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L’Italia si prepara a un 2025 di rinnovato impegno nelle missioni internazionali, con un focus sulla deterrenza Nato, la stabilizzazione del Mediterraneo e il rafforzamento delle capacità di intervento rapido delle Forze armate. Lo si legge nella Relazione analitica sulle missioni internazionali consegnata al Senato, il documento che ha il fine di riferire alle Camere sull’andamento delle attuali missioni internazionali delle Forze armate, nonché sullo stato degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, riportando, nelle schede allegate per ciascuna missione, le informazioni di sintesi. Il documento indica inoltre le missioni internazionali che il governo intende proseguire nell’anno in corso, così come deliberato dal Consiglio dei ministri. La strategia delineata da documento è chiara: più rapidità, più interoperabilità, più capacità di risposta. Il governo punta a consolidare la proiezione internazionale dell’Italia, garantendo continuità agli impegni esistenti e rafforzando la sua presenza nei contesti più critici. Dal quadro descritto dalla Relazione emerge la volontà del governo di mantenere un ruolo centrale nei principali scenari geopolitici, dalla sicurezza euro-atlantica alla lotta al terrorismo nel Sahel.

Il nuovo paradigma della flessibilità operativa

In particolare, il documento regista il cambio di passo in fatto di flessibilità operativa della presenza militare all’estero. Il governo ha, infatti, introdotto diversi strumenti per rendere più rapido il dispiegamento delle forze, semplificando l’iter autorizzativo e introducendo unità ad alta e altissima prontezza operativa. In concreto, significa che sarà possibile attivare rapidamente contingenti già operativi in altre aree, ottimizzando le risorse e garantendo maggiore efficacia sul terreno. Come autorizzato dal Parlamento nel 2024, il dispositivo militare italiano all’estero sarà composto da un massimo di dodicimila unità, con un finanziamento per il 2025 stimato in circa 290 milioni di euro.

La priorità strategica è la Nato

Il rafforzamento della presenza italiana in Europa orientale rimane una priorità. Il fronte est dell’Alleanza Atlantica resta in cima alle priorità di sicurezza, con la guerra in Ucraina che, nonostante l’avvio di un processo diplomatico che si preannuncia comunque lungo e complessi, continua a ridefinire gli equilibri strategici. L’Italia manterrà il proprio contingente in Lettonia, Bulgaria e Ungheria, nel quadro delle operazioni di deterrenza della Nato. Altra voce rilevante è il contributo alle operazioni di air policing, la sorveglianza dello spazio aereo alleato, con l’Aeronautica militare che continuerà a garantire missioni rotazionali su tutto il fianco orientale.

Orizzonte mediterraneo

Il Mediterraneo allargato resta un focus strategico imprescindibile per il nostro Paese. Il 2025 vedrà l’Italia proseguire la guida della missione Kfor in Kosovo, riaffermando il proprio impegno per la stabilizzazione della regione balcanica. In parallelo, il nostro Paese tornerà a guidare l’operazione Eunavfor Aspides a difesa delle rotte commerciali che attraversano il mar Rosso, sempre più minacciate dagli attacchi degli Houthi yemeniti. Sul fronte mediorientale, resta centrale la partecipazione alla missione Unifil in Libano, mentre in Iraq e Siria l’Italia continuerà il proprio impegno nella Coalizione globale anti-Daesh, con operazioni di addestramento per le forze di sicurezza locali.

Sguardo verso l’Africa

Il Sahel e l’Africa settentrionale restano aree di crescente instabilità. L’Italia, anche nel 2025, manterrà un contingente in Niger e nei Paesi del Sahel, con missioni finalizzate a contrastare il terrorismo jihadista e rafforzare le capacità operative delle forze locali. La crisi libica, sempre più polarizzata, rimane una preoccupazione centrale. La strategia italiana si concentrerà sul sostegno alla missione Onu Unsmil, con l’obiettivo di favorire una transizione politica stabile ed evitare il collasso del Paese, e la prosecuzione della partecipazione alla missione europea Irini, con l’obiettivo di garantire l’attuazione dell’embargo sulle armi imposto dalle Nazioni Unite. Prosegue anche l’impegno per la stabilizzazione della Somalia, cui l’Italia partecipa con personale di addestramento nell’ambito della missione europea Eutm.

Missioni internazionali. Su cosa punta l'Italia

L’Italia rafforza il proprio impegno nelle missioni internazionali per il 2025, puntando su rapidità di intervento e maggiore interoperabilità delle forze. Secondo la Relazione analitica presentata al Senato, il governo intende consolidare la presenza militare nei teatri più critici, attraverso il potenziamento delle forze ad alta e altissima prontezza operativa

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