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Complicata la vita parlamentare dei Popolari per l’Italia. Eletti originariamente con Scelta civica di Mario Monti, finora componenti del gruppo Per l’Italia (che a sua volta ha subito la scissione di Lorenzo Dellai, Mario Giro, Andrea Olivero e altri che hanno dato vita a Democrazia solidale), aderiscono oggi al gruppo Gal, la costola del centrodestra di origine prevalentemente berlusconiana. Un passaggio dalla maggioranza all’opposizione per l’ex ministro Mario Mauro, Angela D’Onghia, attuale sottosegretario all’Istruzione, e il senatore siciliano Tito Di Maggio. “Ma non c’è nessun cambio di maglia – puntualizzano – la nostra è una confluenza, tanto è vero che il gruppo prenderà la denominazione Gal-Popolari per l’Italia”.

I PERCHE’

“Questa legislatura – ha argomentato Mauro - ha avuto una natura particolare: è iniziata all’insegna di una grande coalizione, dato che nessuno aveva vinto le elezioni. Una logica che si è poi compromessa e oggi ci ritroviamo con un quasi monocolore renziano”.

IL MESSAGGIO A NCD E UDC

Un messaggio che sembra anche un’accusa verso chi fa parte di quel governo come Ncd e Udc, componenti insieme a Mauro di quella Costituente popolare finora mai nata. “Ehi! Amici,la facciamo o no la Costituente dei Popolari?#facciamosulserio”, domandava via Twitter Mauro proprio qualche giorno fa.

VERSO LA RICOMPOSIZIONE DEL CENTRODESTRA

L’approdo a Gal è un segnale verso la ricomposizione del polo moderato, secondo le intenzioni di Mauro: “Le divisioni sono state causate a volte da personalismi a volte da differenze di merito e hanno reso complicato un rassemblement del centrodestra. Il nostro gesto di oggi vuole essere da esempio per gettarci alle spalle difficoltà e incomprensioni”, ha chiarito l’ex ministro che aveva lasciato l’allora Pdl per correre con Monti.

IL PLAUSO DI FORZA ITALIA

Forza Italia saluta con favore la scelta dei Popolari, attraverso le parole del capogruppo al Senato Paolo Romani: “Si aprono nuove prospettive per quello che Forza Italia ha sempre indicato come percorso obbligatorio per rivolgersi, e tornare a rappresentare, l’elettorato moderato, maggioranza del Paese”. E del vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri: “Si può ricostituire una vasta area moderata e di centrodestra anche meditando sugli errori che ciascuno può aver compiuto nel passato. Renzi ha annunciato molto, promesso tanto e fatto pochissimo. E per lui le cose andranno sempre peggio”.

I DUBBI DELL’UDC

L’adesione al Gal dei Popolari apre conseguentemente la riflessione in casa centrista: “Mi domando – ha dichiarato Giuseppe De Mita, vice segretario nazionale dell’Udc – fin dove arrivino le responsabilità di Mauro e dove invece inizino le responsabilità di quanti stanno tentando di deviare il percorso della Costituente Popolare verso la solita furbetta messa in scena nanocentrista malinconicamente rivolta alla impossibile rinascita del centrodestra berlusconiano anni ’90”.

LE CRITICHE A RENZI

I Popolari per l’Italia si sono caratterizzati nell’ultimo periodo per una marcata insofferenza verso le politiche renziane. Due i punti maggiormente criticati: una legge di stabilità “in cui si prevede che il maggior fabbisogno fino al 2018 venga coperto da 75.2 mld derivati da un’ipotizzata crescita dell’economia. Risorse che se non arriveranno, dovrebbero essere coperte con nuove entrate”. E l’Italicum: “La legge elettorale deve favorire schieramenti alternativi. Ieri ne hanno fatta una per diventare cespugli del Pd. #svegliacentrodestra”, ha twittaro Mauro.

Ecco come Mario Mauro fa felice Forza Italia

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