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In memoria di Fabio, il Magnifico. Il ricordo di Pellicciari e Cappiello

Di Igor Pellicciari e Giuseppe Cappiello

In tempi segnati da contrapposizioni ideologiche e pregiudizi politici, sociali e culturali, è andato all’essenza delle relazioni personali, facendo a tanti giovani da mentore nel senso pieno del termine, con slanci mecenatistici, senza mai chiedere nulla in cambio. Il ricordo di Igor Pellicciari (Università di Urbino) e Giuseppe Cappiello (Università di Bologna)

La cura come trama della condizione umana. La riflessione di Spinsanti

Di Sandro Spinsanti

Tra letteratura, filosofia e medicina, una riflessione sul significato più profondo della cura: il ponte che tiene insieme chi cura e chi è curato, ma anche chi vive e chi non c’è più. Perché nella cura – prima, durante e dopo la vita – si gioca una delle dimensioni più essenziali dell’umano. L’estratto dal libro “Un’altra pratica della cura” (Il Pensiero Scientifico Editore, 2026) a firma di Sandro Spinsanti, bioeticista e direttore dell’Istituto Giano per le medical humanities

L’occupazione culturale. Una scelta politica che non riguarda soltanto il lavoro

Sarebbe interessante scoprire quali potrebbero essere gli effetti di un piano di assunzione straordinario che consentisse di assorbire gli autonomi, i precari, gli stagionali, e comprendere quali possano essere gli effetti positivi, e i costi per la collettività. L’intervento di Stefano Monti

Gino Paoli e l’arte di raccontare la fragilità. Il ricordo di D'Anna

“Gino Paoli é stato fra i più importanti protagonisti di una generazione meravigliosa da cui inizio tutto” scrive di club Luigi Tenco rendendo omaggio al grande cantautore scomparso a 91 anni. Il ricordo di Gianfranco D’Anna

Governare l’IA richiede una riflessione sulla nostra democrazia. Scrive Monti

L’intelligenza artificiale irrompe nella quotidianità con una portata rivoluzionaria, ma il dibattito resta prigioniero di schemi superati. La vera sfida è culturale: servono nuovi strumenti e valori condivisi per governare un cambiamento che la politica ancora fatica a comprendere. La lettura di Monti

In ricordo di Jürgen Habermas. Le promesse di un pensatore

Di Piero Marino

Il 14 marzo ci ha lasciati, in quello che, con molta verosimiglianza e probabilità, può essere considerato il peggiore dei momenti storici possibili, l’ormai novantaseienne Jürgen Habermas, il filosofo tedesco che ha saputo traghettare in tempi e contesti profondamente mutati l’eredità culturale e filosofica della scuola francofortese, sorta a cavallo dei due conflitti mondiali dall’impellente necessità di denunciare i limiti della moderna razionalità occidentale, per ripensarne le forme in stretta relazione con l’evoluzione e la trasformazione delle scienze sociali e dello sviluppo tecnologico ed economico. La riflessione di Piero Marino, Università degli Studi di Napoli “Federico II”

Habermas e l’arte del dialogo, la lezione dell’ultimo gigante di Francoforte

La scomparsa di Jürgen Habermas riporta al centro la sua eredità: la comunicazione come fondamento della democrazia, la sfera pubblica come spazio critico e l’agire comunicativo come via per un confronto razionale. Un pensiero che continua a parlare alle sfide del presente

Un teatro da salvare e un modello da ripensare. Le sfide emerse dal caso Sannazaro

Il possibile acquisto del Teatro Sannazaro da parte del Ministero della Cultura garantirebbe continuità alle attività e tutela del patrimonio. Il caso apre però una riflessione sulla necessità di strumenti e strategie coordinati per affrontare emergenze e valorizzare i beni culturali

Scrivo di mattina perché il pomeriggio vado al cinema. La recensione di Ciccotti

Il fintamente realistico “À pied d’œuvre” (lett: “Pronto per cominciare”), dall’azzeccato titolo italiano “La mattina scrivo”, di Valerié Donzelli, premio “migliore sceneggiatura” alla Mostra di Venezia 2025, è un avvolgente racconto, sguisciante tra piani temporali diversi, alla James Joyce, impregnato della malinconica poesia da “Nouvelle Vague” anni Sessanta, ma con la speranza pronta a germogliare

Sacro cuore o del cinema che converte. Il racconto di Ciccotti

Il docu-film francese Sacro Cuore, di Sabrina e Steven. J. Gunnell è la storia della devozione al Sacro Cuore di Gesù, dalle rivelazioni alla suora Maria Margherita Alacoque , attraverso miracoli e conversioni, sino ad oggi. Ricco di forti testimonianze, di giovani e adulti, è un racconto dal ritmo teso, che arriva dritto al cuore di credenti e non-credenti, in cui tre generi cinematografici sono abilmente intrecciati: film-intervista, documentario, fiction

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