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L’interesse di Telecom per Metroweb, la società che gestisce la rete in fibra ottica a Milano, Bologna e Genova, e ha in progetto di espandersi in tutte le aree metropolitane italiane, non è una novità. Nuova è risuonata forse ad alcuni esperti del settore e al mondo politico la notizia di una manifestazione di interesse per la quota di maggioranza della società della fibra controllata dai fondi F2i e Fsi di Cassa depositi e prestiti, e ancor di più di una possibile offerta che Telecom avrebbe recapitato ieri per il controllo della società.

L’OFFERTA DI TELECOM

Come anticipato oggi da Mf/Milano Finanza e dal Sole 24 Ore, il gruppo guidato da Marco Patuano avrebbe quindi presentato un’offerta per il 53,8% di Metroweb detenuto da F2i.
Nella lettera con la quale sarebbe stato formalizzato l’interesse di Telecom per Metroweb vi sarebbe, secondo quanto scritto da Antonella Olivieri sul Sole 24 Ore, anche la cifra dell’offerta: “Si tratta di una cifra superiore ai 200 milioni, considerato che F2i, quando l’aveva rilevata, aveva valorizzato l’intera rete in fibra meneghina intorno ai 450 milioni”, scrive Olivieri.

I RISCHI ANTITRUST

Come sottolineato più volte da Formiche.net, MF/Milano Finanza ha rilevato inoltre che “l’operazione dovrà però superare lo scoglio dell’Autorità antitrust, che anche recentemente ha chiarito di non essere disposta ad assecondare operazioni contrarie alla concorrenza in un settore strategico come quello della rete in fibra e, quindi, dei servizi che si basano su questa infrastruttura”, si legge sul quotidiano diretto da Pierluigi Magnaschi.

LE REAZIONI DEL MONDO POLITICO

La notizia dell’offerta presentata da Telecom per l’acquisizione della maggioranza di Metroweb ha mandato in subbuglio i palazzi romani: molti esponenti politici hanno invocato a gran voce l’intervento dell’Antitrust e di Consob per evitare di mettere a serio rischio la competizione nelle telecomunicazioni fisse:
“Se fosse confermato quanto riportato oggi da due autorevoli quotidiani economici saremmo di fronte ad una situazione molto grave”, ha affermato il senatore del Pd Stefano Esposito.
“Sarebbe stata formulata, infatti, – ha aggiunto il senatore – un’ offerta con multipli superiori a quelli di mercato – e senza che si abbia avuto notizia dell’avvio di un procedimento aperto di gara”.

“Se l’ acquisizione andasse in porto ci troveremmo di fronte ad una concentrazione pericolosa per quello che, invece, dovrebbe essere un sano sviluppo del mercato delle telecomunicazioni fisse”, ha tuonato la collega del Partito democratico Cristina Bargero, componente della commissione Attività produttive della Camera. Secondo la parlamentare democratica “meglio sarebbe riprendere in fretta in mano l’idea di un’ operazione di sistema, che non pregiudichi il mercato e, anzi sia di stimolo alla crescita, agli investimenti ed alla concorrenza: una società della rete con i contributi di tutti gli operatori, Telecom inclusa”.

Preoccupazioni circa una possibile acquisizione della società leader della fibra in capo a Telecom sono giunte anche dalla Lega Nord che ha chiesto chiarezza: “E’ un’ operazione che coinvolge i cittadini e la libera concorrenza. Ho chiesto a Matteoli, presidente della commissione telecomunicazione del Senato di convocare con urgenza Metroweb, Telecom, la Consob, l’ antitrust e il sottosegretario Giacomelli”, ha dichiarato Jonny Crosio, capogruppo per la Lega Nord in commissione telecomunicazioni al Senato.  Anche secondo la Lega “serve subito un’ operazione di sistema, che sia di stimolo alla crescita, agli investimenti e alla concorrenza. Una società della rete – conclude Crosio – con i contributi di tutti gli operatori, Telecom inclusa”.

UNA CONTROFFERTA DI VODAFONE?

Il mandato all’ad Marco Patuano per trattare l’acquisto della partecipazione del fondo infrastrutturale (F2i) da parte del cda del gruppo presieduto da Giuseppe Recchi è giunto lo scorso 26 settembre.
Ma Metroweb è un fornitore di rete importante per tutti i maggiori operatori di telecomunicazioni tanto che anche Vodafone sta valutando una proposta, come scrive Repubblica.
Un possibile interesse da parte della società amministrata da Aldo Bisio a rilevare la quota di F2i in Metroweb per impedire che sia Telecom Italia a portare a termine l’operazione, e contrastare quello che sulla fibra potrebbe essere un colosso dominante, era già emerso ad inizio mese, mentre recentemente il numero uno di Vodafone, l’ex manager di Rcs Vittorio Colao ha fatto sapere di essere interessato a partecipare a una eventuale gara.

L’obiettivo di Vodafone potrebbe essere quello di andare oltre all’attuale partnership con Metroweb, grazie alla quale ha raggiunto con la formula Fiber to the home (fibra fino a casa) 300.000 abitazioni a Milano e siglato accordi per Bologna.

LE PRECISAZIONI DI BASSANINI

A ridimensionare l’allarme lanciato dalla politica è intervenuto il presidente di Cdp Franco Bassanini, in occasione della presentazione del Rapporto I-Com 2014 su Reti e Servizi di nuova generazione dell’Istituto per la Competitività presieduto da Stefano da Empoli:
“Metroweb potrebbe vedere dei cambiamenti nel suo azionariato. L’azionista di minoranza al 46%, Cassa depositi e prestiti, che si considera un investitore di lungo termine, ha intenzione di sollecitare un aumento del capitale per consentire una forte accelerazione degli investimenti pubblici. F2i, che è un investitore brownfield, ha un’altra logica e quindi ragionevolmente può essere interessato a cedere la sua partecipazione”, ha sottolineato Bassanini.
Ma “ci sarà una competizione, non è vero quanto è stato detto oggi. Le principali società sanno che dovevano prepararsi se erano interessate a fare delle offerte. Vincerà il migliore”, ha precisato il presidente di Cassa depositi e prestiti.

Telecom, Vodafone e Cassa depositi e prestiti, tutti pazzi per Metroweb

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