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Paura, sgomento, dolore, confusione. Si è risvegliata così Parigi, dopo una notte durante la quale almeno 6 attacchi terroristici simultanei, rivendicati dai jihadisti dello Stato Islamico, hanno tenuto letteralmente in ostaggio l’intera capitale francese e hanno provocato almeno 128 morti e 250 feriti, di cui 99 gravi. Da allora la strage monopolizza i media di mezzo mondo e, in particolare, quelli transalpini.

ATMOSFERA SOSPESA

Mentre si fa ancora la dolosa conta di chi non è riuscito a sopravvivere ai colpi di kalashnikov degli attentatori e le strade della città sono piombate in un clima surreale di coprifuoco, l’atmosfera in queste ore sembra essere sospesa. Si hanno poche notizie sui progressi della caccia ai terroristi sfuggiti alle teste di cuoio francesi e sulle azioni che il governo sta mettendo in atto per evitare che ulteriori, incontrollate, azioni possano avere luogo nelle prossime ore. La stessa confusione e frammentarietà delle notizie si riflette sui media.

LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI

Alcuni tra i principali quotidiani francesi sono focalizzati, nelle loro edizioni online, sulla ricostruzione dei tragici eventi di stanotte e su un aggiornamento costante delle razioni della politica nazionale e internazionale e sulle testimonianze dei sopravvissuti. Le Figaro titola sulle dichiarazioni rilasciate dal presidente François Hollande: “Un atto di guerra commesso da terroristi armati”, si legge in apertura di giornale.

IL VIDEO SCIOCCANTE

Le Monde riporta lo scioccante video amatoriale girato dal giornalista Daniel Psenny all’esterno del Bataclan, il principale teatro del massacro di stanotte, che documenta la fuga di chi riesce a mettersi in salvo tra gli spari, le urla e la drammatica immagine di una donna che si tiene con tutte le sue forze appesa a una finestra per sfuggire alla morte.

AGGIORNAMENTI A SINGHIOZZO

Le Parisien e Les Echos si concentrano sui nuovi indizi che aprirebbero ulteriori scenari. In particolare, il ritrovamento di un passaporto siriano, appartenente ad uno degli attentatori, e l’intercettazione di una macchina con quattro uomini pesantemente armati che poco fa avrebbero cercato di forzare il blocco all’entrata di Parigi, con l’intenzione di dirigersi verso il centro della città. Ma si tratta di aggiornamenti spot, slegati tra loro, spesso contraddittori, che rendono difficile ricostruire le dinamiche in atto.

GLI INTERROGATIVI ANCORA APERTI

Libération sottolinea proprio le lacune di informazione e la mancanza di chiarezza sullo stato dei fatti e scrive: “All’indomani degli attentati di Parigi e Saint-Denis, dopo che le informazioni fatte circolare si sono spesso contraddette, diverse questioni sono da chiarire e alcune domande restano ancora senza una risposta”. “I terroristi sono stati arrestati? Perché hanno scelto proprio quei luoghi? Perché non conosciamo ancora il numero preciso e il nome delle vittime?”, si chiede.

LE PREVISIONI

Anche La Tribune, che tenta di rimettere insieme i pezzi di quanto accaduto, cerca una risposta ai tragici fatti di stanotte riportando la testimonianza del giudice antiterrorismo Marc Trevidic che, in un’intervista rilasciata a Paris Match i primi di ottobre, avrebbe predetto quanto accaduto poche ore fa: “Siamo diventati il nemico numero uno dello Stato Islamico”. “Siamo ora nell’occhio del ciclone. Il peggio è davanti a noi. La Francia è particolarmente vulnerabile a causa della nostra posizione geografica, della facilità da parte dei jihadisti di entrare nel nostro territorio e della debolezza del nostro sistema di lotta al terrorismo”.

(articolo aggiornato alle ore 15)

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