Skip to main content

Dopo l’entrata in vigore dell’aggiornamento delle tariffe di cosiddetto equo compenso per copia privata, cioè di quanto un consumatore italiano paga quando acquista un supporto quale cd, dvd, computer, tablet o uno smartphone, secondo l’ipotesi che quel supporto potrebbe essere utilizzato per registrare copia di un brano musicale o di un film, comunque legittimamente acquistati, è accaduto un evento che ha suscitato forte irritazione nel ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini.

Che è accaduto, quindi? E’ accaduto che Apple ha deciso di non tenersi in carico l’aumento (pochi euro, in media), e lo ha integralmente traslato sul prezzo dei propri prodotti. Non solo: con sottile perfidia, la filiale italiana della casa di Cupertino ha pure esplicitato che l’aumento deriva dall’adeguamento del balzello. Del resto, osservando lo store online di Apple, si può constatare che è prassi consolidata dell’azienda quella di esplicitare, sotto al prezzo per il consumatore finale, quanta parte di esso derivi da imposte ed altri oneri generati dallo stato italiano, quindi nessuno scandalo.

Così come non è uno scandalo che esista l’equo compenso, s’intende. I problemi sono altri. Intanto, l’interpretazione che il ministero e la Siae hanno dato dell’adeguamento, che per legge deve avvenire ogni triennio anche se da noi resta il riflesso condizionato di considerare “adeguamento” un sinonimo secco e perfetto di “aumento”. No, il problema è altro: è che il buon Franceschini aveva spergiurato che l’aumento del balzello non si sarebbe scaricato sui consumatori, in nessun caso. Ohibò, e perché? Boh, forse perché glielo aveva suggerito l’agguerrito presidente della Siae, Gino Paoli, che peraltro è davvero convinto che l’equo compenso non sia un’imposta. Ignoranza e fiabe a parte, Apple ha deciso di dare una lezione ai gabellieri nell’ambito che a questi ultimi non pertiene: la fissazione dei prezzi di listino di imprese che operano sul mercato e per i cui prodotti esiste una domanda del mercato medesimo.

La questione si riconduce quindi al solito tema, così sistematicamente ignorato dai nostri politici: chi viene inciso da un tributo, cioè la differenza tra contribuente de iure e de facto. Ed è qui che Franceschini ed i suoi cattivi consiglieri proprio non ci arrivano. Al punto che ieri sera il ministro ha ritenuto di dover emettere un comunicato in cui cerca di “smascherare” la politica dei prezzi di Apple, con un bizzarro confronto con la politica dei prezzi della casa di Cupertino in altri paesi europei. Leggere per sorridere, si fa per dire:

“In Francia un iPhone 5s da 16 Gb costa 709 euro a fronte di un tariffa per copia privata di 8 euro, in Germania 699 con una copia privata di 36 euro, in Italia 732,78 euro ora che la copia privata è a 4 euro mentre era a 729 euro con la copia privata a 0,90”. Insomma, allarga le braccia Franceschini, “scaricano sui soli consumatori italiani il legittimo compenso dovuto agli autori pur di non ridurre lievemente il loro margine di guadagno. Che altro dire?”

A parte la singolare euro-comparazione come commentare, caro Franceschini? Che il mercato è sovrano: se esiste domanda per un prodotto, e tale domanda resta relativamente poco elastica a contenute variazioni di prezzo, non è affare di un ministro né dei suoi cattivi consiglieri quello di decidere chi deve essere inciso da un tributo. Se il mercato, nel suo complesso, riterrà che Apple sia stata avida a traslare sui consumatori i pochi euro di aumento del balzello, o che sia stata cattivona a non obbedire ai desiderata del ministro e di altri personaggi che tra poco vedremo, il mercato punirà Apple, che quindi verrà a più miti consigli e deciderà di farsi incidere dal tributo, abbassando i prezzi.

