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Dalle “corna” di Berlusconi siamo passati all’inglese maccheronico e alle smargiassate di Renzi, capo del governo del Paese dei balocchi e degli allocchi.

Che un capo di governo, in lunghi 18 mesi, non abbia trovato il tempo di studiare un po’ di inglese e di fare conversazione in inglese su temi politici, non stupisce ma dà la certificazione della approssimazione di chi – per ora – ci guida.

L’esibizione di Renzi in Israele è stata meschina, esattamente come meschina (e tipica dei governi di sinistra) è la politica estera dei “due forni”.

Dice di stare con Israele, ma vuole l’autonomia della Palestina e la convivenza pacifica tra le 2 comunità eterologhe. Come, di grazia? La storia dal ‘900 ad oggi non ha insegnato nulla?

Esalta il ruolo dell’Italia nell’intesa tra Obama e l’Iran, ma trascura i “dettagli” della marginalità del ruolo della donna renziana e degli effetti dell’accordo sui rapporti USA-Israele e sulla diffusione di un certo tipo di integralismo islamico.

Da mesi diffonde messaggi sui media sulla “spartizione dei migranti tra i paesi UE”, venendo quotidianamente svillaneggiato dalla pratica altrui: respingimenti in Austria, Francia, Ungheria, Cipro etc. Tra l’altro, nessuna posizione netta sulla modifica dell’accordo di Dublino, con messa in atto “urgente ed immediata” del riconoscimento pieno e totale (impronte + foto oculare) di TUTTI COLORO CHE METTONO ILLEGALMENTE PIEDE IN ITALIA, senza che cio’ debba certificare la loro permanenza obbligata nel nostro paese.

Non ha realizzato un piano serio per l’accoglimento e la sistemazione delle decine di migliaia di immigrati irregolari, lasciando le rogne ai cittadini, ai sindaci ed ai prefetti;

Non ha capito che la vicenda greca avrà impatti pesanti per l’Italia e non solo perché non recupereremo mai i 40 miliardi regalati all’Ellade.

Renzi ci ha riempito di tasse.

Ci ha detto che avrebbe riformato l’Italia in poche settimane, in pochi mesi… ora siamo ai programmi pluriennali che ricordano i fantasmagorici piani programmatici della Russia di Lenin e di Krusciov.

Da giorni, sbraita che toglierà 45-50-60 (?) miliardi di tasse in tre anni, ma – nel frattempo – :

1) non ha restituito ai pensionati almeno 12 miliardi, che (lo ha detto la Consulta, con la sentenza 70/2015) sono stati a costoro indebitamente sfilati dalle tasche dagli anni 2012-2013 in poi… E lo ha fatto con l’ennesimo decreto legge, poi convertito in legge (109/2015) da una maggioranza cieca e sorda, su un tema importante come quello delle pensioni in essere. Piccolo particolare: la legge citata non rispetta la citata sentenza della Consulta. Quindi: i 300 di Leonida, la Confedir, la Federspev etc. impugneranno anche la legge 109/15;

2) non ha programmato il rinnovo – e la conseguente spesa  -dei contratti pubblici (CCNL) bloccati dal 2010, nonostante la sentenza della Consulta, pubblicata per esteso il 23 luglio….;

3) non ha sistemato i bilanci dell’INPS e la guerra in atto da mesi tra Tito Boeri (tecnico da lui scelto) e Poletti (ministro del lavoro da lui scelto). Nel frattempo, il bilancio INPS 2015 avrà un ennesimo buco di bilancio, oltre 6,5 miliardi;

4) non ha concluso la vicenda CNEL. Pochi lo sanno, ma la Consiliatura Cnel si è chiusa il 20 Luglio u.s. Non sono noti provvedimenti specifici, né la proroga dell’assetto esistente né il commissariamento dei vertici (atto ipotizzabile come incostituzionale). Nel frattempo, da gennaio 2015 ad oggi un’ottantina tra impiegati e funzionari CNEL continua ad essere pagata per attività teoricamente non più di competenza del Cnel stesso. Ad esempio, chi – d’ora in poi – terrà l’archivio dei contratti pubblici? Qualcuna col tacco 12?

Potremmo proseguire, ma siamo soffocati dal caldo e non vogliamo avere squilibri pressori, potenzialmente letali.

Esprimiamo 2 desideri. Primo, che la Boschi convinca Renzi a dare priorità alla LEGGE UCKMAR-CNEL su un fisco basato sul contrasto di interessi. Secondo, che Poletti faccia stare zitto Boeri o lo cacci con ignominia, perché turba la quiete pubblica…….

Stefano Biasioli

Segretario Generale CONFEDIR   

Ecco perché molti cervelli governativi sono disidratati

Dalle “corna" di Berlusconi siamo passati all’inglese maccheronico e alle smargiassate di Renzi, capo del governo del Paese dei balocchi e degli allocchi. Che un capo di governo, in lunghi 18 mesi, non abbia trovato il tempo di studiare un po’ di inglese e di fare conversazione in inglese su temi politici, non stupisce ma dà la certificazione della approssimazione…

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