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Esattamente a trent’anni di distanza della prima esecuzione mondiale in tempi moderni de Il Viaggio a Reims di Goacchino Puccini, chi ama la musica ha goduto di un’altra riscoperta di grande importanza Il Bajazet di Francesco Gasparini. Per il Viaggio a Reims (di cui un saggio di Paolo Isotta ha recentemente ridimensionato la portata) vennero date cinque repliche a Pesaro (al costo di due miliardi di lire dell’epoca), chiamati i più celebri cantanti dell’epoca, affidata la regia a Luca Ronconi, le scene a Gae Aulenti e la bacchetta a Claudio Abbato (il quale, data la portata dell’evento, lavorò gratis).

Foto di Rudy Pessina

OPERABARGA
Il Bajazet è stato prodotto da OperaBarga ed ha avuto solo due recite, il 10 e l’11 luglio, a cui ne faranno seguito altre a Lucca e Pisa e forse oltre-Reno ed oltre-Manica; critici musicali di peso tedeschi e britannici erano in sala. Da quasi cinquant’anni nel piccolo borgo della Garfagnana c’è un piccolo festival di alta qualità e bassi costi, nonché un modo originale di finanziamento. E’ un’ iniziativa privata avviata da una coppia di inglesi amanti della buona musica, ed ora guidata dal loro figlio, Nicholas Hunt. Quest’anno il costo totale di OperaBarga (la produzione de Il Bajazet con due repliche, otto concerti e master classes) è 150.000 euro, includendo anche l’incisione per la Glossa, una casa discografica internazionale specializzata in musica antica e barocca. Scene e costumi sono fatti in casa e le luci prese in prestito dal Teatro del Giglio di Lucca.

IL CAST

Il cast è giovane; è stato selezionato mediante audizioni tenutesi presso il Teatro Verdi di Pisa a cui hanno partecipato oltre cento cantanti, ciascuno dei quali ha pagato un piccolo onere d’iscrizione. Non sono, però, principianti: hanno tutti già recitato e cantato in teatro. La protagonista femminile (Irene, fidanzata di Tamerlano) è il mezzo soprano polacco Ewa Gubanska, vincitrice della prestigiosa Haendel Singing Competition di Londra. A ricoprire il ruolo di Bajazet che fu del famoso baritenore modenese Francesco Borosini, è stato scelto Leonardo De Lisi. Altra peculiarità  è la compresenza di tre controtenori italiani per ruoli scritti per ‘castrati’: Filippo Mineccia (Tamerlano), Antonio Giovannini (Andronico), Raffaele Pe (generale fedele a Bajazet). Il mezzo soprano Giuseppina Bridelli (Asteria, figlia di Bajazet, fidanzata a Andronico ma desiderata da Tamerlano) ha già cantato ruoli importanti.

L’ORCHESTRA

L’orchestra (Ausermusici) – diretta da Carlo Ipata e composta da 9 archi, 2 oboi (flauto), 2 corni, fagotto, tiorba e clavicembalo- ha la propria base a Pisa ed un vasto curriculum concertistico in Italia ed all’estero, nonché una ventina di dischi.

IL BUDGET

Del budget totale di 150.000 euro, poco più di un quarto viene da fondi pubblici (FUS, Regione), circa un quinto dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Lucca, il resto da una cinquantina di imprese ed individui del posto che hanno fornito ciascuno piccole somme o servizi reali (ospitalità alberghiera, cene, vestiti, stampa di programmi); sono tutti elencati nel programma di sala. Un centinaio circa di individui ed imprese (pure essi elencati nel programma) hanno partecipato ad un crowfunding per la registrazione del CD.

BIOGRAFIA E OPERE DI GASPARINI

Ma andiamo al lavoro. Francesco Gasparini (1661-1727), formatosi probabilmente a Roma, lavorò con successo in varie città italiane ed a Londra. A Roma, ebbe un ruolo centrale sia come didatta (Händel lo considerò suo ispiratore e guida ed è noto che Bach lo ammirò ed imitò) sia come maestro di cappella presso il Marchese Ruspoli. Contribuì alla formazione di musicisti come Benedetto Marcello, Joachim Quantz e Domenico Scarlatti e scrisse oltre sessanta opere (alcune in più versioni per andare incontro ai gusti di differenti teatri e Paesi) che furono molto popolari all’epoca ma sparirono dai repertori nella seconda metà del Settecento. Gasparini venne considerato dai contemporanei tra i maggiori compositori dell’epoca non solo per il suo apporto al teatro in musica , in una fase di transizione, ma anche per la sua raffinata produzione di musica sacra in cui diede sfoggio di tecniche compositive complesse

TRE VERSIONI

De Il Bajazet esistono tre versioni: quella rappresentata a Barga andò in scena a Reggio Emilia nel 1719 ed è l’unica rimasta quasi integrale. L’azione scenica è altamente drammatica, non un mero pretesto per una serie di arie tripartite e quindi anche il libretto è particolarmente curato: quello della versione di Reggio Emilia è a doppia firma (Agostino Piovene ed Ippolito Zanelli) e vede una sottile progressione psicologica dei personaggi, tramite recitativi accompagnati molto intensi ed arie premonitrici dei futuri sviluppi dell’opera lirica (Ti sento, sì del mezzosoprano, Forte e lieto del baritenore). Nel delizioso Teatro dei Differenti (meno di 270 posti tra platea e palchi), tale da non costringere i cantanti a sforzare le voci permettendo invece di fare comprendere ogni parola agli spettatori, l’opera ha brillato in tutto il suo splendore.

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