(la versione integrale del commento si può leggere sul blog Phastidio.net)

Vi svelo l'ignoranza fiscale di Franceschini sull'equo compenso

Dopo l’entrata in vigore dell’aggiornamento delle tariffe di cosiddetto equo compenso per copia privata, cioè di quanto un consumatore italiano paga quando acquista un supporto quale cd, dvd, computer, tablet o uno smartphone, secondo l’ipotesi che quel supporto potrebbe essere utilizzato per registrare copia di un brano musicale o di un film, comunque legittimamente acquistati, è accaduto un evento che…

Tutti gli affari cinesi in America latina

Lo sguardo dell’America latina verso il futuro ha gli occhi a mandola. Dopo una tappa in Brasile e Venezuela, il presidente cinese Xi Jinping prosegue il tour latinoamericano a La Habana, dove ha firmato ben 29 accordi con il governo di Raúl Castro. Finanza, biotecnologia, agricoltura, infrastrutture ed energia rinnovabili sono alcuni dei settori sui quali sono stati stretti i…

Oggi al Civitafestival Berlinguer secondo Veltroni

La seconda settimana del Civitafestival di Civita Castellana, (dal 17 luglio fino al 1 agosto 2014, http://civitafestival.it/ ) prosegue stasera Mercoledì 23 luglio in piazza Duomo con la grande danza classica de "Le Grand Pas de Deus" dei ballerini del Teatro alla Scala di Milano che vede la partecipazione dei solisti del Teatro dell’Opera di Roma, del Teatro Nazionale di Bucarest, del…

Che fine hanno fatto i tagli alla spesa pubblica?

Le sei proposte di Renato Brunetta per il futuro centrodestra sembrano, a prima vista, interessanti e condivisibili. Certo, hanno un sapore molto spot e poco approfondito almeno per il momento. Un prontuario di contenuti molto asciutti per rispondere all'immediatezza (non senza approssimazione) del ritmo imposto da Matteo Renzi. Tuttavia, approfondendo la lettura del programma Brunetta è evidente la mancanza dei…

Mogherini e le sfide della politica estera italiana

Riceviamo e volentieri pubblichiamo La comunità internazionale vive uno dei suoi momenti più delicati. Le diffuse crisi che si susseguono a ritmo incessante in tutte le latitudini del pianeta fanno riemergere con dirompenza le solite discussioni sulla necessità di una politica comune europea. Peccato, che una politica estera comunitaria presupporrebbe la necessaria costruzione di un’Europa politica, ossia di una strategia…

Ucraina, tutti i riflessi economici negativi per la Russia

L’abbattimento dell’aereo della Malaysian Airlines pone seri rischi per le relazioni politiche fra la Russia e l’Occidente. Le conseguenze economiche per la Russia sono legate a potenziali nuove sanzioni. Nonostante i deflussi di capitali sembrano essersi stabilizzati, uno scenario di stagnazione sembra essere il più probabile. Gli effetti sull’economia russa dell’ultimo giro di restrizioni finanziarie si ripercuotono su alcune obbligazioni…

Parte la Brebemi, un successo di chi vuole fare e non distruggere

Era il maggio 2006 e ancora non sapevo cosa mi aspettava. Avevo 27 anni, vivevo a Roma da 5 anni ed ero tanto arrogante quanto ignorante, ma riuscivo a nascondere bene la mia insicurezza. Da un anno seguivo Antonio Di Pietro, allora parlamentare europeo, come suo ufficio stampa e di punto in bianco, quando il Tonino Nazionale è diventato ministro…

Chi boicotta le nuove sanzioni contro la Russia

È un'Europa poco coesa quella che si è presentata ieri durante un incontro dei ministri degli Esteri, riuniti a Bruxelles per discutere l'ipotesi di nuove sanzioni contro la Russia alla luce dell’abbattimento del Boeing 777 della Malaysia Airlines precipitato giovedì scorso in Ucraina con a bordo 298 persone. A dividere, come spesso accade, sono gli interessi dei singoli Paesi, che contrastano con…

Che cosa dice Poggiani della sua laurea

Le polemiche della laurea “non buona” di Alessandra Poggiani hanno preso vita da Italia Oggi, sono rimbalzate in Rete ma non hanno tuonato a tal punto da trovare spazio in altre testate cartacee o specializzate. E ad ospitare la lettera di risposta del nuovo direttore dell’Agenzia per l’Italia digitale è ancora oggi il quotidiano diretto da Pierluigi Magnaschi. LE PRECISAZIONI…

Elezioni anticipate? Parliamone

La riforma del bicameralismo perfetto si sta arenando. Il Senato ha presentato migliaia di emendamenti che sono più di un ostruzionismo: decretano un vero e proprio boicottaggio. Matteo Renzi ha reagito ostentando da un lato risolutezza e dall’altro minacciando elezioni anticipate. Tutto bene, se non fosse però che da noi, come giustamente ha rilevato Renato Brunetta, non è possibile per…

×

Iscriviti alla newsletter