Skip to main content

Gira da settimane in rete il video di un comizio di Matteo Salvini del settembre 2016. Siamo a Pontida, nel cuore dell’immaginario, dell’identità e della strategia leghista. Dal palco, il segretario scolpisce tra gli applausi un concetto chiaro. Un concetto apparentemente granitico: “Serve un limite di due mandati per ogni carica elettiva a cominciare dai parlamentari come c’è per i sindaci. È cosa buona e giusta perché dopo dieci anni penso che si possa lasciare spazio a qualcun altro che possa prendere il nostro posto a Bruxelles, a Roma o in Regione”. Salvini ne fece una questione di principio. Lo fa anche oggi, ma difendendo un principio opposto: eliminare il limite dei due mandati sarebbe una questione di democrazia. È la tesi enunciata su Repubblica da Roberto Calderoli in difesa nientemeno che della “sovranità popolare”. “Se deve esserci scelta democratica non può esserci limite”, dice Calderoli, ma se c’è un limite per i sindaci e per i presidenti di Regione, “allora per coerenza facciamo come i 5 Stelle e introduciamo il limite dei due mandati anche per i parlamentari”. Un limite che lo stesso Calderoli, contraddicendo il Salvini del 2016, dice però di non condividere. Insomma, un caos. Una strabiliante sequenza di contraddizioni utili a comprendere quanto poco i principi animino il dibattito in corso. Un dibattito nato, come è noto, dall’esigenza di Salvini di assicurare alla Lega altri cinque anni di guida della regione Veneto e di non ritrovarsi alle prese con un Luca Zaia disoccupato e pertanto libero di insidiare la leadership nazionale del partito.

Eppure, il limite di due mandati consecutivi per i sindaci di Comuni superiori ai 15mila abitanti fu introdotto nel ’93 proprio in ragione di un’ampia serie di principi. Principi che la Corte Costituzionale ha ben riassunto con la sentenza numero 60 dello scorso anno. Il limite di due anni al mandato dei sindaci, si legge, “costituisce un punto di equilibrio tra il modello dell’elezione diretta dell’esecutivo e la concentrazione del potere in capo a una sola persona”. Infatti, “il limite ha lo scopo di tutelare il diritto di voto dei cittadini […] impedendo la permanenza per periodi troppo lunghi […] che possono dar luogo ad anomale espressioni di clientelismo” e “serve a favorire il ricambio ai vertici dell’amministrazione locale ed evitare la soggettivizzazione dell’uso del potere dell’amministratore locale”. In sostanza, “la previsione del numero massimo dei mandati consecutivi […] riflette una scelta normativa idonea a inverare e garantire ulteriori fondamentali diritti e principi costituzionali: l’effettiva par condicio tra i candidati, la libertà di voto dei singoli elettori e la genuinità complessiva della competizione elettorale, il fisiologico ricambio della rappresentanza politica e, in definitiva, la stessa democraticità degli enti locali”.

Non c’è democrazia occidentale che non presupponga un limite temporale al potere scaturito dalle cariche elettive monocratiche, potere che naturalmente non è paragonabile a quello del singolo parlamentare.

Limitare i mandati dei governatori è questione di principio. Lo diceva anche Salvini

Non c’è democrazia occidentale che non presupponga un limite temporale al potere scaturito dalle cariche elettive monocratiche, potere che naturalmente non è paragonabile a quello del singolo parlamentare. Il commento di Andrea Cangini

Così Mediterraneo allargato e Indo Pacifico si integrano nell’IndoMed e MedAtlantic

Durante un panel del Raisina Dialogue di New Delhi, esperti da Europa e Golfo ragionano su quanto sia cruciale l’interconnessione tra Mediterraneo allargato e Indo Pacifico. Emergono sempre più contenuti nei concetti di IndoMed e MedAtlantic, perché sempre più Paesi nel mondo sono interessati alla connettività interregionale

Finanza verde, Pechino tenta l’allineamento a Bruxelles. Ecco perché

Le maggiori società cinesi dovranno attenersi a nuove misure di trasparenza dal sapore europeo. La mossa cinese vuole rendere più fluido il commercio e attrarre investimenti esteri. Ma anche le nuove regole cadono nelle contraddizioni del “comunismo con caratteristiche cinesi”

Fentanyl, l'emergenza in Italia (ancora) non c'è. Ma la guardia è alta. Parla Strano Rossi (Unicatt)

La diffusione del Fentanyl in Italia non è ancora un problema come negli Usa, ma l’attenzione è molto alta. Si tratta di un oppioide che agisce sul sistema nervoso ma, differentemente dalla cocaina e dall’eroina, è molto più potente e il rischio di overdose è altissimo. Conversazione con la tossicologa forense di Unicatt, Sabina Strano Rossi

Imec, la strada che l’Italia deve imboccare. Scrive Rizzi (Ecfr)

Di Alberto Rizzi

Il Corridoio economico India-Medio Oriente-Europa rappresenta un’occasione fondamentale per rafforzare il ruolo di Roma come centro di connettività e di aggiungere al progetto di hub energetico con il Piano Mattei una dimensione legata al commercio di beni. L’analisi di Alberto Rizzi, visiting fellow presso lo European Council on Foreign Relations

Rutte, strada spianata verso la Nato? Ecco cosa fa l’Italia

Politico rivela: il premier olandese ha l’ok di due terzi dei Paesi alleati, Usa compresi, per succedere a Stoltenberg. Al suo fianco anche Meloni, grazie al rapporto costruito nei viaggi a Tunisi sul dossier migranti

Le domande che dovremmo farci sulla disinformazione russa. La versione di Mayer

L’allarme lanciato dall’ammiraglio Cavo Dragone interroga la politica italiana ma anche i media. Come affrontare i tentativi di Mosca di influenzare la mentalità con cui l’opinione pubblica guarda ai singoli accadimenti? Scrive Marco Mayer

Con l'Ucraina, per una pace giusta. L'intervento del ministro Tajani

Di Antonio Tajani

L’Ucraina sta difendendo la libertà e la democrazia. Sono i valori fondanti della nostra identità europea e le basi del diritto internazionale, che intendiamo difendere perché nessuno Stato si senta più minacciato dal proprio vicino. Le democrazie liberali hanno il dovere di lavorare per arrivare a una “pace giusta” e il mondo libero è debitore verso le donne e gli uomini ucraini. Non sono soli: l’Italia continuerà a essere al loro fianco. L’intervento di Antonio Tajani, ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, pubblicato sull’ultimo numero della rivista Formiche

Export militare, arriva l'ok del Senato alla modifica della 185

Con il via libera del Senato, la riforma della legge per l’export militare passa alla Camera dei deputati. La modifica punta alla reintroduzione del Cisd, organo collegiale a cui parteciperanno i principali ministri coinvolti nella materia presieduti da Palazzo Chigi che si occuperà di formulare le politiche di scambio nel settore militare

Perché sarà l'Ucraina il perno del primo G7 a guida italiana

A due anni dall’inizio della guerra in Ucraina, il 24 febbraio si terrà la prima riunione del G7 a presidenza italiana con Kyiv come perno nevralgico del meeting, insieme anche ai dossier su crisi in Medio Oriente e Mar Rosso. E a proposito dei fondi sovrani della Banca centrale russa si sta ragionando in queste ore su come utilizzarli. Tutti gli appuntamenti in vista

×

Iscriviti alla newsletter