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L’anno appena trascorso è stato per Fincantieri “un punto di svolta” e “un punto di partenza” per nuove sfide che toccheranno commesse, produttività e rapporto con i sindacati. A spiegare i nuovi progetti della società che per il 72,5 per cento è di proprietà di Fintecna (controllata dalla Cassa Depositi e Prestiti), e quindi dello Stato, è stato ieri il suo ad, Giuseppe Bono, intervenuto nel corso dell’assemblea degli azionisti.

IL BILANCIO

Ieri, l’assemblea ha approvato all’unanimità il bilancio di esercizio al 31 dicembre, il primo dopo la quotazione in Borsa, che presenta un utile di 37,5 milioni di euro. Gli azionisti hanno anche deliberato di destinare il 5% dell’utile, pari a 1,8 milioni, a riserva legale, e il restante, equivalente a 35,6 milioni, a utili portati a nuovo. Nessun dividendo, quindi. Mentre in sede straordinaria – ha scritto l’Ansa -, l’assemblea ha approvato a maggioranza la modifica dell’articolo 5 dello Statuto sociale, che precisa gli ambiti di attività di Fincantieri a opere di dragaggio, produzione e trasformazione di energia elettrica, impianti sanitari e di trattamento rifiuti, termici, telefonici, radiofonici e televisivi, per ottenere la qualificazione secondo il Codice degli appalti

LE COMMESSE E IL SETTORE

Bono ha spiegato che Fincantieri ha registrato “un aumento degli ordini acquisiti, e del carico di lavoro nei diversi segmenti“, legata alla “forte ripresa” nel settore ship building, con otto nuovi ordini di navi da crociera (qui le commesse con Carnival), e il ruolo di “leader mondiale” nel settore cruise, con il 50% della quota di mercato mondiale. Inoltre, è “in definizione” con la Marina Militare il piano di rinnovo della flotta, che dipende anche dalla cosiddetta Legge Navale. Alcune difficoltà permangono, ha sottolineato l’amministratore delegato. Il settore offshore, presidiato dall’azienda attraverso la controllata Vard, ha subito un rallentamento, perché il calo del prezzo del petrolio “non induce le compagnie a investire nella ricerca”. “Dobbiamo attrezzare l’azienda – ha aggiunto – in modo che alla fine di questo periodo sia in grado di catturare le opportunità che si presenteranno”.

LE MIRE SU STX FRANCE

L’azienda mediterebbe anche nuove acquisizioni. Secondo indiscrezioni di stampa riportate dall’agenzia Reuters, Fincantieri sarebbe interessata a Stx France, controllata per il 66,6% dalla coreana Stx e per il restante 33,4% dalla francese Caisse des Dépôts. L’ipotesi non è stata approfondita da Bono, che ha parlato di un generico consolidamento nel settore, in questo caso quello del navale militare.

IL PROBLEMA PRODUTTIVITÀ

Per l’ad, uno dei problemi all’interno del gruppo rimane quello della “produttività dei dipendenti diretti“, considerata “altamente insufficiente“. Il confronto per il rinnovo del contratto integrativo prosegue e i sindacati hanno proclamato un pacchetto di ore di sciopero. L’ad dell’azienda, che a fine 2014 contava circa 7.700 dipendenti in Italia, ha auspicato però “un salto di qualità” nei rapporti tra impresa e parti sociali. “Dobbiamo confrontarci con un mondo diverso dal passato … non possiamo restare con relazioni sindacali che sono state costruite negli anni 70”, ha sottolineato.

Fincantieri, tutto il Bono-pensiero su sindacati, conti e produttività

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