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Sin dal suo insediamento alla Casa Bianca, il Presidente Obama ha emanato una serie di ordini esecutivi indirizzati a tutte le agenzie federali affinché queste rivoluzionassero le strategie attuate per il contrasto delle catastrofi ambientali. Questi “executive orders” con la pianificazione di una road map nella cornice del “climate change”, si pongono l’obiettivo di prevenire e gestire le emergenze climatico – ambientali. Fonti giornalistiche hanno dichiarato che il Pentagono intenderebbe adattare alle proprie esigenze operative le direttive presidenziali, includendo le catastrofi naturali nel novero delle minacce alla sicurezza nazionale. A tal proposito, sulla base delle linee guida dettate dalla “road map” si evince come “il cambiamento climatico influenzerà il Dipartimento della capacità di difesa della Nazione”.

Per gli analisti militari americani, il Pentagono dovrà adattare le decisioni sulle attività e gli ambienti operativi non solo alle classiche minacce esistenti, ma anche e soprattutto ai cambiamenti climatici che, inaspettati e imprevedibili, occuperanno un ruolo nevralgico nei futuri scenari bellici. La “road map” prevede dunque uno stravolgimento di strategia, segnando di fatto un passaggio da un approccio di mitigazione dei danni ad una resilienza fattuale e prevedendo un adattamento agli eventi avversi soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture militari attraverso una marcata “dual-use capability”. Questo ambizioso piano di adattamento si dipana in tre obiettivi principali: individuare e valutare gli effetti del cambiamento climatico sul Dipartimento; integrare le considerazioni sul cambiamento climatico nelle decisioni a tutti i livelli; e massimizzare la collaborazione sulle sfide che ci si attende, sia internamente che esternamente.

A preoccupare i militari statunitensi sarebbero gli eventuali disordini politici, naturale e tragica conseguenza di carestie o siccità. Infatti, secondo gli autori del documento strategico, gli impatti dei cambiamenti climatici danneggiando le infrastrutture, potrebbero comportare un limite d’accesso all’approvvigionamento di cibo e acqua, questo faciliterebbe tanto la diffusione di malattie quanto provocherebbe rivolte popolari. L’emergenza debiliterebbe i governi già fragili incrementando le tensioni tra i Paesi sempre più in competizione per l’accesso alle risorse. Le stesse lacune presenti nell’attuale governance della pianificazione delle risposte operative al contrasto delle catastrofi climatiche, nel lungo periodo, potrebbero essere un viatico per le ideologie estremiste e favorire il terrorismo. Per scongiurare il peggio, gli ideatori della road map hanno comunicato che il Pentagono intende far ricadere il climate – change nell’alveo della sicurezza nazionale con la consapevolezza, certo, che la previsione degli scenari futuri sarebbe l’unico argine  per contenere il più possibile la catastrofe.

La road map del Pentagono sulle sfide climatiche

Sin dal suo insediamento alla Casa Bianca, il Presidente Obama ha emanato una serie di ordini esecutivi indirizzati a tutte le agenzie federali affinché queste rivoluzionassero le strategie attuate per il contrasto delle catastrofi ambientali. Questi “executive orders” con la pianificazione di una road map nella cornice del “climate change”, si pongono l’obiettivo di prevenire e gestire le emergenze climatico…

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