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Mentre l’Africa occidentale rischia di perdere 32,6 miliardi di dollari, secondo i calcoli annunciati dal presidente della Banca Mondiale Jim Yong Kim, e il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha stanziato 114 milioni di dollari per aiutare Sierra Leone, Liberia e Guinea ad affrontare l’epidemia di Ebola, ci sono aziende che dopo rilevanti investimenti ora hanno in serbo vaccini per sconfiggere il virus.

I VACCINI SPERIMENTALI

Dal 2013, quando è apparso il focolaio in Guinea, sono morte 4546 persone (secondo le cifre ufficiali) e quasi 10mila casi sono stati confermati. Ieri è stata la volta del primo caso a New York del medico Craig Spencer, dopo la morte del liberiano Thomas Duncan in Texas. L’infermiera spagnola Teresa Romero è riuscita a guarire dall’Ebola. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel 55% dei casi i malati di Ebola si salvano. Ma come? Ogni caso è di per sé unico. La trasfusione di sangue, le proprie difese immunologiche, vaccini esperimentali, o la combinazione di tutti questi trattamenti, possono avere effetti diversi su ogni paziente.

L’Oms ha recentemente scelto otto trattamenti sperimentali e due vaccini contro Ebola, ma le terapie non saranno pronte prima del 2015. “Nessuna di queste proposte è stata clinicamente approvata”, ha precisato l’organizzazione in un documento. Inoltre, a disposizione ci saranno poche dosi.

IOWA: NEW LINK GENETICS

Negli Stati Uniti, la compagnia NewLink Genetics sostiene che la Food and Drug Administration (Fda) abbia dato il via alla sperimentazione su essere umani di un vaccino contro Ebola. Un carico di 800 dosi saranno inviate all’Ospedale Cantonale di Ginevra per il controllo. L’informazione è stata confermata dal vicedirettore generale dell’Oms, Marie Paule Kieny. I medicinali sono stata approvati negli Stati Uniti e in Mali. I test saranno effettuati su adulti tra i 18 e i 65 anni.

LOSANNA: GLAXO SMITH KLINE

Dal 1° novembre sono cominciate le prove sperimentali del vaccino del laboratorio svizzero Glaxo Smith Kline (Gsk) con sede nella città di Losanna. Nel programma di ricerca sono iscritti 250 volontari. In un comunicato stampa, l’azienda ha spiegato che adesso è importante determinare se il vaccino è sicuro e anche la dosi necessarie per combattere il virus. In caso di un riscontro positivo, la vaccinazione sperimantale in Africa occidentale comincerà da gennaio del 2015.

TOKYO: FUJFILM

La compagnia giapponese Fujifilm ha annunciato che aumenterà la produzione del farmaco Avigan, un trattamento sperimentale contro Ebola che ha dato i primi risultati positivi in Spagna e Francia. Da alcune indiscrezioni risulta che Avigan sia stato somministrato all’infermiera Romero.

Fujifilm ha uno stock di farmaci per condurre la terapia cu circa 20mila pazienti e potrebbe fabbricare altre 300mila dosi. Di fronte alla possibilità che sia un trattamento efficace per combattere il virus in espansione, l’azienda ha deciso di aumentare la produzione questo mese.

HONG KONG: SIHUAN PHARM

Il vaccino contro Ebola dell’azienda cinese Sihuan Pharm si chiama JK-05. Al momento l’uso è esclusivo per cooperanti e assistenti sanitari. Con base a Hong Kong, la Sihuan Pharm conta su un vasto gruppo di ricercatori, tutti cinesi, con esperienza nel settore militare. Il capo delle operazioni e test di prova in Africa, Jia Zhongxin, ha confermato la distribuzione del vaccino e ha detto che, nel caso fosse necessario, si invieranno più dosi.

La Sihuan Pharm è il terzo maggior produttore di medicine cinesi. Originalmente è stata un’unità scientifica militare ed è diventata un’azienda farmaceutica con la struttura di oggi solo nel 2001. Nell’impresa ha una partecipazione la banca di investimenti americana Morgan Stanley. L’azienda ha anche firmato un accordo con l’Accademia di scienze mediche militari (Amms), un’unità di ricerca che è impegnata nell’approvazione di diverse medicine cinesi da lanciare sul mercato internazionale.

NEW BRUNSWICK: JOHNSON & JOHNSON

Nella corsa per il vaccino giusto contro Ebola non manca il colosso farmaceutico americano Johnson & Johnson. Il presidente e direttore esecutivo, Alex Gorsky, ha confermato un investimento di 200 milioni di dollari per accelerare e allargare la ricerca. I primi test partiranno a gennaio del 2015.

Ad occuparsene sarà l’unità di Janssen Pharmaceutical Companies di Johnson & Johnson insieme all’Oms, l’Istituto Nazionale di allergie e malattie infettive e il governo americano.
La proposta di Johnson & Johnson è una serie di vaccini con una formula preventiva sviluppata dall’impresa di biotecnologia Bavarian Nordic basata in Danimarca. La Janssen Pharmaceutical ha in programma la produzione di un milione di dosi, di cui 250mila saranno destinate a test.

FIRENZE: ISTITUTO CHIMICO FARMACEUTICO MILITARE

Gli antidoti sperimentali contro Ebola arrivano anche dall’Italia. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha annunciato l’invio in Sierra Leone di un farmaco prodotto dall’Istituto chimico farmaceutico militare di Firenze (Icfm). Il farmaco agisce in particolare nel bloccare le emorragie provocate dall’agente patogeno.

Di fabbricazione made in Italy, il medicinale è stato sviluppato originariamente per curare le ferite dei militari. Dopo, si è rilevato che la molecola su cui si basa il farmaco poteva essere sfruttata anche per trattare i malati di Ebola. I primi test sulla tossicità eseguiti su animali e volontari hanno dato risultati incoraggianti.

NAPOLI: OKAIROS

Anche dalla società di biotecnologia napoletana Okairos è arrivato un vaccino sperimentale che potrebbe sconfiggere l’Ebola. Con base a Basilea e una filiale al Ceinge di Napoli, Okairos ha concepito insieme alla National Institute of Health degli Stati Uniti un antidoto approvato in tempi record. Per riuscire dove i metodi tradizionali sono falliti, ha ideato una nuova tecnologia ibrida di terapia genica e immunoterapia, non con frammenti ma con l’intero virus. Per il 2015 Okairos fornirà un milione di vaccini. La fabbricazione sarà fatta nei laboratori di Advent a Pomezia.

Ebola, ecco tutte le aziende che combattono il virus

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npl

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