati in condizioni operative rilevanti. Due contratti sono stati assegnati ai produttori statunitensi di droni Aerovironment e Dragoon Technologies, mentre gli altri due sono andati alle aziende di software statunitensi Auterion e Swan, le quali però collaborano con non meglio precisate aziende ucraine che producono sistemi unmanned. Sono 165 le proposte presentate sotto l’egida di Artemis e valutate dal Diu negli ultimi quattro mesi, prima di scegliere il gruppo finale per passare alla fase di valutazione operativa.

Secondo un comunicato del Diu, sono già state effettuate dimostrazioni di volo per verificare le capacità dichiarate dalle aziende selezionate. “Per avere un prototipo di successo entro la fine dell’anno fiscale 2025, il passo successivo è il rispetto di un programma aggressivo di test e integrazione per completare la prototipazione e dimostrarne il successo entro la fine di maggio 2025”.

Il Diu non ha fornito alcun dettaglio sui progetti di droni selezionati, ma sono stati resi pubblici una serie di requisiti fondamentali. “Le capacità finali che usciranno dal progetto Artemis saranno piattaforme Uas monodirezionali, lanciate da terra e a prezzi accessibili, che opereranno a distanze comprese tra 50 e 300 km, si lanceranno in modo rapido e veloce, navigheranno a basse altitudini, trasporteranno una varietà di carichi utili, saranno rapidamente aggiornabili e aggiornabili e funzioneranno in ambienti disturbati, disconnessi, intermittenti e a bassa larghezza di banda e con il sistema satellitare di navigazione globale negato” si legge nel comunicato.

The War Zone nota anche che la linea di demarcazione tra i droni kamikaze a più lungo raggio e i tradizionali missili da crociera sta diventando sempre più labile, e che un sistema senza equipaggio che soddisfi i requisiti di Artemis, come la capacità di “trasportare una varietà di carichi utili”, potrebbe essere adattato ad altri ruoli, compreso quello di fungere da esca trasportando un sistema di guerra elettronica. Le munizioni a sosta possono anche avere capacità intrinseche di sorveglianza e ricognizione secondaria.

Sebbene nel suo comunicato il Diu non faccia riferimenti diretti al conflitto in Ucraina, si legge che “gli obiettivi del Progetto Artemis sono direttamente legati all’osservazione delle attuali condizioni di combattimento nel mondo reale e al feedback degli utenti finali del Dipartimento della Difesa su quali capacità potrebbero essere necessarie in questo spazio per affrontare le capacità di minaccia quasi alla pari in tutto il mondo”.

Usa e Ucraina collaborano sui droni kamikaze. Il progetto Artemis 

Le forze armate americane e ucraine stringono i legami nello sviluppo di droni kamikaze adatti alle nuove necessità del campo di battaglia. Mettendo a sistema le tecnologie di Washington e l’esperienza di Kyiv

007 nelle università. Perché le opposizioni dicono no all’articolo 31 del ddl Sicurezza

Il disegno di legge è al centro del dibattito politico. Approvato dalla Camera a settembre, l’articolo 31 ha suscitato critiche per il suo impatto sulla collaborazione tra enti pubblici e servizi segreti. Le opposizioni lo considerano una minaccia alla democrazia e alle libertà individuali, mentre il governo respinge le accuse di allarmismo

Costruire ponti tra Ue e Usa, l'Italia contro i solchi raccontata da Meloni

“In epoca di minacce ibride, la sicurezza è una materia molto vasta”. Dalla difesa dei confini, alla lotta al terrorismo, passando per l’importanza della cybersicurezza e la necessità di sviluppare e difendere il dominio sottomarino “è importante presidiare i gasdotti e le altre infrastrutture energetiche, garantire la sicurezza delle rotte commerciali e delle catene di approvvigionamento alimentari, presidiare il dominio spaziale. Tutte cose che non si fanno semplicemente con le armi”. Ecco cosa ha detto Giorgia Meloni al Senato

Israele riprende la guerra a Gaza. Salta la tregua con Hamas e crescono le tensioni regionali

Tra accuse incrociate, Israele ricomincia gli attacchi contro Hamas. La ripartenza della guerra a Gaza crea nuove tensioni regionali in Medio Oriente, dove l’amministrazione Trump non sta riuscendo nella mediazione e ha avviato una nuova campagna armata contro gli Houthi

Ora l'esercito europeo, ma il rapporto con gli Usa è irrinunciabile. Parla Malaguti

La linea sulla Difesa è quella della “cautela” considerando “la complessità dello scenario geopolitico” nella duplice convinzione però che “il rapporto con gli Stati Uniti è imprescindibile” così come la costruzione “dell’esercito europeo”. Resta prioritario arrivare al 2% del Pil e occhi puntati sul Mediterraneo. Conversazione con il deputato di Fratelli d’Italia, Mauro Malaguti, componente della Commissione Difesa

Gli Stati Uniti hanno bisogno di una nuova postura militare. Parola di Rosen

Secondo l’esperto, gli Stati Uniti devono rivedere la loro strategia militare alla luce dei cambiamenti economici e tecnologici globali, con il corrente modello di basi avanzate in Europa e Asia che non è più sostenibile. Washington deve sviluppare una nuova postura difensiva più mobile e tecnologicamente avanzata

Europa, un progetto politico alternativo rispetto a Piazza del Popolo?

Lo spazio più congeniale, e più coerente, che si può delineare d’ora in poi è quello della convergenza delle forze centriste, riformiste e seriamente europeiste. Al di là dei populismi, dei massimalismi e degli estremismi che proprio nella Piazza del Popolo abbondavano

Disarmare le parole per ritrovare credibilità. La lettera del papa letta da Cristiano

Disarmare le parole è il primo passo che Francesco vede necessario per riuscire a bonificare l’aria, per disarmare le menti e quindi disarmare la Terra. Riccardo Cristiano riflette sulla lettera inviata al Corriere della sera da papa Francesco

Obiettivo Germania. Byd pronta alla terza fabbrica in Europa

Il gigante cinese dell’auto elettrica potrebbe avviare i lavori per l’apertura di un terzo stabilimento nel Vecchio continente, dopo lo sbarco in Ungheria e Turchia. E proprio in Germania, il Paese più colpito dalla concorrenza cinese sulle quattro ruote. Ma la partita per il nuovo sito è ancora aperta

Così Modi e Jaishankar raccontano l’India dal Raisina Dialogue

Il primo ministro e il capo della diplomazia indiani sfruttano i riflettori internazionali del Raisina Dialogue per parlare dell’India e di come New Delhi vuole guidare la nuova multipolarità globale

×

Iscriviti alla newsletter