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Con Donald Trump al centro, dieci candidati alla nomination repubblicana saranno protagonisti oggi, 6 agosto, del primo d’una serie di sei dibattiti televisivi in “prime time”: si parte dall’Ohio, uno Stato spesso decisivo nell’assegnazione della Casa Bianca. Accanto a Trump, ci saranno, fra gli altri l’ex governatore della Florida Jeb Bush e il governatore del Wisconsin Scott Walker, dati rispettivamente al 23, al 13 e all’11% nella media delle preferenze dei potenziali elettori repubblicani.

I dieci sono stati selezionati con il concorso della Fox News, che trasmetterà il dibattito in diretta alle 21.00, ora della Costa Est, cioè le tre del mattino di venerdì in Italia, sulla base dei più recenti sondaggi nazionali: ci sono pure i senatori del Texas Ted Cruz, del Kentucky Rand Paul e della Florida Marco Rubio, l’ex governatore dell’Arkansas Mike Huckabee, il neuro-chirurgo nero – l’unico – Ben Carson e i governatori del New Jersey Chris Christie e dell’Ohio John Kasich, che gioca in casa, il che l’ha probabilmente favorito in questa selezione.

Gli esclusi dalla scena principale, relegati a un pre-dibattito in un orario meno favorevole, sono sette, perché ai 16 già noti s’è recentemente aggiunto l’ex governatore della Virginia Jim Gilmore: la manager Carly Fiorina, l’unica donna del folto lotto repubblicano, gli ex governatori del Texas Rick Perry, di New York George Pataki e, appunto, della Virgina Gilmore, l’ex senatore della Pennsylvania Rick Santorum, il governatore della Louisiana Bobby Jindal e il senatore della South Carolina Lindsey Graham.

La formula del dibattito è stata un rompicapo per il Comitato nazionale repubblicano (Rnc), che, a memoria d’uomo, non s’era mai trovato confrontato a tanti candidati: metterli tutti e 17 insieme non è mai stata un’opzione, ma neppure la soluzione di una serie A e di una serie B pare perfetta. L’Rnc lavora volta a volta in tandem con la televisione ospite: in questo caso, appunto, Fox News. Quello del 6 agosto è il primo dei sei dibattiti avallati dal partito prima dell’inizio delle primarie.

Le esclusioni più sorprendenti dalla serie A sono quelle di Santorum, che nel 2012 fu il rivale più temibile di Mitt Romney, e soprattutto della Fiorina: la presenza di una donna avrebbe in qualche modo bilanciato il richiamo sulle donne della candidata democratica Hillary Rodham Clinton. Ma l’ascesa nei sondaggi di Trump, un imprenditore, s’è fatta soprattutto a discapito della Fiorina, una manager.

Però, in un gruppo così numeroso e con molti candidati poco noti a livello nazionale, i distacchi sono minimi e relativamente significativi: solo sei candidati, Trump, Bush, Walker, Cruz, Huckabee e Carson sono sopra il 5% e paiono certi, al di là dei margini d’errore nei sondaggi, della loro appartenenza alla serie A; e solo due, Pataki e Gilmore, appartengono di sicuro alla serie B.

Chi è favorito (e chi no) nel primo dibattito tv dei Repubblicani

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