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Lorien Consulting il 20 aprile ha condotto una ricerca sull’orientamento degli italiani sul tema della legge elettorale. Emerge evidentemente come i cittadini permangono lontani dal discorso politico attuale, segno ulteriore di un distacco sempre più profondo tra politica e società; tra l’immobilismo e le attenzioni trasposte dei rappresentanti di fronte ai bisogni e le richieste di chi, ormai, non si sente più rappresentato.

LA LEGGE ELETTORALE

La legge elettorale in discussione in commissione proprio in questi giorni è quanto di più oscuro può apparire agli occhi degli italiani, infatti ben il 74% della popolazione dichiara esplicitamente di non aver capito la riforma; mentre, tra quel 25% che ritiene di averla capita (per lo meno a grandi linee) solo il 65% ne da un giudizio complessivo. Sarebbe a dire che in questo momento la riforma ottiene il consenso informato di solo un italiano su sei, decisamente poco per una legge fondamentale per definire le regole del gioco e gli assetti, anche istituzionali, della rappresentanza politica stessa.

D’altro canto il 32% la ritiene semplicemente inutile o che comunque non modificherà la situazione mentre soltanto il 25% la considera una necessità importante. A maggior ragione ciò è evidente se si considera che l’attenzione dagli italiani è sempre stata indirizzata a restituire ai cittadini un potere diretto di scelta sugli eletti, questione già nei fatti superata dal cosiddetto consultellum.

MINORANZA PD

Anche la posizione della minoranza del PD, anche se forse sarebbe meglio parlare di “minoranze” al plurale, rimane perlopiù poco chiara agli italiani (solo il 24% dichiara di averla capita) e più o meno la stessa quota si ritrova d’accordo con la scelta di non votare la legge elettorale. Non meglio tra gli elettori potenziali del PD dove solo il 20% si dichiara d’accordo con la scelta di votare contro.
L’accordo risulta appena maggiore sulla richiesta di eliminare i capolista bloccati: il 29% degli elettori del PD lo ritiene giusto in quanto offre ai cittadini la possibilità di scegliere i candidati che ritengono più meritevoli, senza dover sottostare alle logiche e agli interessi dei partiti.

L’ABOLIZIONE DEL SENATO

Anche qui il livello di informazione è piuttosto basso: il 56% ha sentito parlare della riforma del Senato e le posizioni in merito rimangono piuttosto fredde. La questione, infatti, non è tanto tra un Senato elettivo oppure uno più consultivo e rappresentativo dei territori, bensì secondo la maggioranza relativa degli italiani (44%) il Senato dovrebbe semplicemente essere abolito mentre il 22% non ritiene nemmeno di prendere posizione.

Gli italiani stanchi di un sistema di contrappesi troppo farraginoso e che porta all’immobilità politica, pensano ad un sistema semplificato. Certamente rimane da considerare quanto sia complessa per i cittadini la materia costituzionale e il delicato equilibrio dei poteri dello Stato.

TENDENZE STABILI

In particolar modo continua il progressivo consolidamento della Lega Nord stabilmente al di spora dei livelli di Forza Italia, ormai Salvini si candida a guidare la destra italiana verso posizioni dichiaratamente avverse all’area moderata, sempre più presidiata invece da Renzi anche contro il suo stesso partito. Il PD, dal canto suo, mantiene il proprio livello di consenso tornato da diverse settimane al 38,5%

Recupera voti il M5S soprattutto ai danni della sinistra che appare oggi perlopiù invisibile, inefficace nell’azione politica nei confronti del Governo e frammentata.

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